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Modelli di organizzazione del governo: prospettive di riforma del caso italiano

Citando Stein Rokkan , “le elezioni possono essere definite procedure istituzionalizzate per la scelta di titolari di cariche da parte di alcuni o di tutti i membri di una determinata collettività”. Se si guarda al di là di queste icastiche definizioni, ci si accorge che il problema elettorale costituisce un momento centrale della democrazia politica e che sia le sue giustificazioni teoriche sia le sue applicazioni pratiche incidono profondamente sulla vita delle società che ne sono investite, tanto da divenire una delle colonne portanti su cui si dibatte di continuo.
Chi affronti l’argomento dei sistemi elettorali non può quindi limitarsi ad esaminare il problema dal lato esclusivamente tecnico e a presentare una classificazione più o meno ordinata e completa delle procedure e dei meccanismi adottati nel tempo e nello spazio per la trasformazione dei voti in seggi. C’è il rischio, in questo modo, di non cogliere il significato e la funzione reale dei sistemi elettorali nelle società contemporanee. Essi sono, in sostanza, degli strumenti tecnici dotati di valenza politica fortissima capaci di incidere profondamente sia dal punto di vista qualitativo, che da quello quantitativo sulla rappresentanza politica.
Se si scende ad esaminare in particolare ciò che sono le elezioni è bene ribadire che dal punto di vista tecnico mezzi per l’inserimento di individui o cariche autoritative che si distaccano da altri metodi pacifici di preposizione quali quello ereditario, professionale, per sorteggio, per nomina, per acclamazione.
Nel primo caso l’accesso alla carica potestativa avviene per diritto di nascita (ad esempio la successione al trono; nel secondo è legato alla funzione professionale rivestita dal soggetto (ad esempio chi è rivestito da carisma sacerdotale può fare il giudice); nel terzo sulla scia della concezione democratica aristotelica che stabilisce nella rotazione delle cariche il sorteggio, coloro che debbono rivestire posti di responsabilità all’interno di una determinata comunità sono scelti a caso fra gli aventi diritto; nel quarto gli “office holders” vengono nominati da un organismo di solito sovraordinato.
Per quanto riguarda poi il sistema dell’acclamazione, esso può coesistere "formalmente" con un concetto di procedura elettorale molto semplificato.
Storicamente l’"acclamatio" ha origini romane, ma dal punto di vista deliberativo le sue radici più salde si situano sia nel medioevo germanico, dove le assemblee approvavano in questo modo le leggi proposte dal sovrano, sia nella storia della Chiesa, in cui il Pontefice può essere scelto anche quasi per ispirationem.
Per avere un quadro più chiaro di cosa sono le elezioni bisogna però abbandonare il mero momento tecnico.
Sempre in termini generali le elezioni implicano una scelta per fare qualcosa e per uno specifico lasso di tempo. Per quanto riguarda il 1° punto i fini possono essere innumerevoli, mentre la durata della carica può essere vitalizia, a tempo, oppure effimera. D’altro canto è bene mettere in evidenza che esistono nella realtà molti tipi di elezioni, e che queste si qualificano in relazione all’ambito in cui vengono tenute.
Così si possono distinguere, elezioni a carattere giuspubblicistico o privato a seconda che abbiano rilevanza per l’ordinamento statuale o meno.
All’interno del primo gruppo si possono individuare le elezioni politiche, ovvero quelle che riguardano la rappresentanza parlamentare o il responsabile dell’esecutivo e quelle amministrative; sono proprio le elezioni politiche che verranno trattate a livello di formule prima e di legge elettorale poi in questo lavoro.
In più si possono distinguere le elezioni a seconda della partecipazione mediata o immediata della totalità degli aventi diritto ad esprimere il suffragio: il che vuole dire separare le elezioni dirette, dove l’elettore partecipa personalmente alla scelta, da quelle indirette a due o più gradi.

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1 CAPITOLO 1 ELEZIONI E SISTEMI ELETTORALI 1 LE ELEZIONI Citando Stein Rokkan 1 , “le elezioni possono essere definite procedure istituzionalizzate per la scelta di titolari di cariche da parte di alcuni o di tutti i membri di una determinata collettività”. Se si guarda 2 al di là di queste icastiche definizioni, ci si accorge che il problema elettorale costituisce un momento centrale della democrazia politica e che sia le sue giustificazioni teoriche sia le sue applicazioni pratiche incidono profondamente sulla vita delle società che ne sono investite, tanto da divenire una delle colonne portanti su cui si dibatte di continuo. Chi affronti l’argomento dei sistemi elettorali non può quindi limitarsi ad esaminare il problema dal lato esclusivamente tecnico e a presentare una classificazione più o meno ordinata e completa delle procedure e dei meccanismi 1 Electoral Systems, in int. Encyclopedia of social science. 2 Lanchester Fulco, "Sistemi elettorali e forma di governo", Il Mulino, Bologna, 1981, pag.13.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Claudio Bellini Contatta »

Composta da 229 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2959 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.