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Il mondo animale nella cultura occidentale: dalla mitologia all'utopia animalistica

La presente tesi si basa sul rapporto uomo-animale dalle origini dell’individuo antropomorfo ai giorni nostri.
Con questo elaborato ho cercato di “rintracciare” le cause dello stato attuale delle cose, ossia ho cercato di capire perché si è arrivati agli allevamenti intensivi, all’utilizzo delle pellicce come “moda”, all’uso delle carni di animali “meno diffusi” e alla sperimentazione.
La storia “narra” come l’uomo abbia utilizzato gli animali in svariati modi: dalle pratiche di caccia, sempre attuali, a simboli “mitologici”. Fino ad arrivare, oggigiorno, agli estremismi, con circhi, zoo e delfinari.
Un mondo, quello antropico, che si presentava, per un verso, quasi devoto a certe specie (come nel caso dei gatti) e per altro verso irrispettoso e “usurpatore”.
Dai conseguenti problemi ambientali, dato l’impatto delle azioni di cui sopra, nasce l’emergenza e la necessità: bisogna chiamare in causa i “diritti” degli animali, anche se qualcuno ancora oggi non è disposto a parlare di diritti veri e propri, in quanto questi esseri non sarebbero in grado di rispondere ai corrispondenti doveri.
E allora abbiamo il dovere, in quanto individui “razionali”, di rispettarli.
Nel viaggio “storico” di cui ho trattato, non mancano esempi di letteratura “favorevole” al mondo animale, come quella di Dino Buzzati (più attuale, con le sue favole per bambini), di San Francesco (con i suoi Fioretti, famosi per la storia del Lupo di Gubbio), di Esopo (con le sue Favole), ecc.
Un percorso anche filosofico (in cui includo Voltaire, Michelet fino ad arrivare a Tom Regan e ad Hans Jonas) per “suggerire” un “luogo d’incontro” tra l’uomo e l’animale: non solo la possibilità di evitare rischi di estinzione di alcune specie animali, ma un modo per avvicinarci ad un mondo che pian piano stiamo devastando con il nostro stesso agire. Una possibilità di salvare l’intero ecosistema, in bilico a causa della “mano visibile” dell’uomo.

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- 1 - INTRODUZIONE Il mio lavoro di tesi, che ha per titolo “Il mondo animale nella cultura occidentale: dalla mitologia greco-latina all‟utopia animalistica”, prosegue e sviluppa il tema affrontato nella tesi di Laurea triennale, che aveva come titolo: “Un nuovo problema etico: il rispetto per gli animali” Qui mi propongo di analizzare il rapporto uomo-animali nella cultura occidentale, concentrandomi, in particolare, sul ruolo simbolico svolto dagli animali nella mitologia e nella favolistica greco-romana, con qualche riferimento anche alla letteratura moderna e contemporanea (La Fontaine e Buzzati). Ciò al fine di comprendere le ragioni che hanno indotto le società economicamente sviluppate del nostro tempo a rapportarsi con gli animali in modo così incivile ed anche “barbaro” con gli animali; esseri, questi ultimi, che Péguy, nella sua Città armoniosa considerava i nostri “fratelli adolescenti”, ossia coloro che hanno aperto e preparato la via alla nascita e allo sviluppo dell‟umanità 1 . Si é cercato, quindi, non solo di capire perché oggi l‟umanità non ha alcun rispetto per gli animali, ma anche le ragioni profonde di quella che possiamo chiamare “utopia animalistica”, che si spinge fino ad invocare il riconoscimento dei “diritti degli animali”. Questo percorso mi ha consentito di approfondire le differenze e le analogie tra l‟uomo e gli animali. In realtà, com‟é noto, da sempre gli uomini e gli animali sono stati, da un lato, così vicini - nelle espressioni di emozioni, ma ancora prima nella ricerca comune di cibo per la sopravvivenza – ma, dall‟altro, anche così lontani, dato lo sviluppo della razionalità umana, avutasi con la comparsa ed evoluzione dell‟homo sapiens. Lo sviluppo della facoltà di ragione ha cominciato a determinare, 1 C. PEGUY, La città armoniosa, tr. it., Lecce 1984, p. 48.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Valeria Leggiero Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

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Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.