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Schnitzler - Kubrick. Dalla Traumnovelle ad Eyes Wide Shut

Fin dai suoi albori il cinema ha attinto dalla letteratura per svilupparsi e affinarsi ma soprattutto per procacciarsi soggetti interessanti in grado di ammaliare gli spettatori. E infatti risale al lontano 1902 la prima trasposizione cinematografica di un'opera letteraria: si tratta della pellicola "Voyage dans la lune" di Melies, adattamento dell'omonimo romanzo di Jules Verne. Da allora molti registi si sono lasciati sedurre da grandi capolavori letterari ma anche da operette minori che hanno talmente stuzzicato la loro fantasia da indurli a tentare la resa cinematografica del loro contenuto. Ma la trasposizione per mezzo di immagini di una storia originariamente narrata attraverso le parole prevede, pur nella sua totale fedeltà al testo, un'inevitabile alterazione del senso e della struttura, dunque della stessa consistenza, cagionata dall'utilizzo dei codici specifici del medium cinematografico. Il testo d'origine va quindi considerato come una risorsa di materiale potenzialmente riadattabile in infinite varianti: l'adattamento può risultare totalmente fedele al suo modello letterario (riprendendone integralmente i dialoghi e le vicende) ma può anche discostarsene del tutto a causa di robusti travestimenti che non permettono di riconoscerne la fonte. Tutto sta nelle intenzioni del regista, nella valutazione e selezione che espleta sulle immagini che i suoi sensi percepiscono e nella sua capacità di trasporle sullo schermo. Nel presente lavoro ho ripercorso e analizzato l'intera esistenza e le tappe artistiche di Artur Schnitzler e Stanley Kucrick i quali, grazie alle capacità espressive ed emozionali che li contraddistinguono, hanno lasciato un segno indelebile nei rispettivi ambiti. Ho proseguito nell'individuazione delle affinità e delle divergenze che è possibile rilevare tra due personalità non totalmente dissimili. Dopo un'analisi minuziosa della pellicola Eyes Wide Shut di Kucrick e della Traumnovelle di Schnitzler da cui è tratta, ho sviscerato in particolare le incognite legate all'opera di trasposizione cinematografica. In tal modo ho avuto modo di esaminare lo stretto legame che intercorre tra letteratura e cinema e di individuare le strategie e le procedure specifiche che designano l'adattamento in quanto tale. Il grande regista americano ha sì adattato fedelmente il piccolo capolavoro schnitzleriano ma lo ha fatto annettendovi contingenze e personaggi irripetibili nel modello letterario. Ho dunque ritenuto di fondamentale importanza analizzare, nell'ultima sezione dell'elaborato, tali aggunte kubrickiane in quanto innescano dinamiche inedite e singolari che si rivelano fondamentali per lo snodo e per l'epilogo della storia.

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CAPITOLO PRIMO Stanley Kubrick e Eyes Wide Shut 8

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Serena Scermino Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2979 click dal 20/01/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.