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La visione dell’identità italiana: stereotipi o pregiudizi?

Informazioni tesi

  Autore: Guendalina Ottaggio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Libera Università Vita Salute San Raffaele di Milano
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Marino Livolsi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

Com'è percepita l’Italia nel mondo? Come ci vedono gli stranieri? Come veniamo rappresentati dalla stampa e dai media stranieri? L'Italia è solo mandolino, maccheroni, sole e mafia o c'è di piu'? Qual è la reale identità dell'Italia contemporanea? In futuro e' possibile che l'identita' italiana nell'accezione classica di una unica identita', svanisca per cedere il passo a una piu' ampia identita' europea? Queste e molte altre domande sono state lo spunto di partenza di questo elaborato scritto, il cui scopo e' stato appunto quello di sviluppare un discorso critico nei confronti dei piu' diffusi luoghi comuni sull'Italia e sugli Italiani per andare a capire fino a che punto questa immagine-identita' sia uno stereotipo condiviso e accettato o al contrario, una pura e semplice falsificazione della realta' che infarcisce le pagine dei quotidiani e dei media televisivi. Oggi, nell'epoca della postmodernita`, la costruzione della identita` di un individuo, cosi` come di una nazione, e' un arduo compito, e non ci stupisce vedere emergere un` identita` dell'Italia e degli italiani per lo piu` stereotipata attraverso le immagini che i grandi mezzi di informazione, maggiormente stranieri, ci fanno veicolare. Ma questo non e`la realta`, solo una reazione dell'epoca in cui viviamo, un`epoca di transito, tra un passato insoddisfacente e un futuro insicuro. Nell'epoca del paradosso per eccellenza, l’individuo diventa succube di un’esistenza frammentata e contraddittoria, dove avere una identita` unica sembra non appagare per nulla il suo bisogno di rassicurazione, di sicurezze e certezze stabili. Per di piu', visto che i vecchi buoni fattori di identificazione del passato, quali il nazionalismo, la religione, il lavoro e la famiglia, non bastano piu' alla costruzione dell'identita' individuale e sociale, oggi si opta per un relativismo culturale, un`individualismo sociale: ognuno e' libero di scegliere tra innumerevoli “pirandelliane” identità. Quindi un`identita` quella di oggi, individuale e individualista, frammentata, fragile, precaria e in crisi da una parte e dall`altra, un` identita italiana che ancora tutt'oggi rimane un enigma, in via di definizione e in perenne trasformazione.
Macho, spaghetti, mafia, sono ancora un trinomio discretamente radicato e che riscuote un certo successo, almeno a livello popolare. In fondo noi siamo un po' di tutto questo: una nazione con una cultura millenaria, però non largamente diffusa. Una lingua molto bella e melodica però poco parlata. Una cucina buona e sorprendentemente semplice ma fin troppo imitata e abusata all’estero.
solo attaverso alla indagine svolta si arriva a smentire una tesi che ha fatto erroneamente da padrona per molto tempo, quella cioe' di rappresentare l'Italia e gli italiani, sempre e solo attraverso gli stereotipi e i pregiudizi comuni degli stranieri.Dall'indagine si evince che dell'Italia si sa quello che superficialmente tutti ricordano, i soliti luoghi comuni, una nazione famosa per l'arte, l'enogastronomia, per città conosciute ed amate come Napoli, Roma, Venezia, per aspetti negativi come la mafia o positivi come il calcio, per l’annosa instabilita' poltica, per problemi sociali come la precarieta' del lavoro. Non intendo certo negare tali stereotipi, che anzi molte volte sono avvalorati proprio da noi stessi, e confermati dai nostri comportamenti quando ci rechiamo all'estero (tant 'e' che ci vuole poco a essere additati e sentirsi dire:“ecco il solito italiano..“) ma e' proprio la difficolta' a raccontare il nostro paese che spesso invita a stereotipi e a scorciatoie pregiudizievoli. Eppure, un'inversione di tendenza c'e': sembra che stia nascendo una nuova immagine positiva dell’Italia, cosi' comepercepita dai non italiani, sopratutto nelle nuove generazioni, che ci da ancora da sperare: non piu' una nazione riconosciuta per le sue discrepanze politiche, le sue contraddizioni interne, e la sua iconoclastica vetustà, ma di un Italia fresca, nuova, positiva, che ha voglia di reagire, di migliorarsi e di esaltare quegli aspetti del made in italy su cui da sempre ha basato il suo successo e la sua approvazione acclamata nel mondo.
Allora il vero problema in Italia, a mio parere , e' che invece di focalizzare l'attenzione sui valori positivi che innegabilmente abbiamo e sui milioni di persone che ne sono portatori nel mondo, noi al contrario continuiamo una difficile lotta in difesa dei triti e ritriti mali nazionali. Se le generazioni future dimenticheranno un comportamento da Giano bifronte e saranno capaci di valorizzare il passato per i suoi valori, il presente come innovazione e coraggio ed il futuro come un sogno di una nuova vincente identità, e se i comportamenti di tutti, dalle istituzioni ai privati, saranno coerenti potremmo affermare che la nuova visione che il mondo avrà nei nostri confronti sarà un giusto riconoscimenti per gli sforzi effettuati

