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Posta elettronica certificata e firma digitale in un'amministrazione provinciale

Informazioni tesi

  Autore: Davide Capitanio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Informatica
  Relatore: Giancarlo Martella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

Uno dei tasselli fondamentali del piano E-Governement 2012 stilato per colmare il gap innovativo fra noi e le più evolute nazioni europee è la dematerializzazione. Con essa è possibile migliorare i servizi pubblici offerti a cittadini e imprese, e generare risparmio: si stima, infatti, che la gestione documentale valga oltre il 2% del PIL nazionale e un obiettivo di dematerializzazione di solo il 10% genererebbe un risparmio di 3 miliardi di euro ripetibile ogni anno (fonte: Ministro Stanca, Libro Bianco, 2005). Due strumenti, tra loro correlati e necessari per raggiungere tali obiettivi, sono appunto la PEC e la firma digitale. Essendo questi sostanzialmente nuovi e in fase di continua evoluzione, l’approfondimento è avvenuto attraverso l’analisi della normativa, il vaglio di riviste scientifiche e la partecipazione a convegni. La PEC e la firma digitale sono stati trattati sotto ogni punto di vista nel terzo capitolo con un linguaggio semplice e rivolto agli organi amministrativi e di governo delle Pubbliche Amministrazioni locali. L’intenzione è infatti quella di portare a tali organi il messaggio che l’uso di queste tecnologie ed altre ad esse complementari (anch’esse descritte nell’elaborato) può ridurre, almeno parzialmente, l’effetto dei tagli dei trasferimenti previsti dalle Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica DL 78, 31 maggio 2010 (Gazzetta Ufficiale n.125 del 31 05 2010).
Nonostante il fatto che PEC e firma digitale abbiano occupato e continuano ad occupare le pagine dei quotidiani, la materia risulta essere tutt’altro che chiara anche per gli addetti ai lavori: navigando sul web si incorre spesso, infatti, in varie imprecisioni. Di particolare interesse a tal riguardo sono gli schemi funzionali e un paragrafo che illustra i valori probatori delle firme elettroniche, elettroniche qualificate e digitali. Affiancato alla spiegazione rivolta ai meno esperti in materia, è presente nel quarto capitolo un approfondimento tecnico sugli aspetti più significativi.
Articolazione della ricerca e metodologia
Successivamente, si è passati ad una fase di analisi di diversi aspetti:
Situazione attuale della PEC della Provincia di Bergamo: dopo aver constatato che l’ente adempie ad ogni obbligo di legge, si è proceduto ad un’analisi dei flussi delle varie caselle di posta elettronica attive e alla somministrazione di un questionario ai fruitori di quest’ultime. I risultati hanno dimostrato uno scarso utilizzo dello strumento soprattutto in uscita.
Situazione attuale della firma digitale: è stato redatto un questionario che permettesse di comprendere modi, frequenza di utilizzo e conoscenza dello strumento. Lo stesso, è stato impartito, in forma anonima, ai possessori di un certificato di firma e il quadro non è stato molto confortante: c’è chi la utilizza molto pur conoscendola poco, e viceversa. Lo strumento, viene utilizzato più per assecondare direttive provenienti da organi superiori, piuttosto che come conseguenza di una reale comprensione dei vantaggi della firma digitale.
Situazione tecnologica negli enti locali minori nell’ambito del CST: il centro servizi territoriale voluto dalla Provincia di Bergamo per fornire assistenza tecnica ai propri comuni, è stato ideato, proposto e somministrato un questionario ai 244 comuni per comprendere lo stato tecnologico attuale, al fine di poterli aiutare nel loro sviluppo.
Studio dell’evoluzione storica del servizio protocollo: attraverso l’analisi degli archivi e intervistando collaboratori attuali e congedati, è stata ricostruita l’evoluzione storica del servizio protocollo; “ieri”, prima dell’introduzione di qualunque tecnologia informatica, “oggi” e “domani”, dopo l’introduzione delle innovazioni descritte nel quarto capitolo dell’elaborato.
Risultati raggiunti
Grazie ai risultati ottenuti tramite le varie analisi e gli incontri con tecnici delle aziende leader del panorama internazionale, il tirocinante ha proposto due soluzioni riorganizzative della PEC (accentrata e decentrata), insistendo sul fatto di instituire progetti pilota che ne stimolino l’utilizzo e ha presentato il fascicolo elettronico ed i vantaggi della firma digitale centralizzata (firma digitale remota in formato PDF) servendosi, anche, di uno studio statunitense sui risparmi generati dall’introduzione di queste due innovazioni.

