Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Comunità anglofone in Toscana: una indagine diretta.

La prima parte è un tentativo di presentare in maniera sintetica il fenomeno della mobilità territoriale in generale, nonché la sua evoluzione fino ai giorni nostri. Ho anche cercato di mostrare il relativamente recente fenomeno immigratorio in Italia, introducendo un breve “cappello storiografico” e utilizzando tabelle e grafici.
Nella seconda parte ho tentato di evidenziare la qualità e la quantità di un particolare tipo d’immigrazione (quello anglofono), in una specifica regione: la Toscana. Consultando materiale nel British Institute di Firenze, nei dipartimenti di geografia e statistica di Pisa, sulla rete informatica e infine documentandomi di persona sul territorio, ho riportato avvenimenti e dati passati e odierni dell’intera regione tirrenica, scendendo poi a dare uno sguardo alle province più significative. In questa sezione ho sentito l’esigenza di apporre immagini, citazioni e brani poetici che reputo curiosi e pertinenti ai fini della ricerca.
Nella terza parte ho illustrato le metodologie di ricerca e gli strumenti di rilevamento, raccontando anche le problematiche e le facilitazioni che mi si sono presentate via via sul campo. Riporto poi a consuntivo i risultati della mia indagine, a seguito dei questionari rilasciati e delle interviste effettuate, senza omettere l’elenco delle domande del questionario in lingua originale.
Nella quarta ed ultima sezione, ho individuato un caso di studio isolato all’interno di una provincia (quella pisana). Ho guardato più da vicino il comune di Palaia e frazioni poiché, a mio parere, raccoglie in scala ridotta tutte – o quasi – le casistiche delle comunità anglofone immigrate in Toscana. Analizzando la variegata comunità di Palaia, emerge poi chiaramente un’altra famosa questione: quella dello stereotipo del “bel paese” all’estero.
Infine ho riservato l’ultimo capitolo per fare un confronto con una ricerca effettuata dai geografi King e Patterson che, sebbene trattino solo la categoria dei pensionati inglesi all’estero, ha rivelato molti tratti comuni con i risultati della mia tesi – piccola nota di vanto per il mio neofita ego di ricercatore.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Il presente studio vuol essere un’analisi sull’insediamento degli immigrati dai paesi a sviluppo avanzato in Italia e, più precisamente, nella regione Toscana. Prenderò in considerazione soltanto quella fascia d’immigrati d’origine anglofona, vale a dire Britannici, Irlandesi, Statunitensi, Canadesi, Australiani e Neo Zelandesi. Partendo da dati generali inerenti lo stato italiano, cambierò di scala scendendo a livello regionale e in seguito a livello provinciale e comunale per analizzare specifiche comunità e agglomerati di madre lingua inglese stabilitesi nel nostro territorio. Tutti i dati statistici forniti sono ufficiali, pubblicati dagli istituti CARITAS, ISTAT, EUROSTAT, SOPEMI, DEMOSTAT e relativi agli stranieri registrati all’anagrafe (i residenti), aggiornati al 1° gennaio 2004 1 . Il mio intento è quello di presentare una tesi geografico-antropologica inerente questo specifico gruppo umano, immigrato in questa specifica porzione di territorio italiano, che rappresenta anche la regione in cui ho vissuto e vivo tuttora. Ho tentato quindi di tracciare un profilo paesaggistico, storico, statistico e biografico di questo argomento. Ho suddiviso il presente lavoro in quattro parti principali, ciascuna composta di tre capitoli, in modo da renderla il più simmetrica, snella e scorrevole 1 Sarebbe buona valutazione aumentare i dati ufficiali del 19% circa, per includere gli stranieri regolari non residenti e, secondo certi organi statistici, anche i tipici e non trascurabili fenomeni di clandestinità – per altro assai controversi, dato che esistono grandi divergenze nei criteri di calcolo (basta chiedersi semplicemente come sia possibile contare chi non si può vedere).

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Nicola Cini Contatta »

Composta da 176 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 580 click dal 04/02/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.