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La gestione risorse umane e lo stress organizzativo

Il contesto nel quale il mondo del lavoro è attualmente immerso, è caratterizzato da una flessibilità esigente che richiede costanti mutamenti per adattarsi a sé.
Le organizzazioni che oggi si trovano a operare in tale ambiente sono costrette a rivisitazioni periodiche che gli permettano un continuo aggiornamento per il mantenimento della loro sostenibilità.
Le persone sono altresì obbligate a mantenere i ritmi serranti e in continua evoluzione che ambiente e organizzazione gli impongono.
Tale elaborato vuole analizzare l'attuale contesto organizzativo ed i suoi effetti sulle Risorse Umane che vi operano all'interno. Elemento cardine su cui è centrata la ricerca è lo stress, il quale viene analizzato dal punto di vista di differenti ruoli e sdeniority organizzative (junior, middle, senior e talent) e le pratiche della Gestione Risorse Umane (GRU) messe in atto per fronteggiare le condizioni di disagio cui si trovano a vivere i lavoratori.
La vita organizzativa è un continuo apprendimento che si sviluppa in un'alternanza tra obiettivi raggiunti e competenze da acquisire per il loro raggiungimento: la funzione HR è presente in ciascuna di tali fasi.
Individuarne le pratiche, i fattori stressogeni, le disfunzioni e le peculiarità che invece incentivano le performance, sono alla base di una funzione HR che si adopera per incanalare gli elementi “velenosi” rendendoli “sale della vita”.

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La Gestione Risorse Umane e lo Stress Organizzativo 8 1.3 Che cosa non è lo stress Nel paragrafo precedente, presentando alcune caratteristiche dello stress, sono stati citati: ansia, pressioni e tensioni; ritengo possa essere utile ai fini della ricerca chiarire eventuali differenze e analogie di tali elementi con l‟argomento principale. 1.3.1 L’ansia L‟ansia è una condizione di paura generica dell‟individuo che non deriva da uno stimolo specifico (a differenza dello stress) ed è caratterizzata da un‟iperattività del sistema nervoso. L‟ansia sembra avere una componente cognitiva, una somatica, una emozionale e una comportamentale (Seligman, Walker & Rosenhan, 2001). La componente cognitiva comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto; dal punto di vista somatico, il corpo prepara l‟organismo ad affrontare la minaccia: la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono; esternamente si può verificare pallore della pelle, sudore, tremore e dilatazione pupillare. Dal punto di vista emozionale, l‟ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi. Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti dalla fuga o ad evitare la fonte dell‟ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non adattivi, dal momento che sono più estremi nei disturbi d‟ansia. Comunque l‟ansia non sempre è patologica o non adattiva: è un‟emozione comune come la paura, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza. Un esempio di condizione di ansia può essere rappresentata dagli studenti in merito all‟ansia da esame, emozione procurata dall‟associazione tra i voti ed il valore personale, o il frequentare una classe che supera le proprie capacità, o ancora la pressione del tempo e la perdita del controllo (analogamente allo stress).

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Elisabetta Giangravè Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7771 click dal 18/02/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.