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Verso la costruzione di una vecchiaia vitale: l’esempio del modello femminile

Partendo dai dati statistici Istat (2007) che evidenziano come la speranza di vita alla nascita in Italia sia nettamente superiore per le donne rispetto agli uomini, sono state esaminate, in ottica psicoanalitica, le peculiari modalità di strutturazione dell’identità femminile e il diverso percorso di sviluppo della donna, evidenziandone la diretta influenza sulla longevità.

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1 1. INTRODUZIONE La vecchiaia è un fenomeno biologico, psicologico e sociale che la letteratura psicoanalitica e non ha recentemente preso a considerare come parte del ciclo di vita e non in termini involutivi. Su di essa Freud aveva espresso prevalentemente pensieri negativi, vedendovi esclusivamente una perdita di plasticità dei processi psichici, il graduale ritiro della libido oggettuale sull‟Io, il ripiegamento narcisistico in difesa di un corpo fragile e l‟accettazione del ritorno all‟inorganico. Ma già Erikson (1986) elaborò una visione stadiale dello sviluppo che si estende all‟età adulta e alla vecchiaia: in essa ogni stadio prevede acquisizioni affettive, cognitive e sociali e la terza età è una fase caratterizzata dalla ricerca di un senso d‟identità (tra disperazione e accettazione di quanto realizzato nelle fasi precedenti); per Jung (1930-31), l‟uomo, mentre nella prima metà della vita ha il compito di mettere radici nell‟Io, nella seconda metà dell‟esistenza assiste a quel ripiegamento essenziale a realizzare il progetto di individuazione che dura tutta la vita, quella realizzazione del Sé, tramite la riconciliazione dell‟Io con le parti in ombra, che apre all‟anziano la possibilità dell‟analisi. (Nicolini, Ambrosiano, Minervini, & Pichler, 2008) E‟ dunque un errore supporre che il significato della vita si esaurisca con la giovinezza: “Il meriggio della vita umana è ricco di significati quanto il mattino; ma sono significati e prospettive diversi”. (Jung, 1917-1943, p. 75) La vecchiaia può quindi essere oggi intesa come sforzo finale per diventare se stessi e ciò appare particolarmente importante in un paese come l‟Italia dove, secondo una ricerca Istat, all‟inizio del 2007 i residenti minorenni erano il 17% della popolazione, contro il 18% del 1997; mentre i soggetti con più di 65 anni costituivano il 20%, contro il 17% del 1997. Di questi il 63,7% erano donne, infatti, negli ultimi 30 anni, la speranza di vita alla nascita ha raggiunto, nel 2007, i 78,6 anni per i maschi e gli 84,1 per le femmine, contro i rispettivi 63,7 e 67,2 del 1950.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Eleonora Fungher Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

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