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Oltre la parola. Il linguaggio delle immagini in ''Kurutta ichipeiji'' di Kawabata Yasunari.

Kurutta ichipeiji [Una pagina folle], l'opera di Kawabata Yasunari che ho scelto di analizzare e di cui presento la traduzione, nasce nel 1926 come sceneggiatura per un film "sperimentale" che il regista Kinugasa Teinosuke realizza per la prima volta come produttore indipendente.
Gran parte della critica cinematografica, non solo giapponese, è concorde nell'affermare che Kinugasa si sia ispirato al cinema dell'avanguardia occidentale, a partire da quello espressionista tedesco, dal Caligari in poi, ma anche, per esempio, a La Roue [La rosa sulle rotaie, 1921] del francese Abel Gance.

A quell'epoca, il cinema muto in Giappone aveva già raggiunto un buon grado di sviluppo, ma sia gli autori sia i teorici del cinema erano convinti che, per realizzare un prodotto "artistico", fosse necessario restituire gli elementi presi a prestito dalla letteratura e dal teatro (la trama narrativa, le didascalie, la tecnica attorale), che potevano andare bene per un cinema "commerciale" ma non certo per un "film d'arte".
L'ideale era creare, attraverso i ritmi che scorrevano nel silenzio totale del film, una "musica visiva": «musica silenziosa, pura, e percepibile allo sguardo: una "sinfonia di luci e ombre"».
E una "sinfonia di luci e ombre" ritroviamo pure in Kurutta Ichipeiji, opera in cui si realizza, tanto nell'aspetto cinematografico quanto in quello letterario, la ricerca di un nuovo linguaggio propugnata da quel gruppo di scrittori "emergenti" noto col nome di shinkankakuha ["scuola della nuova sensibilità"], e di cui lo stesso Kawabata faceva parte.
Puntando a una "letteratura per la letteratura", il movimento si riferiva a una proposta di sensibilità che cogliesse intuitivamente la realtà e il senso della vita, attraverso il fluire immediato e individuale delle sensazioni.
La parola del romanzo deve allora essere un riflesso immediato dello stato mentale, dei pensieri, dei sentimenti, dell'esperienza sensoriale.
Così avrebbe dovuto esprimersi, per questi giovani scrittori, la nuova letteratura, e la nuova arte in genere: per immagini immediate, come immediata è la percezione sensoriale degli oggetti che ci circondano.
In questo contesto Kawabata, sospinto oltre che da una propria attitudine personalissima dal clima dello shinkankakuha, sperimenta e sempre più affina uno scrivere dove la percezione s'imprima sulla pagina per quanto possibile senza la mediazione della riflessione.

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Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Sabina Delfrati Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1113 click dal 03/03/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.