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1. PREMESSA Questa tesi è sicuramente alternativa e dissimile dai classici elaborati costituiti dalla descrizione e dall’analisi di progetti implementati dagli studenti. Diverse sono state le motivazioni che mi hanno fatto propendere per una tesi nuova e dinamica, che fosse basata sull’esperienza diretta all’interno della Pubblica Amministrazione (PA). La mia forte passione politica mi ha portato a studiare l’organizzazione e i compiti delle Amministrazioni Pubbliche locali facendomi venire a conoscenza dell’attuale ed insita spinta innovativa. Oltre a ciò è stato importante per la mia scelta il fatto che il nostro Paese non sia “produttore” di informatica bensì “fruitore” e ho ritenuto, quindi, più formativo svolgere un’esperienza che mi permettesse di comprendere come scegliere fra le tecnologie, già presenti sul mercato, appropriate al contesto riscontrato attraverso un lavoro di analisi della situazione attuale e l’ideazione di varie proposte implementative, con l’eventuale riorganizzazione delle modalità organizzative e di lavoro. Decisi gli argomenti principali della tesi: la posta elettronica certificata (PEC) e la firma digitale, non è stato facile nell’immediatezza affrontarli, in quanto non facevano parte del mio bagaglio culturale perché materie sostanzialmente nuove ed in via di evoluzione. Ho dedicato, perciò, molto tempo al loro studio approfondito attraverso l’analisi di norme, il vaglio di quotidiani e riviste scientifiche e la partecipazione a diversi convegni. Sono poi passato ad una fase più operativa di osservazione ed analisi applicando le mie conoscenze accademiche di sistemi informativi, economia e sistemi organizzativi. Per iniziare, ho ideato, proposto e somministrato un questionario che mi permettesse di comprendere lo stato attuale di informatizzazione dei 244 comuni della provincia di Bergamo. Successivamente, mi sono concentrato sull’analisi della situazione odierna della PEC e della firma digitale all’interno della Provincia di Bergamo, per poi concludere la mia esperienza proponendo all’ente idee d’innovazione che potessero permettere a quest’ultimo un’ottimizzazione dei processi, ma soprattutto una notevole fonte di risparmio. Questo elaborato, nonostante contenga alcuni approfondimenti tecnici che permettono una maggiore comprensione della materia, non è rivolto principalmente ad informatici bensì è studiato per portare un messaggio agli organi amministrativi e di governo delle Pubbliche Amministrazioni locali. Molta attenzione, soprattutto nella parte iniziale, è stata dedicata ad un deciso lavoro di sintesi per poter essere il più esauriente possibile nel minor numero di pagine. Accanto a questo lavoro si è proceduto a stilare la più completa bibliografia che mi ha dato le basi per scrivere questa tesi. Il secondo capitolo contiene la descrizione dell’ente ospitante, l’analisi dei propri compiti e dei propri organi, e l’illustrazione dell’obiettivo del tirocinio. Nel terzo capitolo sono riassunte le norme principali sull’ammodernamento della Pubblica Amministrazione, sono descritte la PEC, la firma digitale con le tecnologie ad essa complementari ed è presentata la situazione attuale della Provincia di Bergamo su tali temi. Il quarto capitolo, cuore della tesi, contiene un approfondimento tecnico delle tecnologie in questione, l’evoluzione storica del servizio protocollo: “ieri”, prima dell’introduzione di 6

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Parole chiave

amministazione digitale
conservazione sostitutiva
firma digitale
innovazione
pa
pec
protocollo
provincia

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