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Opportunità e limiti dell'introduzione del Piano Esecutivo di Gestione nei Comuni di minori dimensioni

Oggetto della presente tesi è la valutazione sull’opportunità d’introdurre il Piano Esecutivo di Gestione (P.E.G.) nei comuni di minori dimensioni (vale a dire quelli aventi meno di 15.000 abitanti, il 91% del totale dei comuni italiani), nei quali tale strumento è previsto come facoltativo dalla normativa vigente, a differenza invece dei comuni maggiori nei quali è obbligatorio.

Per poter sviluppare questa breve analisi è opportuno partire, nel capitolo 1, ripercorrendo il percorso di riforma delle autonomie locali (iniziato dalla Legge 142/1990 e giunta a compimento col D.Lgs. n. 267/2000) sia sotto il profilo finanziario – contabile che su quello attinente alla distinzione funzionale tra indirizzo – controllo e gestione.

Seguirà nel capitolo 2 un approfondimento generale sul P.E.G, che partirà dalla sua struttura per poter argomentare più nel dettaglio come tale strumento si lega alla programmazione di bilancio, alla responsabilità dirigenziale (tra l’altro recentemente profondamente novellata dal D. Lgs. n. 150/2009 c.d. "Brunetta") ed ai controlli di gestione e strategico.

Il terzo capitolo affronterà infine, in due paragrafi distinti, alcune opportunità e possibili limiti riscontrabili nell’introduzione del P.E.G. nei comuni di minori dimensioni, concludendo il lavoro con una riflessione finale.

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2 Premessa Oggetto della presente tesi è la valutazione sull’opportunità d’introdurre il Piano Esecutivo di Gestione (P.E.G.) nei comuni di minori dimensioni (vale a dire quelli aventi meno di 15.000 abitanti), nei quali tale strumento è previsto come facoltativo dalla normativa vigente, a differenza invece dei comuni maggiori nei quali è obbligatorio. Per poter sviluppare questa breve analisi è opportuno partire, nel capitolo 1, ripercorrendo il percorso di riforma delle autonomie locali (iniziato dalla Legge 142/1990 e giunta a compimento col D.Lgs. n. 267/2000) sia sotto il profilo finanziario – contabile che su quello attinente alla distinzione funzionale tra indirizzo – controllo e gestione. Seguirà nel capitolo 2 un approfondimento generale sul P.E.G, che partirà dalla sua struttura per poter argomentare piø nel dettaglio come tale strumento si lega alla programmazione di bilancio, alla responsabilità dirigenziale (tra l’altro recentemente profondamente novellata) ed ai controlli di gestione e strategico. Il terzo capitolo affronterà infine, in due paragrafi distinti, alcune opportunità e possibili limiti riscontrabili nell’introduzione del P.E.G. nei comuni di minori dimensioni, concludendo il lavoro con una riflessione finale.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Diego Baccilieri Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 884 click dal 01/03/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.