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Aspetti clinici e biomeccanici delle tecniche di derivazione urinaria continenti e della realizzazione di neovesciche ortotopiche

La tesi descrive la maggior parte delle tecniche di derivazione urinaria utilizzate in urologia in seguito all'asportazione della vescica. In particolare sono descritte le tecniche di derivazione urinaria incontinenti (es. Bricker Wallace), continenti (es. Ileal T Pouch) e la costruzione di neovesciche ortotopiche. Infine si descrivono brevemente le tecniche che evitano il reflusso dell'urina e le principali caratteristiche delle vesciche artificiali.

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7 Introduzione La cistectomia radicale è oggi la tecnica di intervento indicata per formazioni tumorali nella vescica che, secondo la classificazione TNM, hanno almeno un grado di profondità T2, grado nel quale le cellule tumorali invadono lo strato muscolare della parete dell’organo colpito, in questo caso la vescica. La formazione di masse anomale è dovuta a diversi fattori, primi fra tutti il fumo e l’alcol. L’asportazione della vescica comporta ovviamente notevoli cambiamenti da un punto di vista della funzionalità escretrice dell’apparato urinario, venendo a mancare il serbatoio continente di raccolta delle sostanze di scarto dell’organismo. Pertanto è necessaria la costruzione di un nuovo percorso, o di un nuovo serbatoio, che possa ovviare a tale problema. Le tecniche di diversione urinaria sono la soluzione oggi più usata in chirurgia urologica per provvedere a un ripristino delle funzioni urinarie contemporaneameo a una buona qualità della vita, in attesa della progettazione di dispositivi in grado di sostituire in modo efficace ed efficiente la funzione vescicale, progettazione già avviata ma che ha prodotto, finora, risultati poco soddisfacenti, causati, il più delle volte, dalla mancanza di materiali perfettamente biocompatibili. Nel corso della trattazione saranno prese in esame le tecniche di derivazione urinaria più utilizzate, partendo da importanti premesse relative all’anatomia e alla fisiologia dell’apparato urinario, e agli aspetti biomeccanici delle possibili soluzioni di intervento. Obiettivo principale di tali tecniche è la costruzione di un reservoir a bassa pressione dotato di buona compliance e alta capacità, che tenga conto, naturalmente, dei rischi conseguenti alla sostituzione vescicale con segmenti intestinali non creati con la funzione di serbatoi continenti, rischi che riguardano, in primo luogo, infezioni delle alte vie urinarie causate da reflusso. Si noti che la realizzazione di molte delle tecniche di seguito analizzate risale a diverse decine di anni fa. Con un’adeguata collaborazione tra ingegneria e chirurgia, tali tecniche potrebbero essere largamente sviluppate fino alla realizzazione di sistemi in grado di essere usati in tutte le casistiche di intervento.

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Danilo Donato Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.