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Il modello delle cure domiciliari come alternativa alla continuità assistenziale

Informazioni tesi

  Autore: Annamaria Delpiano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: LS scienze infermieristiche e Ostetriche
  Relatore: Loredana Sasso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

Scopo: Rilevare in un campione di pazienti dimessi dall’ospedale, non necessariamente, con età superiore ai 65 anni che si sono rivolti al Dipartimento Cure Primarie - U.O. Anziani della zona socio-sanitaria 4 (savonese) della ASL2 ligure, il grado di soddisfazione dell’assistenza domiciliare nella continuità assistenziale ed individuare le eventuali criticità. raccogliere i suggerimenti/contributi forniti dai nuclei familiari alla equipe assistenziale durante la ricerca.
Materali e Metodi: Per questo studio il campione è costituito prevalentemente, ma non solo, da anziani di età superiore ai 65 residenti nella zona socio-sanitaria di Savona (ambito4) che usufruiscono delle cure domicialiri. Lo strumento usato è un questionario validato da cittadinanzAttiva e recuperato dal sito del Cespi. E’ stato adattato alla realtà savonese. Per arrivare al campionamento si sono analizzati i dati degli ultimi tre anni
Dei soggetti che hanno fruito di ADI a “media ed alta” complessità assistenziale e si è stabilito di includere nello studio tutti coloro che hanno fatto richiesta alla rete dei servizi territoriali per cure dom. dal 1 dicembre 2006 al 31 marzo ’07, considerando i criteri di inclusione e di esclusione: provenienti dall’ospedale dopo ricovero, provenienti dal domicilio per pregresso ricovero o per prevenire un ricovero con richiesta del MMG., residenti della zona sanitaria 4 distretto s.s. “savonese”, che necessitavano, dopo valutazione con UVG di intervento infermieristico e infermieristico/fisioterapico, pazienti con “media” e “alta” complessità assistenziale. Si è trattato di uno studio longitudinale, durata: 4 mesi si sono distribuiti 185 questionari e se ne sono ritirati 146 compilati pari a 78,91%. Unito al questionario è stato consegnato al reclutato/a il foglio informativo e il documento che garantisce la riservatezza dei dati. Il questionario è stato ritirato dal coord. Inf.co dell’ADI. dalla Scrivente e dal cood dei fisiotrapisti almeno dopo 15/20 giorni di assistenza domiciliare. Il questionario è stato testato al fine di verificare la comprensibilità del testo.
Risultati: i risultati del questionario hanno messo in luce un certo grado di soddisfazione manifestata dagli utenti e dai caregivers rispetto alle attese, alla disponibilità, al coordinamento, alla tempestività nella risposta, e hanno anche significato alcune criticità eccesso di burocrazia, evidenziando il tasso di invecchiamento pari al 26,7% nella ASL2, nonché una presenza del 50,7% ultraottantenni con conseguente, 40,6% completamente allettato (24ore al dì), ma nonostante ciò il nostro campione 93,2% preferisce le cure domiciliari anche se deve integrarle con assistenza a pagamento piuttosto che essere istituzionalizzato. La qualità della vita, è stato indagato con indicatori quali la presenza del dolore e la sua cura, la presenza di LDD, alle dimissioni oppure insorte dopo.
Conclusione:si è pensato di considerare i suggerimenti forniti dai nuclei familiari anche se erogati dal 48% degli intervistati: costituzione di un opuscolo informativo con fondi extrabudget, sveltire le pratiche burocratiche per la richiesta dei preside e ausili necessari, rispondere in minor tempo per l’avvio dell’ADI max 10 dì. La ricerca ha permesso al gruppo di lavoro di meditare delle proposte e di estendere quindi le cure domiciliari finanziaria permettendo sette giorni su sette e per 12 ore al dì e la notte coperta con l’istituto di pronta disponibilità medica, infermieristica, specialistica, promuovere un questionario rivolto al caregiver “Caregiver Burder Inventory”,inserire l’infermiere Case Manager, Costruire indicatori di processo e di esito per l’allocazione delle risorse, l’analisi dell’offerta dei servizi territoriali, per indagare l’attività svolta.

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Pagina 1 di 98 Pagina 1 di 98 Introduzione L’uomo è un fine e non un mezzo I.Kant In molta letteratura sanitaria si legge dei diversi problemi comuni che attanagliano la sanità contemporanea nei paesi occidentali, quali l‟aumento della vita media e con essa l‟incremento delle polipatologie, la scarsità delle risorse e la conseguente ottimizzazione nel loro utilizzo, la necessità di erogare prestazioni qualitativamente rilevanti al fine di raggiungere gli obiettivi, evitando reclami e sprechi, e ottenendo la soddisfazione degli utenti. L‟indagine di questa trattazione ha come obiettivo quello di analizzare, nella realtà savonese, il modello dell‟assistenza domiciliare, il grado di soddisfazione degli utenti ed eventualmente i loro suggerimenti. Nella prima parte si considera il quadro concettuale di riferimento relativo alla continuità assistenziale intesa come un continuum ospedale e territorio/domicilio, nonché la normativa nazionale che tratta l‟assistenza domiciliare integrata (Lea, Piano sanitario nazionale). Successivamente si analizza la normativa regionale (l.r. 12/‟06 e delibera relativa all‟autosufficienza, nonché la norma specifica di riferimento) e le indicazioni della ASL2 savonese in merito alle cure domiciliari integrate con

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