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La rappresentazione sociale della tossicodipendenza attraverso gli spot: un confronto tra Italia e Spagna

Perché tanta gente ricorre oggi alla droga, anzi alle droghe, nonostante dovremmo essere tutti più informati di un tempo rispetto ai rischi e alle possibili conseguenze derivanti dal loro uso e abuso?
Il consumo di sostanze psicotrope si caratterizza per una diffusione massiva solo dalla metà del secolo scorso ma nonostante ciò l’uomo si è posto da sempre alla ricerca di sostanze che potessero farlo evadere dalla realtà, che potessero curarlo o elevarlo a qualche stato mentale.
Sono le varie civiltà che si sono susseguite nel corso della storia le responsabili della regolazione dell’uso, della discriminante tra sostanze lecite/illecite e anche le principali creatrici di tabù: in determinati momenti storici e per determinati gruppi sociali, il consumo si è convertito da naturale a problematico. Negli anni Sessanta del secolo scorso, con l’esplosione della contestazione giovanile e la nascita di movimenti come quello hippy, il consumo di droga si è diffuso repentinamente tra i giovani fino a diventare fenomeno di massa, caratterizzandosi come contro-cultura.
Ulteriore impulso al consumo è stato dato dall’esaltazione delle varie sostanze da parte di tutto il mondo del pop in generale, che ne ha fatto il simbolo della propria protesta. Si aggiungano anche famosi sperimentatori come William S. Burroughs o Baudelaire.
Sicuramente, per quanto riguarda le droghe leggere, la presenza massiccia tra gli adepti di scienziati e letterati di famose università (ieri ma incredibilmente ancora oggigiorno) ha rafforzato il ruolo già influente degli idoli dei movimenti di contestazione, fornendo la giustificazione psicologica e scientifica al consumo.
Non va sottovalutato nemmeno l’apporto, più o meno occulto, da parte del cinema, della letteratura e dei mass-media nello spostare l’intero fenomeno-droga, in particolare quella definita leggera, nella direzione della moda.
Altri fattori che trasformano la tossicodipendenza in un problema sono ad esempio la prevalenza di interessi economici su quelli sociali; si possono citare le Guerre dell’Oppio (1839-1856) tra Cina e Inghilterra o il narcotraffico attuale che assicura ingenti guadagni alle persone che vi si dedicano.
In alcuni casi, l’impulso è dato anche da scoperte scientifiche inizialmente percepite come soluzioni a problemi sociali. E’ il celebre caso dell’eroina, sorta dall’affannoso tentativo di trovare una soluzione al consumo della morfina nel secolo XIX; “eroina” viene da Heroisc (eroico, potente).
Dopo un’ampia fase in cui la presenza della droga era associata a situazioni di povertà e delinquenza, oggi non è più un fenomeno relegato ad ambienti caratterizzati da forte degrado e disagio sociale ma la sua diffusione nella società è capillare.
Oggi assistiamo alla nascita di una nuova figura di consumatore che non accetta la definizione di drogato né di tossicodipendente. Il giovane consumatore di ecstasy ad esempio, non condivide con il tossicodipendente né il sentimento di colpa né la paura delle malattie e neppure il timore della stigmatizzazione sociale. Anche il gergo ha registrato queste modificazioni: gli eroinomani parlano di farsi, i consumatori di ecstasy di calarsi (ingerire).
Il rischio del definire il consumo attuale delle droghe di sintesi da parte degli adolescenti come occasionale, ricreativo e controllato è che ciò può indurre a considerare lo specifico comportamento come un semplice comportamento trasgressivo, sottovalutando i rischi connessi al consumo di queste sostanze, oltretutto oggi non ancora ben conosciuti.
Nell’immaginario collettivo persiste lo stereotipo secondo il quale gli unici problemi che può causare l’abuso di droghe si inquadrano nell’ambito sociosanitario o in problemi d’ordine pubblico ma persiste anche un cliché estetico sui drogati. Contraddistingue il nostro Paese, per quanto riguarda il trattamento delle droghe leggere, un divario tra il crescente numero di consumatori e di ricerche che segnalano la tossicità di questa sostanza e la disattenzione da parte di media e politica.
La quasi mancanza di campagne di sensibilizzazione riguardo alle droghe leggere in Italia costituisce un indizio di questa palese sottovalutazione del fenomeno.
I media continuano a non pronunciarsi o addirittura sdrammatizzano gli effetti negativi, favorendo anch’essi la radicalizzazione di un atteggiamento disorientante e superficiale, in contrasto non solo con i risultati delle ultime ricerche ma anche con i comportamenti politici e mediatici di molti altri Stati. Riguardo all’intero fenomeno-droga, le iniziative intraprese nel nostro Paese godono di poca visibilità e di scarsa continuità, situazione ben diversa da quella spagnola dove un’associazione come la F.A.D. non solo è continuamente attiva ma rende ben visibile il suo operato, facendo passare il messaggio che la tossicodipendenza è un fenomeno attualissimo rispetto al quale occorre un’azione continuativa e multidisciplinare.

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1 Capitolo I DIPENDENZA E TOSSICODIPENDENZA. 1.1. Il fenomeno droga. Cosa si cela dietro la ricerca di sostanze e comportamenti capaci di rendere più efficaci le nostre prestazioni fisiche e mentali? Sicuramente dietro questi comportamenti si nasconde il sogno dell’essere umano di poter superare i propri limiti e insieme l’inevitabile angoscia che accompagna questa tensione nel corso delle varie fasi evolutive dell’esistenza. Questo, però, è un fenomeno universale e perciò di per sé non può costituire una precondizione alle forme di dipendenza patologica. La discriminante è la modalità di questo esplorare che, da naturale lotta per l’esistenza inserita nel regolare percorso evolutivo, può invece manifestarsi come ricerca compulsiva che impedisce un’interazione dinamica con la realtà. Nel corso della Storia, ogni tentativo di raggiungere l’essenza della felicità, il sapere universale o l’eterna giovinezza si è dimostrato vano perché le sostanze di volta in volta utilizzate a tali scopi non hanno prodotto che sostituti illusori degli effetti ricercati, per di più molto spesso a caro prezzo.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Biribao Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

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