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INTRODUZIONE Inuncontestoeconomicoesocio-politicocomequelloattuale,incuil‘immaginedell‘identita‘ italianasembracontinuamenteinfluenzatadafattoriqualilaglobalizzazione,lacostituzione dell‘UnioneEuropea,ilfenomenodell‘immigrazioneall‘estero(chesecondol‘ultimocensimento dell‘AIRE,anagrafedegliitalianiresidentiall‘estero,appareincontinuoaumento),l‘incrementarsi delturismodimassaelacrisifinanziariamie‘sembratoopportunoaffrontareuntemadigrande attualita‘,comequellodell‘identita‘(stereotipataomeno)dell’Italiaedegliitalianiingenerale. Quandosiparladiidentita‘,eseneparlamoltodiquestitempi,spessodifinisceperandare incontroanumerosiequivociche,perlopiu‘,sonoluoghicomuni.Tutt‘orachisottolineala ricchezzaculturalesenonpsicologicadichihalafortunadipossedereun‘identita“forteedefinita”, vienechiamatodaalcuni“nostalgico”o“autoreferente”.E‘chiarochenelmondoglobaleincui viviamo,incuifattoridiversi(glistilidivitadifferenti,lecultureelesubcultureincontinuaevoluzione, levarieetnie,icredoreligiosiepolitici)convivonocontemporaneamente,si assiste innegabilmente a una messa in crisi non solo del concetto di identita‘ dell‘ individuo, ma piu‘in generale del concetto di italicita‘,ovverodiunmododi“pensareconsentimento” secondolamiglioretradizionediunpensieroediusiecostuminatiecresciutiattornoaunalingua eaunpatrmonioartisticoeculturale. Aquestopuntomisonopostadelledomande,lecuirisposteciaiuterannoachiariremeglio questotemaimportantemamoltocontroverso:Com’e‘ percepita l’Italia nel mondo? Come ci vedono gli stranieri? Come veniamo rappresentati dalla stampa e dai media stranieri? L‘Italia e‘ solo mandolino, maccheroni, sole e mafia o c‘e‘ di piu‘? Qual‘e‘ la reale identita‘ dell‘Italia contemporanea? In futuro e‘ possibile che l‘identita‘ italiana nell‘accezione classica di una unica identita‘, svanisca per cedere il passo a una piu‘ ampia identita‘ europea? Perrispondereatuttequestedomande,nonsolomisonoservitadi“mestessa“,nelsensoche avendovissutopertantianniall‘estero,epotendomiconsiderareoggiunarappresentantedell‘Italia nelmondo(scontrandomiconinumerosistereotipiriguardantilanostraidentita‘elanostra cultura)hosicuramentecontribuitoaportareunatestimonianzarealeecriticasullapercezione cheglialtrihannodellanostranazione;mapertentareunaricercasubasistrutturateepiu‘ rigorose,perquantosenzapretesadiesaustivita‘,misonoancheaffidataametodidiindaginepu‘ “tradizionali“,qualiimezzidicomunicazionestranieri,inparticolareprendendocomeesempi alcunispotpubblicitari,articolidigiornali,censimenti,indaginiadhoc,intervisteealtroancora... Questolavorosiponel‘obiettivodisviluppareundiscorsocriticoneiconfrontideipiu‘diffusi luoghicomunisull‘ItaliaesugliItalianiperandareacapirefinoachepuntoquestaimmagine- identita‘siaunostereotipocondivisoeaccettatooalcontrario,unapuraesemplicefalsificazione dellarealta‘cheinfarciscelepaginedeiquotidianiedeimediatelevisivi. 5

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