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Il contributo di Raymond Aron al pensiero politico

1. La vita di Aron raccontata dalle Memorie
Ho deciso di iniziare la mia trattazione del pensiero politico di Raymond Aron traendo spunto da una citazione contenuta in un articolo a firma di Francois Furet, scritto in occasione della pubblicazione dell’ultima opera in ordine cronologico di Aron nell’autunno del 1983, pochi mesi prima della scomparsa del pensatore francese. In quest’opera, intitolata “Memorie. Cinquant’anni di riflessione politica” Aron ci offre un’affresco del Nocecento e passa in rassegna le tappe fondamentali della sua vita e la maturazione delsuo pensiero sullo sfondo di un Francia in continua evoluzione. La citazione di Furet in questione e’ la seguente: “Le lunghe vite uniscono i paesaggi che attraversano come se fossero un fiume.”
Con queste parole, Furet intendeva sottolineare come l’originalita’ della sua esistenza risieda non tanto nell’aver partecipato a tutti gli avvenimenti dell’epoca, i totalitarismi, le guerre mondiali, la decolonizzazione, la guerra fredda, bensi’ nell’averli voluti pensare, di averli messi sotto la lente d’ingrandimento, per sottoporli alla critica della ragione, utilizzando una impostazione rigorosa che sara’ una costante del pensiero aroniano. Proprio questa peculiarita’ ha permesso al suo pensiero di mantenersi attuale nonostante egli abbia raccontato un epoca caratterizzata dal bipolarismo USA-URSS che oggi non esiste piu’. (toynbee “history is again on the move”: capacita’ di cogliere la realta’ storica nel suo divenire)
2. Autonomia della politica rispetto alla filosofia
E’ mio interesse soffermarmi sull’impianto metodologico che ha caratterizzato il pensiero aroniano e che lo ha portato a sostenere il primato della politica rispetto alla filosofia e alle altre scienze storiche, economiche, sociali. Egli, seguendo le orme del padre, porta a termine brillantemente i suoi studi in filosofia presso l’Ecole Normale Superieure in una Francia come quella degli anni ‘20 intrisa di razionalismo positivista. L’ambiente intellettuale francese in cui egli si forma non puo’ fornirgli tutti gli strumenti necessari a comprendere i grandi eventi della sua era, cosi’ come l’impostazione filosofica ricevuta non e’ sufficiente a indagare la realta’ sociale. In un passo significativo delle Memorie, Aron ribadisce: “Ero quasi disperato di aver perso degli anni a non imparare praticamente nulla. Esageravo, perche’ formarsi con la lettura dei grandi filosofi non e’ affatto sterile. Pero’, del mondo, della realta’ sociale, della scienza moderna sapevo ben poco. Allora, che fare? [...] Cosicche’ in un certo modo sono sfuggito. Ho lasciato la Francia, quell’ambiente, e ho trovato qualcos’altro.”
E’ in questo momento, dopo aver concluso gli studi e poco prima di intraprendere il viaggio iniziatico in Germania, che Aron scopre l’autonomia della politica; e, per un filosofo, scoprire l’autonomia della politica significa affermare che essa non appartiene al dominio del giusto, ma dell’utile ovvero che l’agire politico non e’ motivato e determinato da ideali di giustizia, ma da interessi e passioni individuali, di gruppo, nazionali. Egli ha notato quanto il pensiero puro sia incapace di cogliere la verita’, escludendo l’analisi e la dimostrazione scientifica e prende atto di questa condizione di sterilita’ della filosofia riguardo alla politica. Anzi, la filosofia e’ diventata sempre piu’ uno strumento di costruzione teorica e sempre meno uno strumento di accertamento della realta’ storica.
3. Analisi critica della comprensione alla base del pensare politicamente
In questa sede, mi preme sottolineare le implicazioni che l’analisi critica della comprensione storica ha sulla difesa della ragione politica. La filosofia della storia di Aron mettendo in evidenza i limiti della comprensione, dovrebbe indicare all’attore politico come pensare politicamente. Infatti, poiche’ la comprensione risente, da un lato, dell’irriducibile temporalita’ che caratterizza ogni dimensione ricostruttiva e, dall’altro, delle intrusioni della soggettivita’ dell’osservatore, il pensatore politico dovrebbe evitare di presumere una totale conoscenza del significato della storia perche’, cosi’ facendo, rischia di diventare un pericolo per la collettivita’. Invece, una condotta moderata farebbe si’ che l’attore si ponesse all’interno della vita politica, ricreando il range di scelte disponibili, il mondo intellettuale ed il contesto storico e sociale in cui si trova ad operare. Il problema risiede nel fatto che la scelta politica e’ parte di un processo storico continuo, di una storia che influenza, condiziona, forza e limita le scelte ed e’ il motivo per cui Aron, nella sua analisi, ha distinto chiaramente i due ruoli: quello dell’osservatore della storia e quello delll’attore politico nella storia...

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10 INTRODUZIONE

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Umberto Bosco Contatta »

Composta da 263 pagine.

 

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