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Esame di protesi di arto inferiore per uso sportivo mediante analisi del movimento

Informazioni tesi

  Autore: Danilo Donato
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria biomedica
  Relatore: Laura Gastaldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 193

Nel presente lavoro viene esaminato il comportamento di una protesi di arto inferiore ad uso sportivo (snowboard in particolare) mediante analisi del movimento. Le prove sperimentali sono state svolte presso il Laboratorio di Analisi del Movimento e del Cammino di Cuneo, e sono consistite in esercizi di squat, che simulano quelli tipici dello snowboard, eseguiti da un soggetto normodotato e un soggetto amputato a livello transfemorale al variare di velocità di ripetizione dei movimenti, posizione dei piedi rispetto alle piattaforme di forza e carico applicato su un bilancere. Dalle prove sperimentali è stata ricavata la cinematica delle articolazioni di ginocchio e caviglia in entrambi i soggetti e la GRF, che sono stati utilizzati come dati di input in ambiente Adams, software grazie al quale sono state ricavate le azioni nei giunti corrispondenti a ginocchio e caviglia della protesi. Dall'analisi dei risultati si è osservata la maggiore sollecitazione per le caviglie e la forte dipendenza dalle variabili di movimento nel movimento dell'arto protesico.

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8 Capitolo 1 - Lo snowboard 1.1 Generalità In questo capitolo si descriveranno le caratteristiche principali dello snowboarding, con riferimento alla variante adattata di questo sport, oggetto del lavoro di tesi. Lo snowboarding, conosciuto in Italia piø semplicemente come snowboard, è uno sport di scivolamento su neve, nato negli anni '60 negli Stati Uniti. Lo si pratica utilizzando una tavola costruita a partire da un'anima di legno e provvista di lamine e soletta in materiale sintetico simili a quelle dello sci. Lo snowboarding è divenuto disciplina olimpica nel 1998. Ai Giochi olimpici invernali del 2006 si sono disputate anche le gare di snowboardcross, sia maschile che femminile. 1.2 Storia Si narra che già negli anni '20 qualcuno sulle Alpi avesse provato a montare su una strana tavola restandovi temerariamente in equilibrio durante la discesa verso valle. Pare che anche gli Slavi si lanciassero lungo i pendii disponendosi trasversalmente su degli sci piuttosto larghi e lunghi. Non rimangono però testimonianze certe di questi esperimenti che comunque non ebbero un seguito. La vera patria dello snowboard invece sono certamente gli Stati Uniti. La storia comincia nel 1963 nel Michigan quando il signor Sherman Popper, per far giocare i suoi bambini incollò assieme due sci con l'idea di riprodurre un attrezzo simile al monosci che stava già diffondendosi tra gli sciatori piø pazzi. Il signor Popper s'avvide però che i suoi ragazzi si disponevano di traverso sulla tavola, questo fatto gli fece subito venire in mente la stretta analogia di questa posizione con quella del surfista da onda e battezzò il modello che derivò da queste riflessioni "Snurfer". Esso fu ottenuto elaborando un surf da onda assemblandovi dei bordi metallici e progettando un apposito attacco. Questo intraprendente inventore registrò il nome e cedette i diritti alla ditta Brunswick che incominciò a produrre in serie lo Snurfer vendendone alquanti modelli. Queste tavole giallo-nere di legno compensato fecero il giro degli Stati Uniti ed una di esse arrivò tra le mani di Jack Burton Carpenter che, allora quattordicenne, cominciò ad elaborare lo Snurfer per migliorare le sue prestazioni agonistiche. Burton proveniva dalla scuola dei

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