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Il delitto di istigazione alla corruzione ex art. 322 c.p.

Il delitto di corruzione è uno dei reati che maggiormente affligge l'odierna società. Ad esso si accompagna l'ancora più insidioso delitto di istigazione alla corruzione, nella sua forma compiuta e nella sua forma tentata, il cui configurarsi oggi suscita grandi perplessità. Un raffronto con il reato di concussione tentata meglio aiuta a individuare i problematici profili di tale figura di reato, sostenuta da una giurisprudenza spesso contrastante.

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INTRODUZIONE All‟avvio di questo lavoro di tesi, l‟attenzione era focalizzata sull‟art. 322 c.p., cioè sul reato di istigazione alla corruzione, riformato con la legge 26 Aprile 1990, n. 86 (che ha modificato varie disposizioni e aspetti dei reati contro la pubblica amministrazione). In particolare, si voleva verificare la configurabilità e l‟utilità di un tentativo di istigazione alla corruzione: si ipotizzava l‟anticipazione della soglia di punibilità ulteriormente rispetto alle fattispecie di reato previste dall‟art. 322 c.p.( si pensi all‟accordo fallito a causa dell‟intercettazione della lettera con cui una parte avvii la trattativa), applicando congiuntamente l‟art. 56 c.p. (tentativo) e l‟art. 322 c.p.. Da una prima ricerca, si è tosto avuto modo di riscontrare anzitutto la scarsità di contributi e opinioni positive della dottrina circa detta configurabilità, eccezion fatta per il Levi, e la totale assenza di sentenze (della S.C. in particolare, ma anche di giudici di merito) in cui si elaborasse, anche solo per il caso di specie, una fattispecie di tentativo di istigazione e le si desse rilevanza penale sanzionandola. Questo ha reso necessario che si spostasse l‟attenzione sul fenomeno. Quindi, si è ampliato il raggio d‟osservazione: si è passati perciò, dal più ristretto tentativo di istigazione, alla istigazione alla corruzione tout court. Si è cercato di individuare quali fossero gli aspetti peculiari delle fattispecie di reato di cui all‟art. 322 c.p. 1 : ci si è interrogati sulle ragioni della previsione originaria della disposizione, sul perché fosse stata introdotta per la prima volta, quali problematiche fossero state individuate in essa prima della riforma, quali fossero gli obiettivi di quest‟ultima e se fossero stati poi raggiunti o se al contrario permanessero delle lacune, degli spazi indisciplinati, dunque delle problematiche circa il reato di istigazione alla corruzione. 1 Questo reato era previsto nella sua formulazione originaria sin dal codice Rocco, poi fu riformato e ampliato nel 1990 con ulteriori due autonome ipotesi di reato.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rosangela Pezzolla Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.