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Devianza minorile e famiglia - Prevenzione e supporto alla genitorialità nel Comune di Fabriano

Informazioni tesi

  Autore: Ambra Martelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze pedagogiche
  Relatore: Alessia Bartolini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento dei casi di devianza minorile, che si è manifestata soprattutto con fenomeni di bullismo.
È chiaro come ciò sia un evidente segno di un malfunzionamento della nostra società che se pur ha raggiunto altissimi livelli nel campo tecnologico e scientifico, non ha fatto lo stesso in ambito umano e sociale. La società del ventunesimo secolo, in cui viviamo, ha tralasciato i valori su cui si basa una società equa, come ad esempio il valore della fratellanza, della tolleranza, dell’amore per il prossimo, etc.; tutto ciò per privilegiare una cultura del consumismo e dell’apparire, secondo cui “avere” è più importante che “essere”.
Siamo bombardati continuamente dai mass media, da pubblicità che ci invitano e ci invogliano ad avere sempre di più. Ovviamente gli adolescenti, ma anche i bambini, sono quelli che più ne risentono e che più ne sono colpiti. Non avere l’oggetto o il vestito che è di moda in quel periodo significa essere diversi ed esclusi dal gruppo. L’omologazione tra i ragazzi è cosa fondamentale, per loro essere diversi significa non essere accettati, e questo li può portare a compiere anche atti illeciti e immorali per ottenere quell’accessorio o quell’oggetto di tendenza, se non possono permetterselo economicamente. Alcuni si dedicano a piccoli furti, altri a spaccio di droghe e tra le ragazze si sta diffondendo un tipo di prostituzione riservata ai compagni di scuola e al gruppo di pari, addirittura si scambiano piccole prestazioni sessuali per una ricarica del telefonino o, per una partita di droga. Sono soprattutto ragazzi che assistono ad una disgregazione del loro nucleo familiare o in condizione di grave miseria, anche se ultimamente sta aumentando il numero di molti atteggiamenti antisociali prodotti da ragazzi provenienti dalla società “bene”.
Il raggiungimento con ogni mezzo del possesso materiale è ciò a cui la società invita, come strumento più agevole per l’autorealizzazione, del conseguimento del benessere e del senso di soddisfazione. Per citare Fromm, domina nel mondo la modalità esistenziale dell’avere, incentrata sulla brama di possesso di oggetti e di potere, sull’egoismo, lo spreco, l’avidità e la violenza; opposta alla modalità dell’essere, basata sull’amore, la gioia di condivisione, l’attività autenticamente produttiva e creativa.
Il compito di educare i giovani rimane affidato principalmente alla famiglia; secondariamente allo Stato e alle comunità in cui viviamo, scuola, enti locali, organizzazioni civili e religiose, che costituiscono quel Sistema Educativo Integrato dal quale non è possibile prescindere per la formazione integrale della persona.
La famiglia, comunque, rappresenta un’istituzione educativa primaria per lo sviluppo e la formazione dell’uomo; anche se superato il ventesimo secolo, sembra essere attraversata da una profonda crisi. Le trasformazioni, che attraversano la nostra società, condizionano necessariamente l’evolversi dell’istituzione familiare con ripercussioni importanti sulle condizioni di vita dei bambini e dei loro genitori. Lo sviluppo economico e sociale che stava avvenendo da anni sembra essersi arrestato con la conseguenza dell’aumento dell’inflazione e dell’aumento della disoccupazione. Anche dal punto di vista socio-demografico sono avvenuti profondi cambiamenti tra cui un significativo calo delle nascite, l’emergere del senso di precarietà, il cambiamento del ruolo femminile nel lavoro e nella famiglia e una diminuzione dei matrimoni tradizionali.
Le famiglie in questo contesto si trovano disorientate; la bassa natalità e la media di un figlio per famiglia, ne sono la dimostrazione; anche perché il ruolo genitoriale è vissuto sempre più nell’isolamento sociale.
Di fronte a questo quadro non molto motivante, muovendoci nella prospettiva dell’educazione familiare, credo sia di fondamentale importanza un sostegno alla genitorialità, partendo dal presupposto che la generatività non coincide con la genitorialità e che tutte le famiglie, nel ciclo della loro vita, presentano dei bisogni educativi specifici. È importante perciò che la coppia trovandosi a ricoprire il ruolo genitoriale si possa confrontare con esperti e con altri genitori, acquisendo così competenze da utilizzare al meglio, ricordando però che ogni rapporto è sempre caratterizzato dall’unicità.
I genitori debbono essere supportati dal punto di vista educativo affinché lo sviluppo dei loro figli sia il più positivo possibile, per il bene loro e dell’intera comunità; i bambini di oggi sono gli uomini di domani, perciò il futuro. Un passo della poesia di Kalhil Gibran “Sui figli” recita rivolgendosi ai genitori: “voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti”; questa metafora esprime magnificamente il senso di questo lavoro. Più l’arco sarà fermo e tirato, più la freccia avrà un lungo e diritto viaggio; se l’arco sarà tremolante e poco teso, il viaggio della freccia sarà breve e tortuoso.

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7 Introduzione Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento dei casi di devianza minorile, che si è manifestata soprattutto con fenomeni di bullismo. Al telegiornale, spesso, sentiamo notizie di adolescenti che commettono atti devianti, il più delle volte in gruppo, nei confronti dei loro coetanei che sono percepiti da loro diversi. Di casi, accaduti nel corso degli ultimi anni, se ne possono citare diversi: a Gela nel 2006 due studenti dell‟istituto professionale sono stati aggrediti e picchiati selvaggiamente da un gruppo di sei ragazzi della stessa scuola, armati di spranghe di ferro; ancora più eclatante è stato il caso accaduto in una scuola di Torino,sempre nel 2006, dove un ragazzo down ha subito delle umiliazioni da alcuni ragazzi della stessa scuola che hanno ripreso tutto, facendo poi circolare il video su internet; nella stessa scuola, nel 2009, uno studente viene aggredito da due compagni coetanei che lo marchiano a fuoco, causandogli un ustione di secondo grado; recentemente, febbraio 2010, a Sofora un adolescente di tredici anni prende in giro un compagno con problemi motori, fuori la scuola gli ruba il cappellino e lo infastidisce, facendolo cadere violentemente sul marciapiede. Ma non occorre andare così lontano nel tempo e nello spazio per trovarci di fronte a certi comportamenti devianti, proprio Fabriano, una piccola realtà provinciale nella quale risiedo, ne è uno scenario. Il protagonista di queste vicende è un gruppo composto da una decina di ragazzi, sia immigrati che di nazionalità italiana, frequentanti le scuole medie inferiori. Tra i vari comportamenti devianti, due sono davvero clamorosi: il primo ha visto come bersaglio un ragazzo indiano della stessa età, che ha subito maltrattamenti e insulti; il secondo, risalente a pochi giorni fa, ha invece avuto come vittime due bidelle e una professoressa di una delle scuole medie inferiori, le quali, cercando di fermare questi ragazzi che, nel pomeriggio si erano introdotti nella scuola, sono state lapidate riportando delle lesioni.

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