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Emigrazione ucraina e scrittura femminile da Teliha a Kulyk Keefer

Informazioni tesi

  Autore: Tetyana Gordiyenko
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature moderne euroamericane
  Relatore: Janina Spendel
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

La scelta di declinare la storia letteraria dell’emigrazione ucraina al femminile non è casuale. I conflitti armati del XX secolo in Europa, e i primi anni del nuovo Millennio caratterizzati dalla disparità economica tra i paesi mettono in risalto una nuova ipostasi di donna scrittrice, cioè la scrittrice migrante che affronta contemporaneamente non solo le problematiche legate al genere, ma anche tutto lo spessore dei quesiti riguardanti la ricerca identitaria nazionale all’interno dei mutevoli contesti sociali europei novecenteschi. L’esperienza di una scrittrice migrante è, quindi, multilaterale. Le voci delle autrici ucraine emigrate che si fanno sentire da ogni angolo del mondo, ci offrono delle testimonianze preziose quanto drammatiche sull’Ucraina stretta tra due regimi totalitari, sulle sanguinose repressioni contro gli indipendentisti, sulle tragedie che segnano la memoria di un popolo per sempre: il genocidio per fame, l’Holodomor e il disastro di Černobyl'. Allo stesso tempo le voci delle scrittrici migranti mettono a confronto le culture, mettono in discussione le tradizioni, cercano le proprie radici, trovano i linguaggi molto personali plasmati dall’esperienza plurilingue nella vita che riserva loro ben due handicap da portare: essere donne ed essere straniere.
In questa tesi, dunque, vorrei esplorare la letteratura e cultura migrante ucraina novecentesca al femminile, visto che il ruolo delle protagoniste dell’emigrazione del nuovo secolo appartiene indubbiamente alle donne. Vorrei indagare che cosa spinga le scrittrici ad emigrare, che cosa spinga le immigrate a scrivere, quale Ucraina portino nella loro memoria, quale patria costruiscano nelle loro opere, e come questa patria accolga, apprezzi o respinga queste sue figlie.

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INTRODUZIONE [...] Учітесь, читайте, І чужому научайтесь, Й свого не цурайтесь. 1 Taras Ševčenko, “Messaggio ai miei connazionali morti e vivi, e non ancora nati, in Ucraina e non in Ucraina”. L’Ucraina che si affaccia al mondo oggi è conosciuta soprattutto come un paese di forti flussi migratori. Secondo alcuni studiosi, il numero di persone che hanno lasciato il paese, lavoratori stagionali e agricoli inclusi, nell’anno 2007 è giunto a 15 milioni. In Italia, secondo i dati dell’Istat, risiedono oltre 120 mila 2 ucraini, i dati non ufficiali portano la cifra a 450 mila e anche di più, 3 di cui circa l’85% sono donne. La maggior parte di esse è impegnata nel settore dell’assistenza sociale ciò non esclude la loro partecipazione alla vita culturale della comunità, anche perché le statistiche riportano i dati sull’alto tasso di laureati, ovvero di laureate, tra le immigrate ucraine. 4 Basta prendere un giornale della comunità russofona che esce in Italia, per rendersi conto che queste donne hanno voglia di esprimere le proprie testimonianze attraverso la scrittura. 5 Molti concorsi letterari locali e nazionali coinvolgono gli stranieri immigrati di prima o di seconda generazione, molte case editrici scoprono tra essi i veri “casi letterari”. Tuttavia, come puntualizza Armando Gnisci, studioso di letterature comparate ed esperto in letterature migranti, vi sono gli scrittori che migrano e gli immigrati che scrivono, 6 vale a dire vi sono scrittori che cambiano paese e lingua e che creolizzando il contesto culturale in cui si trapiantano e “accrescono la presenza del letterato nel mondo”, e vi sono i migranti fatti scrittori solo grazie all’esperienza dell’immigrazione. I protagonisti di questa ricerca però non si catalogano facilmente né in una, né in un’altra classe. Sono scrittori o, meglio, scrittrici della Diaspora ucraina del Novecento. La lunga e travagliata storia del Paese ha fatto sì che molti suoi intellettuali si trasferissero 1 “ [...]Studiate, leggete,/ imparate dagli altri,/ e non rinnegate ciò è vostro.” Ševčenko T., “I mertvym, i žyvym, i nenarodženym zemljakam mojim v Ukrajini i ne v Ukrajini moje družnjeje poslanije”, Malyj Kobzar , Folio, Kharkiv 2005, p. 198. 2 “Istat, tre milioni gli stranieri in Italia.Romeni e ucraini raddoppiati in tre anni”, La Repubblica, 02/10/2007, http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/istat-stranieri/istat-stranieri/istat-stranieri.html 3 “Va ša dumka pro Vsesvitnij Forum Ukrajinciv” , BBC Ukrainian, 21/08/2006, ”http://www.bbc.co.uk/ukrainian/forum/story/2006/08/060818_forum_forum_ukr_sp.shtml. 4 Il 29,3%, dati Caritas/Migrantes, elaborazione su dati censuari lstat, “L’Ucraina parla al femminile” , Sole 24 ore, 5/03/2007 – N. 63. 5 La Nostra Gazzetta esce a Napoli, www.lanostragazzetta.it. 6 Gnisci A., Creolizzare l’Europa, Meltemi Editore, Roma 2003, p. 172. 1/110

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Parole chiave

emigrazione
generazioni di migrazione
scrittrici migranti
scrittura femminile
ucraina

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