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Per una simbolica del colore. Il cromatismo e la sua grammatica

A partire dalla teoria Ottocentesca del colore proposta da Goethe si è operata un'analisi teorica del fenomeno cromatico inteso come dato percettivo, sensistico, simbolico e psicologico. Il dubbio persistente che pone l'elaborato è: perchè servirsi di teorie che auspicano una valenza scientifica nel momento in cui si tratta di un fenomeno che concerne ambiti quali sentimento, emozione, ricordo. Per sciogliere il dubbio si è operata una stratificazione che ha voluto intendere il colore come un composto significativo che può essere paragonato ad una parola del linguaggio, che quindi necessita di una grammatica. Ogni sezione dell'elaborato analizza i mondi che si creano parlando di colore nei diversi ambiti con particolare interesse per la simbolica e per la psicologia. Trattando il colore come un linguaggio e, considerando che le nostre lingue non hanno solo fine comunicativo ma anche retorico e argomentativo, ho riservato l'ultima sezione alla persuasività del colore. La pubblicità e la politica sono state portate come esempi del potere del colore che va oltre quello fisiologico, sensistico, va oltre la simbolica: è espressione visiva di un'idea.

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Introduzione «Tutta la storia dei colori può essere soltanto una storia sociale. È la società che fa il colore, che gli attribuisce una definizione e un significato, che costituisce i suoi codici e i suoi valori, che stabilisce i suoi utilizzi e l'ambito 1 delle sue applicazioni». È da questa frase che è scaturita la riflessione che costituirà il corpo del nostro elaborato: il colore come specchio della società nei luoghi e nei tempi di essa, nella quotidianità del popolo e nella simbolica del potere. La connotazione simbolica del colore porta infatti con sé le differenze e le divergenze proprie dell'ambiente societario: assisteremo a lotte cromatiche, a vittorie e sconfitte; avremo colori che infamano e che innalzano, colori che accusano o che sono accusati, avremo colori della quiete e del moto, colori della luce e dell'oscurità. Come il linguaggio permette di ricostruire storie altrimenti dimenticate, il colore diventerà una grammatica visuale che ci consentirà di codificare il nostro mondo alla luce dei mondi passati. Questo è ciò che da sempre fa il colore, dà un'identità a ciò che tinge: quasi con auto-consapevolezza la natura ha tinto con funzionalità e senso estetico i suoi figli e nell'artificio del colore, l'uomo tenta di imitarla, di mascherare la strategia che si nasconde dietro le colorazioni dei nostri oggetti. Quello che ci proponiamo di indagare è appunto l'intento subliminale che sta dietro le strategie di comunicazione proprie della propaganda pubblicitaria e politica. Esploreremo il potere del colore servendoci di alcuni strumenti e ponendoci alcune domande cui tenteremo di dare una risposta più o meno implicita passando attraverso le varie sezioni dell'elaborato. Ci rifaremo prevalentemente a Goethe nelle sezioni iniziali ponendoci una prima fondamentale domanda: “Da dove nasce il colore?”, scopriremo come, per quanto la risposta a questa domanda sia assodata, si svilupperanno una 1 M. Pastoureau, Blu. Storia di un colore (2000), tr. it. di F. Ascari, PONTE ALLE GRAZIE, Milano, 2002. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Martina Pasqualini Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

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