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Lo spazio e la metafora nel ''Cavaliere inesistente''

Analisi testuale e interpretazione del "Cavaliere inesistente" di Italo Calvino.

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1 I. Introduzione L'ambientazione del Cavaliere inesistente contiene senza dubbio elementi di carattere fantastico. La conferma più evidente si può trovare nel IX capitolo, in cui la narratrice Suor Teodora afferma di voler «istoriare ogni pagina con duelli e battaglie quanti ne basterebbero a un poema», e ribadisce: «bisognerebbe che questa pagina bianca diventasse irta di rupi rossicce, si sfaldasse in una sabbietta spessa, ciottolosa e vi crescesse un'ispida vegetazione di ginepri.» 1 Il paesaggio, dunque, viene descritto come se fosse di carta, privo di consistenza e del tutto subordinato al capriccio immaginativo della suora annoiata e segregata in convento suo malgrado. In maniera analoga, l'intera storia ci viene presentata come frutto di una fantasia incerta, propria di una narratrice alle prime armi: Ma questo filo, invece di scorrermi veloce tra le dita, ecco che si rilassa, che s'intoppa, e se penso a quanto ancora ho da mettere sulla carta d'itinerari e d'ostacoli e inseguimenti e inganni e duelli e tornei, mi sento smarrire. 2 Il lettore si trova, quindi, di fronte ad un'invenzione di carattere variegato, polimorfo, che non di rado trasmette un senso di caos e confusione. Abbiamo infatti un rapido susseguirsi di duelli e di battaglie, di vicende amorose e d'avventura, di missioni da compiere e di misteri da svelare. I personaggi compaiono nel racconto ex abrupto, e spesso i collegamenti fra i diversi episodi sono assenti o spiegati brevemente. Tuttavia, le vicende hanno come comune origine l'inventiva della suora narratrice, la quale riesce a conferire al racconto un assetto organico seppure complesso. L'intento di questi procedimenti è quello di ritrarre un mondo segnato dalle contraddizioni, cercando però allo stesso tempo di trovare un nesso, un filo logico, per quanto intricato possa essere, che ne unisca le parti. Gli ambienti e gli avvenimenti della narrazione sembrano prendere forma a partire da un groviglio indistinto cui la narratrice pare attingere assecondando le proprie inclinazioni e il caso. Il profilo del mondo del Cavaliere inesistente non è tanto dissimile da quello, descritto nel saggio Il mare dell'oggettività, dell'uomo novecentesco che cerca di costruire il suo destino. Lì infatti la realtà viene raffigurata come «magma», come un 1 Italo Calvino, Il Cavaliere inesistente, Oscar Mondadori, Milano 2009, p. 94. 2 Ibidem.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Caterina Vafiadis Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4187 click dal 04/03/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.