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Il debito pubblico italiano dal 1950 ad oggi

Lo Stato può essere visto come un'azienda pubblica che amministra un patrimonio immenso per soddisfare i bisogni dei cittadini mediante l'erogazione di beni e servizi.
Esso si troverebbe nella situazione ottimale qualora riuscisse a raggiungere il suo obiettivo mantenendo il bilancio in equilibrio finanziario ed economico: le rendite, come le imposte, dovrebbero coprire tutte le spese e le entrate tutte le uscite.
In concreto è improbabile che lo Stato non ricorra all'indebitamento perché ha a disposizione risorse limitate e, con il trascorrere del tempo, sicuramente si troverà di fronte a delle situazioni straordinarie (ad es. guerre e catastrofi naturali) e per fronteggiarle chiuderà il bilancio in disavanzo (o in deficit) e dovrà indebitarsi.
In passato si delineavano due schieramenti politici ben distinti: i conservatori e i progressisti, i primi volevano ridurre il deficit dello stato o addirittura chiudere in pareggio i conti pubblici, allo scopo di mantenere in ordine i conti, contenere la spesa pubblica e il ruolo dello stato nell'economia, mentre i secondi erano disposti ad accettare deficit pubblici strutturali, purché finalizzati a sostenere la domanda e quindi a far crescere l'economia.
Oggi, in Italia e in molti paesi industrializzati, è difficile riconoscere le varie posizioni politiche sulla base della volontà di chiudere in pareggio o in deficit i conti pubblici.
In particolare le posizioni che si rifanno alle idee keynesiane attribuiscono allo Stato il compito di sostenere, quando necessario, la domanda di beni e servizi ricorrendo alla spesa pubblica in condizioni di deficit.

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5 CAPITOLO 1 CAUSE E CONSEGUENZE DEL DEBITO PUBBLICO 1.1 ANALISI TEORICHE GENERALI SUL DEBITO PUBBLICO Lo Stato può essere visto come un'azienda pubblica che amministra un patrimonio immenso per soddisfare i bisogni dei cittadini mediante l'erogazione di beni e servizi. Esso si troverebbe nella situazione ottimale qualora riuscisse a raggiungere il suo obiettivo mantenendo il bilancio in equilibrio finanziario ed economico: le rendite, come le imposte, dovrebbero coprire tutte le spese e le entrate tutte le uscite. In concreto è improbabile che lo Stato non ricorra all'indebitamento perché ha a disposizione risorse limitate e, con il trascorrere del tempo, sicuramente si troverà di fronte a delle situazioni straordinarie (ad es. guerre e catastrofi naturali) e per fronteggiarle chiuderà il bilancio in disavanzo (o in deficit) e dovrà indebitarsi. In passato si delineavano due schieramenti politici ben distinti: i conservatori e i progressisti, i primi volevano ridurre il deficit dello stato o addirittura chiudere in pareggio i conti pubblici, allo scopo di mantenere in ordine i conti, contenere la spesa pubblica e il ruolo dello stato nell'economia, mentre i secondi erano disposti ad accettare deficit pubblici strutturali, purché finalizzati a sostenere la domanda e quindi a far crescere l'economia. Oggi, in Italia e in molti paesi industrializzati, è difficile riconoscere le varie posizioni politiche sulla base della volontà di chiudere in pareggio o in deficit i conti pubblici. In particolare le posizioni che si rifanno alle idee keynesiane attribuiscono allo Stato il compito di sostenere, quando necessario, la domanda di beni e servizi ricorrendo alla spesa pubblica in condizioni di deficit. La composizione della spesa pubblica è illustrata dalla seguente formula: 1 Dove: CP sono i consumi pubblici e riguardano sia l‟offerta di beni pubblici a disposizione della collettività (ad esempio giustizia, difesa e ordine pubblico) sia la prestazione di servizi offerti al pubblico per la loro utilità sociale o per diminuire le disuguaglianze tra i soggetti (ad esempio istruzione o sanità). Solitamente in Italia i consumi pubblici rappresentano circa il 20% della spesa pubblica, ed è un dato in costante aumento. ____________________ 1 Fonte: Blanchard O. (2002) CP + TR + CC _________________________ Y

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Luca Mirani Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.