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Natura e cultura: l'inconscio tra psicoanalisi e neuroscienze

L’obiettivo di questa tesi è stato quello di indagare se, a cent’anni dalla sua scoperta e data la portata che ha avuto su tutta la cultura occidentale, l’inconscio rivesta ancora un ruolo importante teoricamente e nella formazione dell’individuo. Quest’obiettivo è stato perseguito grazie al confronto tra psicoanalisi e neuroscienze, discipline scelte in relazione alla cornice teorica che ha guidato il lavoro e che ha rappresentato il secondo obiettivo: indagare se, con le conoscenze attualmente disponibili, sia possibile sviluppare una teoria integrata della mente in tutta la sua complessità, cioè che consideri la mente come determinata tanto della “natura” quanto della “cultura”, assumendo psicoanalisi e neuroscienze come rappresentanti dell’una e dell’altra prospettiva. Partendo dai dibattiti di natura/cultura e mente/cervello, nel capitolo 1 ho approfondito il concetto di inconscio prima di Freud per poi comprendere la specificità della sua “scoperta” e ripercorrerne il pensiero dal periodo pre-psicoanalitico fino alla seconda topica, arrivando alla psicoanalisi contemporanea; la teoria delle relazioni oggettuali può rappresentare la teoria-ponte che ha permesso lo slittamento dall’intrapsichico al relazionale, punto di vista a cui perviene la teoria dell’intersoggettività. Nel capitolo 2 ho indagato l’inconscio delle neuroscienze, soffermandomi sulle funzioni della memoria e sul ruolo delle emozioni. Nel capitolo 3 è stato analizzato ed effettuato il confronto, riscontrando diverse analogie fra le due discipline, in particolare per quanto riguarda l’inconscio non rimosso. Nelle conclusioni viene valutato il raggiungimento degli obiettivi, quindi ripresi i dibattiti relativi a mente/cervello e natura/cultura.

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Introduzione Impostazione di un dialogo tra Psicoanalisi e Neuroscienze “Lo psichismo umano ha la sua origine dentro e fuori del soggetto” J. CANESTRI Questa breve citazione ci introduce immediatamente nel vivo della questione. L‟obiettivo delle pagine che seguono è, infatti, quello di indagare se, a cent‟anni dalla sua “scoperta” e per la portata che ha avuto su tutta la cultura occidentale (tanto da parlare di terza ferita narcisistica), l‟inconscio rivesta ancora un ruolo importante, non solo da un punto di vista teorico, ma anche nella formazione della personalità dell‟individuo. Quest‟indagine viene svolta sulla base di un confronto fra la psicoanalisi e le neuroscienze, discipline scelte per due ordini di motivi: in primo luogo, un motivo prevalentemente accademico di ricapitolazione del percorso universitario svolto e di apertura a nuovi spunti di approfondimento. In secondo luogo, un motivo, per cosi dire, integrativo che fa riferimento alla cornice concettuale e teorica che ha guidato questo lavoro; infatti, partendo dal dibattito riguardante il ruolo rispettivamente di natura e cultura nello sviluppo della mente, per arrivare a quello relativo al rapporto tra mente e cervello, ho voluto indagare se sia possibile, con le conoscenze attualmente disponibili, compiere un tentativo teso ad una teoria integrata della mente in tutta la sua complessità. Una prospettiva, cioè, che tenga conto tanto del substrato organico quanto degli aspetti più squisitamente psicologici del funzionamento mentale; tanto dei fattori genetici, ereditari ed innati, quanto dei fattori sociali, culturali e soprattutto relazionali, assumendo metaforicamente e teoricamente, psicoanalisi e neuroscienze come degne rappresentanti rispettivamente dell‟uno e dell‟altro punto di vista, e concentrandomi, data la vastità e la complessità dell‟argomento, specificatamente sull‟inconscio. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Elena Conti Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.