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La produzione televisiva nell'epoca dei format

Informazioni tesi

  Autore: Stefania Onofrillo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Studi storici, critici e teorici sul cinema e gli audiovisivi
  Relatore: Enrico Menduni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

Negli ultimi anni gli studi sulla televisione si sono moltiplicati, non mancano testi di storia della televisione, analisi dei generi televisivi, analisi del pubblico fruitore, analisi dell’aspetto economico della televisione. Dalla fine degli anni novanta emerge in campo un nuovo attore: il format. Questa parola misteriosa, spesso sconosciuta alla maggioranza, sta ad indicare un programma “chiavi in mano”, che contiene, nella sua ideazione, tutti gli elementi che ne garantiscano una realizzazione efficace, rapida e veloce, con un gran livello di adattabilità da nazione a nazione.
Uno dei primi format a fare il giro del mondo è stato l’olandese Big Brother della Endemol. Successivamente sono sorte, in tutte le nazioni, piccole, medie e grandi case di produzione che si occupano dell’ideazione, dello sviluppo e della distribuzione di questi format: esse vendono e acquistano diritti, scambiandoli con le società affiliate e con le sedi dislocate in altri paesi. Dietro tutto questo c’è un giro d’affari di ampie proporzioni, che fa sì che il mercato europeo di format sia molto florido; non mancano infatti festival, incontri, fiere dedicate al format, dove i protagonisti del settore si ritrovano sempre a caccia di un’ idea vincente, di novità, di contenuti sempre più forti.
I contenuti in onda in televisione, dalle origini ad oggi, sono molto cambiati. Dall’iniziale intento pedagogico della Rai di Bernabei, l’asse si è decisamente spostato verso l’entertainment, cambiamento iniziato dopo la rottura del monopolio Rai, con l’avvento del colosso Fininvest e delle tv commerciali. Ed è proprio nell’entertainment che il format si presta come elemento chiave, grazie ai suoi bassi costi e rischi che vengono ammortizzati per il fatto che probabilmente il programma è stato già rodato in un’altra nazione. Ogni rete nazionale infatti dovrebbe poter disporre di almeno un paio di titoli forti che garantiscano una certa serialità e magari da riproporre ciclicamente fino all’esaurimento del potenziale.
Dopo Grande Fratello le reti italiane hanno proposto sempre più programmi derivati da format, forse anche troppi. Si è spesso parlato, soprattutto sui giornali, di crisi delle idee, crisi del ruolo autoriale in Italia, abbassamento della qualità, omologazione dei gusti, ma il format non deve essere un capro espiatorio di problematiche che hanno origini ben più lontane e complesse.
Nell’epoca del format in Italia è cambiato anche il sistema di produzione dei programmi televisivi. Sempre meno è la rete a produrre nuovi programmi; la produzione in loco si rivela infatti troppo onerosa, come anche l’acquisto di serie e serial di importazione anglo-americana. Sempre più si fa ricorso a case di produzione indipendenti, esterne alla rete. Oltre alla massiccia importazione di format, si è assistito in Italia ad un florido mercato della fiction di media e lunga serialità; per ora si dispone di molti titoli di buona qualità e di successo. Il pubblico nostrano mostra di apprezzare lo stile Made in Italy e spesso la scelta della qualità è premiata da ascolti elevati. Certo, i costi per produrre una fiction sono davvero notevoli rispetto allo sviluppo di un format; un errore comporta un’ingente perdita di soldi.
Un interessante caso italiano è senz’altro quello della società Interferenze, una piccola casa di produzione che progetta e sviluppa format televisivi di diverso genere e formato, che si pone in una prospettiva internazionale: basti pensare che l’intero sito internet è tutto in Inglese. E’ forse, l’unica società di produzione italiana indipendente ad occuparsi interamente dello sviluppo di format televisivi originali.
La produzione di contenuti per la tv sta però sempre più allargando i suoi orizzonti. Con l’avvento della tv satellitare di Sky, con il digitale terrestre, con le webtv, la Dvb-H, i contenuti aumentano e forse si accompagneranno a nuove modalità di produzione. La tv digitale ci ha fatto scoprire nuovi format, nuove serie. Dietro ai contenuti c’è sempre un gran lavoro fatto di idee, di persone, di organizzazione.

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5 Introduzione Negli ultimi anni gli studi sulla televisione si sono moltiplicati, non mancano testi di storia della televisione, analisi dei generi televisivi, analisi del pubblico fruitore, analisi dell‟aspetto economico della televisione. Dalla fine degli anni novanta emerge in campo un nuovo attore: il format. Questa parola misteriosa, spesso sconosciuta alla maggioranza, sta ad indicare un programma “chiavi in mano”, che contiene, nella sua ideazione, tutti gli elementi che ne garantiscano una realizzazione efficace, rapida e veloce, con un gran livello di adattabilità da nazione a nazione. Uno dei primi format a fare il giro del mondo è stato l‟olandese Big Brother della Endemol. Successivamente sono sorte, in tutte le nazioni, piccole, medie e grandi case di produzione che si occupano dell‟ideazione, dello sviluppo e della distribuzione di questi format: esse vendono e acquistano diritti, scambiandoli con le società affiliate e con le sedi dislocate in altri paesi. Dietro tutto questo c‟è un giro d‟affari di ampie proporzioni, che fa sì che il mercato europeo di format sia molto florido; non mancano infatti festival, incontri, fiere dedicate al format, dove i protagonisti del settore si ritrovano sempre a caccia di un‟ idea vincente, di novità, di contenuti sempre più forti. I contenuti in onda in televisione, dalle origini ad oggi, sono molto cambiati. Dall‟iniziale intento pedagogico della Rai di Bernabei, l‟asse si è decisamente spostato verso l‟entertainment, cambiamento iniziato dopo la rottura del monopolio Rai, con l‟avvento del colosso Fininvest e delle tv commerciali. Ed è proprio nell‟entertainment che il format si presta come elemento chiave, grazie ai suoi bassi costi e rischi che vengono ammortizzati per il fatto che probabilmente il programma è stato già rodato in un‟altra nazione. Ogni rete nazionale infatti dovrebbe poter disporre di almeno un paio di titoli forti che garantiscano una certa serialità e magari da riproporre ciclicamente fino all‟esaurimento del potenziale.

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