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La guerra del Vietnam secondo il ''Time Magazine''.

Tesi sull'ottica del "Time Magazine" riguardo la guerra del Vietnam.
La tesi si compone, in appendice, degli articoli del settimanale tra il 1964 e il 1969.
Tre i cardini della tesi: i soldati, le amministrazioni che sono state coinvolte, la redazione del "Time".

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Introduzione. Qual è il ruolo del reporter di guerra? Qual è il senso di una professione che nel 2007 ha perso sessantacinque dei suoi 1 componenti, trentadue dei quali in Iraq, che il Commitee to Protect Journalists 2 definisce il «paese più letale per il mondo della stampa» e dove sono ancora in corso indagini per altre ventitré scomparse? Dando uno sguardo più approfondito alla dinamica delle morti dei trentadue professionisti, il caos in cui l’antico cuore della Mesopotamia versa è più comprensibile. Ci si può imbattere nella storia di Raad Mutashar: poeta, scrittore e giornalista, raggiunto verso le 14 del 7 maggio fuori Kirkuk, da un’Opel senza targa. Da questa erano partiti alcuni proiettili con sopra incisi il suo nome, quello dei suoi cognati e di un amico. L’anno prima Raad aveva rivisto suo figlio solo dopo il pagamento del riscatto e comunque con la clausola di lasciare la direzione di Al-Raad, l’omonimo media network di sua proprietà. Si può leggere del fotoreporter ventiduenne Namir Noor Elden, quinta e ultima vittima del 2007 della Reuters, ucciso il 12 luglio insieme ad altre dieci persone nella parte orientale di Baghdad; di come i testimoni parlino dell’esplosione dell’automezzo, un furgone, causata da una raffica aerea dell’aviazione americana. Esplosione avvenuta, sempre secondo i testimoni, dopo un attacco unilaterale da parte dei militari americani, diversamente da quanto emerso dalle prime indiscrezioni, che attribuivano la strage «a 3 scontri fra rivoltosi e forze militari americane». Il 5 aprile del 2010 Wikileaks, un sito 4 di attivisti che raccoglie materiale da fonti anonime, ha pubblicato il video della sparatoria ripreso da uno degli elicotteri. Le immagini dimostrano che l'attacco è stato ingiustificato. Il giornale iraqeno Aswat al Iraq scrive che il sindacato dei giornalisti 1 Il CPJ — Commitee to protect Journalists — è un’organizzazione non profit con sede a New York che dal 1981 «promuove la libertà di stampa difendendo il diritto di stampa nel mondo, difendendo il diritto di fare cronaca da parte dei giornalisti, preservandoli dalle paure di rappresaglie»; dal sito www.cpj.org. 2 Joel Campagna, Attacks on the press in 2007: A Worlwide Survey by the Commitee to Protect Journalists, Commitee to protect Journalists, 2008, lo studio è consultabile sul sito, http://www.cpj.org/attacks07/mideast07/iraq07.html. 3 http:www.cpj.org/deadly/killed07.html. 4 Visibile su www.wikileaks.org/wiki/Collateral_Murder 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Christopher Butera Contatta »

Composta da 306 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2225 click dal 24/01/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.