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La politica ambientale dei parchi nazionali in Irlanda: Phoenix Park e Strangford Lough

Lo sviluppo sostenibile è, senza dubbio, uno dei temi maggiormente discussi nel mondo moderno e attuale, un mondo dominato dalla tecnologia, un mondo globalizzato e capitalizzato che oggi, per fortuna, comincia ad interessarsi alla conservazione e alla protezione del suo patrimonio naturale, patrimonio da intendersi sia in quanto elemento fondamentale e funzionale alla vita, animale e vegetale, sia come paesaggio e bellezza artistica.
Lo sviluppo sostenibile, concetto che ha oggi, finalmente, ricevuto la giusta importanza e considerazione, ha saputo capovolgere l’ordine della relazione uomo-ambiente nella civiltà occidentale e ha saputo dare alla natura una posizione privilegiata togliendo all’uomo l’onnipotenza di cui credeva fosse padrone; ha suggerito alla civiltà di assumere un nuovo atteggiamento, più responsabile e rispettoso; infine, ha dato il via all’attuazione di una serie di politiche ambientali, nazionali e transnazionali, che si sono concretizzate prima in leggi e poi in interventi concreti.
In Italia la politica ambientale è nata intorno agli anni Ottanta: all’istituzione del Ministero dell’Ambiente nel 1986 si è arrivati attraverso un viaggio che ha visto dare alla luce i primi Parchi Nazionali a partire dagli anni Venti, un viaggio che avrebbe portato abbastanza velocemente alla legge-quadro 1991 e che avrebbe visto come protagonisti enti come il WWF, Legambiente e la LIPU.
In Irlanda, realtà su cui ci concentreremo particolarmente in queste pagine, la politica di difesa e di protezione della natura ha cominciato a prendere piede alla fine degli anni Settanta, con leggi che hanno segnato, ognuna, le tappe fondamentali: dal 1976 con il Wildlife Act, al 1995 con l’Heritage Act, fino al Planning and Development Act del 2000, e con l’apporto di enti ed istituti come l’Heritage Council che propone politiche di intervento e di difesa della flora e della fauna nelle aree protette, l’ Office of Public Works che agisce come agenzia pubblica in ambito pubblico, e il National Parks and Wildlife Service, sezione del Department of the Environment, Heritage and Local Government, i cui compiti ed interventi possono essere definiti complementari a quelli dell’OPW.
Gli obiettivi sono:
- prevenzione, intesa come collaborazione tra politica settoriale e politica ambientale;
- rispetto dell’identità di ogni area;
- cooperazione tra Stati e istituzioni al fine di raggiungere con successo gli obbiettivi preposti.
Le aree di protezione naturale in Irlanda si distinguono in: Natural Heritage Areas, Special Areas of Conservation, Special Protection Areas, Riserve Naturali e Parchi Nazionali.
Concentreremo la nostra attenzione su due casi-studio esemplari presenti nel territorio irlandese; si tratta di due realtà, Phoenix Park a Dublino e Strangford Lough a Belfast, che testimoniano quanto un paese come l’Irlanda abbia ritenuto importante, se non fondamentale e necessario, difendere la natura per cercare di lasciare l’ambiente il più incontaminato possibile, per motivi che conosciamo benissimo, ma anche per creare posti di particolare bellezza e genuinità che attraggono ogni anno migliaia e migliaia di turisti.
Di Phoenix Park, 712 ettari di superficie che si estende a 3 km a Nord della capitale, attrae la sua profondità storica, la sua importanza e la sua austerità dal punto di vista sociale, culturale, istituzionale, ricreativo, e la sua bellezza naturale; sono infinite, infatti, le specie vegetali che abbelliscono le vie e i prati, nonché gli animali del famosissimo Dublin Zoo.
Di Strangford Lough, Irlanda del Nord, a 6 km dalla periferia di Belfast, colpiscono, invece, i paesaggi, vari, ma amalgamati in maniera così perfetta tanto da richiamare la preziosità di un’opera d’arte. La sua realtà marina è riconosciuta a livello internazionale, e l’intera area ospita più di 2000 specie tra alghe, invertebrati marini, piante di palude e mammiferi, rendendolo così un posto estremamente importante per quanto riguarda la biodiversità, caratteristica e valore che deve essere a tutti i costi difeso per motivi tanto etici e morali, quanto estetici e pratici.
L’ intenzione di questo lavoro è quella di far conoscere gli aspetti più significativi di un tema apparentemente semplice e già definito, ma in realtà molto complesso e su cui tuttora si continua a lavorare, e di presentare due realtà quasi perfette dal punto di vista ambientale, realtà che si trovano non solo in Irlanda, ma anche in moltissime altre parti del mondo, realtà che meritano cura, attenzione, controllo, difesa, ma, soprattutto, rispetto da parte dell’uomo.

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I SVILUPPO SOSTENIBILE: STORIA E OBIETTIVI UOMO, AMBIENTE ED ECOLOGIA Uno dei temi più discussi nel mondo attuale è, senza dubbio, quello che riguarda il rapporto tra l‟uomo e l‟ambiente. Per ambiente si intende , in geografia, l‟insieme delle condizioni che circondano gli esseri umani ( non a caso il sostantivo inglese environment deriva dal verbo to eviron= circondare), e quindi il risultato ottenuto dall‟interconnessione di fatti fisici e biologici, naturali e artificiali. È solo per ragioni pratiche che si attua, poi, una distinzione tra: ambiente naturale, ambiente economico, ambiente sociale, ambiente culturale, ecc. Con l‟espressione ambiente naturale ci si riferisce, in particolare, all‟insieme delle condizioni naturali che caratterizzano un certo spazio e che sono il risultato dell‟interazione tra terra, acqua, atmosfera ( mondo abiotico) e mondo animale e vegetale ( mondo biotico). Un ruolo importante nello studio dell‟ambiente è svolto dall‟ecologia, termine coniato nella seconda metà dell‟Ottocento dal botanico tedesco Ernest Haeckel che la definì come lo studio delle relazioni tra uomo e ambiente circostante. IL RAPPORTO UOMO-NATURA NELLA STORIA DEL PENSIERO OCCIDENTALE Il punto di vista tipico della cultura occidentale nello studio delle relazioni che intercorrono tra l‟ambiente e l‟uomo è quello di vedere natura e società su due distinti livelli, uno inferiore ( ambiente), l‟altro superiore ( società). 13

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Maria Teresa Gallina Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

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