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«Credere di Credere» di G. Vattimo e «Pensieri sul cristianesimo» di E. Severino: Confronto con il cristianesimo?

Informazioni tesi

  Autore: Elena Ziletti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
  Facoltà: Istituto Superiore di Scienze Religiose
  Corso: Scienze Religiose
  Relatore: Raffaele Maiolini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

La tesi si propone di analizzare i testi "Credere di credere" di G. Vattimo e "Pensieri sul cristianesimo" di E. Severino ed il confronto che questi filosofi fanno col cristianesimo.
Si vuole sottolineare l'attualità della religione cristiana nella cultura occidentale contemporanea, interpretata come punto critico di riferimento anche tra pensatori laici.
Entrambi gli autori affrontano il tema della decadenza della metafisica classica, ma mentre per Vattimo la fine delle strutture "filosofiche forti", secondo la sua lettura debolista della storia, consente una riscoperta dell'autenticità del cristianesimo. Per Severino invece la decadenza della cultura occidentale porta inevitabilmente alla caduta del cristianesimo, che altro non è se non il frutto della tradizione culturale occidentale. Si mettono a confronto le posizioni dei due filosofi, espresse nei testi sopraindicati, circa il rapporto tra cristianesimo e nichilismo e secolarizzazione, nonché la relazione tra fede e ragione. Si evidenzia che il cristianesimo per esser accessibile all'uomo della società postmoderna deve confrontarsi con le correnti culturali contemporanee. Si sottolinea come Vattimo e Severino colgono solo alcuni aspetti del cristianesimo. Vattimo della religione cristiana presenta un'interpretazione inserita all'interno del suo "pensiero debole". Severino fa riferimento alla teologia di Tommaso D'Aquino tralasciando le riflessioni della Chiesa dopo il Vaticano II.

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2 INTRODUZIONE L’attualità del Cristianesimo e la pubblicazione di «Credere di credere» di G. Vattimo e di «Pensieri sul cristianesimo» di E. Severino Nella cultura occidentale il cristianesimo fin dalle sue origini ha esercitato profondi influssi sia nella vita individuale sia in quella sociale. Indubbiamente è stato un elemento culturalmente valido e capace di realizzare una certa coesione sociale a partire dalla caduta dell’impero romano fino al XX secolo. È stato l’elemento culturale con il quale si sono rapportate e confrontate diverse correnti di pensiero della tradizione occidentale di origine greca1. Nella società contemporanea si assiste ad una sorta di discussione critica sul fatto cristiano, partendo da un’analisi serrata dell’attuale società e della commistione di essa con il cristianesimo. Ciò si verifica tanto più in Italia, data la vicinanza storica e geografica con la Chiesa di Roma. Lo stesso cristianesimo, già verso la fine del XIX secolo, si era lungamente e criticamente interrogato sulla propria essenza dottrinale, cercando di recuperare una trasparenza teologica. Questa rielaborazione dell’essenza del cristianesimo ha riportato in primo piano la figura storica di Gesù e la fede in Lui come Cristo: gli studi di esegesi biblica portano a dare centralità all’annuncio evangelico, il kerygma2. Nella società attuale chi vuole confrontarsi con il cristianesimo dovrebbe rifarsi all’annuncio del kerygma, liberato da quelle sovrastrutture culturali, soprattutto di carattere filosofico, e da lunghi elenchi di adempimento morali, derivanti dalla tradizione culturale occidentale. Il riferimento è nel cristianesimo la fede in una persona, Gesù di Nazareth, e non solamente una realtà culturale e dogmatica: Gesù Cristo è l’essenza del cristianesimo. Ha oggi ancora senso parlare di cristianesimo e dare ad esso una importanza decisiva nella cultura italiana? Nonostante la progressiva emarginazione nella quale è stata confinata la cultura religiosa a partire dall’epoca moderna, la quale si 1 Per un approfondimento del tema si consiglia la lettura dei seguenti testi: E. CIONE, Fede e ragione nella storia: filosofia della religione e storia degli ideali religiosi dell’Occidente, Cappelli, Bologna 1963; Cristianesimo, in Enciclopedia Garzanti di filosofia, Garzanti, Milano 1981, p. 187. 2 Kerygma è termine greco che designa la prima testimonianza della predicazione cristiana. Esso si applica sia all’annuncio – atto della predicazione – sia al contenuto.

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