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Il controllo delle concentrazioni fra imprese nel diritto dell'Unione Europea

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Bonavita
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giacomo Di Federico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 197

L'evoluzione del controllo sulle concentrazioni fra imprese condotto dalla Commissione europea; il principio dello sportello unico e l'allocazione delle competenze tra livello comunitario e nazionale.

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CAPITOLO I L’evoluzione della disciplina sulle concentrazioni anteriore al Regolamento 4064/89. 1.1 Il controllo delle concentrazioni nella politica antitrust comunitaria: cenni introduttivi. La facoltà di addivenire ad una concentrazione tra imprese rappresenta uno dei fenomeni più importanti attraverso cui è possibile “riscontrare la piena esplicazione dell‟autonomia dei privati” e della conseguente tensione tra tale autonomia, “economicamente” orientata, ed i limiti ad essa applicabili in virtù di quanto disposto dagli organi del potere pubblico, i quali sono giustificati da ragioni di ordine politico e 1 giuridico . Questa tensione non solo è fisiologica in un mercato economico degno di tale nome, bensì risulta quanto meno auspicabile in considerazione delle criticità, che si possono verificare al suo interno e che, se non altrimenti disciplinate, lascerebbero, alla discrezionalità privata ed a leggi di mercato confuse e poco stringenti, l‟intera organizzazione delle attività produttive. La constatazione di tali rapporti tra sfera economica e sfera politica è ben presente nell‟evoluzione del sistema comunitario della 2 concorrenza, che sin dal Trattato di Roma del 1957 , istitutivo della CEE e dell‟Euratom, ha posto grande attenzione sulla tutela di un mercato comune destinato ad essere sempre più sviluppato, complesso, e tendente all‟efficienza. I “tre pilastri” 3 dell‟Unione, creati dal Trattato sull‟Unione Europea (TUE) , concluso a Maastricht nel 1992, stabiliscono inoltre una divisione dell‟ordinamento europeo in tre distinti ambiti, quello delle Comunità Europee (CE), quello della Politica estera e di sicurezza comune (PESC), ed infine quello dedicato alla Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale (GAI). 1 TUFARELLI F., “L‟autonomia delle imprese e l‟attività di controllo da parte dei pubblici poteri: evoluzione comunitaria e riflessi nazionali”, in Giur. merito 2009, 7-8, 2034. 2 Stipulato il 26 marzo 1957, ratificato con l. 14 ottobre 1957 n. 1203. 3 L‟idea dei tre pilastri è da attribuire alla proposta dell‟allora presidente di turno del Lussemburgo, Jacques Santer, in sede di stipulazione del medesimo Trattato di Maastricht, e risulta una soluzione di compromesso tra le differenti istanze portate avanti dagli Stati contraenti ai fini della riorganizzazione della politica comunitaria. 5

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