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I diritti umani nella cooperazione internazionale allo sviluppo. L’approccio basato sui diritti umani.

Il nuovo scenario geopolitico mondiale e la globalizzazione impongono una nuova mentalità, altrimenti i diritti umani saranno solo una lista di desideri o, peggio ancora, un paravento ad uso di alcuni Stati e organizzazioni internazionali per celare i propri interessi politici ed economici.
I diritti umani sono fine e mezzo per raggiungere un autentico sviluppo umano dei Paesi e delle comunità più povere e la base di un nuovo sistema di responsabilità globali.
L’obiettivo della tesi è dare un’illustrazione della relazione complicata tra i diritti umani e la cooperazione internazionale allo sviluppo.
Il lavoro contiene tra altro le seguenti domande e cerca di darne qualche risposta: Esiste un diritto allo sviluppo per quel miliardo e trecento milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà estrema? Come mai la tutela attuale dei diritti umani non è effettiva? Quali contributi alla causa dello sviluppo possono dare i diritti umani? Quali conseguenze ne discendono per la cooperazione allo sviluppo? Cos’è un approccio basato sui dritti umani? Come e in che misura viene applicato dai vari attori della cooperazione allo sviluppo?
La tesi analizza il dibattito in corso sulla necessità di un profondo rinnovamento delle strategie della cooperazione internazionale allo sviluppo, indagando l’apporto che possono offrire i diritti umani.

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- 17 - 1.4 LE CARATTERISTICHE PROBLEMATICHE Poniamoci ora due questioni di rilievo per quanto riguarda le caratteristiche dei diritti umani poste in relazione con la cooperazione allo sviluppo. 1.4.1 DIRITTI UMANI INDIVIDUALI E/O DIRITTI UMANI COLLETTIVI? La questione nasce con l’affermarsi dei c.d. diritti umani di “terza generazione” o di “solidarietà” come il diritto allo sviluppo, all’ambiente sano e all’autodeterminazione. I diritti umani sono assegnati soprattutto ad individui ma purtroppo la questione non è così semplice. La questione rileva qualche interrogativo, per esempio se gli individui possano esercitare i loro diritti in modi che impongono dei costi ad altri o se abbiano diritto al supporto dello Stato anche se sono stati loro stessi a fallire nella provvisione dei loro bisogni. Un esempio della tensione tra diritti individuali e collettivi è il caso del controllo delle nascite. Gli individui hanno il diritto alla riproduzione che implica il diritto ad avere figli. È però la società che deve educare quei bambini e provvedere alla protezione sociale per tutta la loro vita; questo comporta dei costi per gli altri membri della società. Purtroppo non vi è una risposta facile a questi dilemmi, ci rimano solo da dire che i diritti devono assolutamente essere esercitati con molta responsabilità 21 perché i propri diritti finiscono dove cominciano quelli degli altri e che standard universali richiedono dibattiti locali per portare alla definizione di appropriati standard locali. Prima però di indagare sulla questione se i diritti umani individuali sono più importanti dei diritti umani collettivi o viceversa bisogna chiarire se esistono o meno dei diritti umani collettivi. Il termine “collettivo” o “diritti dei popoli” si riferisce ai diritti di quei popoli e gruppi, inclusi minoranze etniche, religiose e indigene, dove l’individuo è definito dalla sua comunità etnica, culturale o religiosa. 22 Qualche volta il valore uguale e la dignità di tutti possono essere garantiti soltanto tramite il riconoscimento e la protezione dei diritti come diritti di un gruppo. Per esempio il diritto alla libertà di associazione può essere realizzato soltanto quando il diritto si applica alla collettività, non si può applicare a un individuo solo. 21 Caroline Moser, Andy Norton, „to Claim our Rights: livelihood security, human rights and sustainable development”, Overseas Development Institute, London, 2001 22 UNHCHR, „Frequently asked questions on a human rights-based approach to development cooperation“, New York and Geneva, 2006

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alexandra Vent Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.