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La Dogana del Patrimonio nel '600

La dogana del Patrimonio nel '600 rappresentava uno degli introiti più importanti dello Stato Pontificio, una sorta di imposta indiretta che garantiva il pascolo sul territorio in questione.

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IV PREMESSA La Dogana del Patrimonio rappresentava, nel quadro delle entrate dello Stato Pontificio, l'introito più consistente della provincia medesima nel XVII secolo, cioè il corrispettivo derivante alla Camera Apostolica dall'appalto dei proventi spettanti alla Dogana stessa. Trattasi dell'unica Dogana dei pascoli presente nello Stato della Chiesa ma non l'unica nell'Italia centro- meridionale dell'epoca, dove era attiva anche la Dogana della Mena delle Pecore in Puglia. Il presente lavoro parte da un'analisi della provincia del Patrimonio e della campagna romana tra '500 e '600, senza tralasciare la situazione socio-economica a livello statale; sono evidenziati importanti fenomeni del periodo, quali l'espansione economica del "lungo Cinquecento" e la cosiddetta "rivoluzione dei prezzi", nonché la crisi secentesca, per avere un quadro completo del corso storico anche a livello nazionale ed internazionale. Gli altri capitoli sono dedicati al concetto di "Dogana", alla sua nascita, alla sua struttura organizzativa e ai Bandi che hanno segnato la sua evoluzione durante il XVII secolo.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Donato Testa Contatta »

Composta da 222 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1331 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.