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Struttura e potere di mercato nel mercato elettrico italiano

La seguente tesi esamina il percorso del mercato elettrico italiano dalla nascita al recente "decreto Calderoli". L'analisi si sofferma sulle particolarità del modello di mercato tipicamente monopolistico per confrontarlo poi con un modello concorrenziale. Lo scopo è vedere se le riforme governative messe in atto dal 1993 in poi abbiano effettivamente trasformato il mercato elettrico italiano, tipicamente monopolistico e verticalmente integrato, in un mercato libero e concorrenziale secondo i parametri dell'UE.

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Introduzione La produttività di un Paese dipende dal grado di efficienza con cui le risorse vengono impiegate nel sistema e quindi dal buon funzionamento dei mercati. Un sistema che incentiva la concorrenza permette di raggiungere una migliore allocazione delle risorse, di stimolare in modo più determinante gli investimenti e l’innovazione tecnologica e soprattutto di rendere la dinamica dei prezzi più contenuta, a tutela e beneficio dei consumatori. La politica della concorrenza, quindi, conducendo ad un’apertura dei mercati, contribuisce ad accrescere la produttività e a rafforzare le possibilità di crescita economica. In molti Paesi industrializzati è stato raggiunto un numero troppo elevato di norme, che nel tempo si sono sovrapposte e spesso sono risultate contraddittorie al punto da rendere la regolamentazione inefficace e inutilmente vincolante per lo svolgimento dell’attività economica. Ciò ha indotto i policy makers a riconsiderare il ruolo dello Stato nell’economia. La “cultura della concorrenza”, la cui diffusione rappresenta il primo passo per far comprendere le riforme, ha alla base la convinzione che non è sempre necessario l’intervento dello Stato e che la riduzione delle barriere nei mercati e dei vincoli per le imprese riesca a dare un forte slancio alla crescita produttiva. Il presente elaborato intende studiare, in primo luogo, gli effetti dell’intervento statale in economia e in seguito quelli conseguenti a una maggiore liberalizzazione del mercato. Per esplicare in modo migliore gli effetti di tali politiche si è scelto di porre l’attenzione su un settore particolare – quello elettrico – definito anche come un settore di pubblic utility. Nello specifico si è scelto il mercato elettrico italiano per evidenziare il suo funzionamento prima e dopo il progetto di privatizzazione. L’intento è quello di dimostrare che una minore interferenza statale e soprattutto l’assenza di monopoli (sia privati che pubblici) potrebbe garantire minori costi di produzione, maggiore produttività, e in linea di massima un incremento del benessere sociale. Come vedremo nel caso italiano ci sono i presupposti per un tale esito però, siccome l’ingerenza statale fa 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Jearta Troksi Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 582 click dal 20/01/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.