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Tragico parto sovrumano. ''Mafarka il futurista'' di F. T. Marinetti

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Mercanti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Isabella Nardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

Il “romanzo africano” è molto legato alle antecedenti prove poetiche di Marinetti come La conquête des étoiles (1902) e Destruction (1904), ed è interessante analizzare in quale misura se ne distacchi prendendo lo “slancio” artistico profetizzato.
I suddetti poemi si rifanno al liberty delle esperienze contemporanee dei versoliberisti francesi e presentano uno stile molto ornato con riferimenti allegorici e simbolici. L‟universo di questi due componimenti è costruito su una natura viva e personificata nella quale ciò che avviene è strettamente collegato agli sconvolgimenti dell‟animo e del cuore del poeta.

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5 NAZIONALISMO E IMPRESE COLONIALI ITALIANE L‟inizio della letteratura coloniale, in Italia, può essere collocato verso la fine dell‟Ottocento, nel periodo dei pochi anni che trascorrono tra la sconfitta di Dogali, nel 1887, e il disastro di Adua, nel 1896. Non tanto perché l‟esperienza della disfatta, specie dopo Adua, era destinata a segnare in modo significativo la produzione letteraria d‟argomento coloniale e a pesare sulla coscienza degli autori per lungo tempo, addirittura fino all‟inizio della campagna di Libia, quanto perché le due battaglie, con i loro esiti mortificanti per l‟orgoglio della giovane nazione, intensificavano il dibattito sull‟opportunità di una politica culturale italiana, acuivano la consapevolezza del problema, scatenavano – specie nelle convulse giornate di sommosse e di protesta che seguivano la notizia del disastro militare del ‟96 – l‟opinione pubblica, e finivano insomma per coinvolgere in vario modo, nella costruzione dell‟immagine del mondo coloniale, gli “specialisti” della letteratura. 1 Giovanna Tomasello inizia così la sua antologia della letteratura coloniale italiana, permettendoci subito di contestualizzare i sentimenti diffusi non solo tra gli intellettuali, ma anche tra il popolo. Alla fine dell‟Ottocento, gli statisti italiani riconobbero che la giovane patria dovesse abbandonare la sua politica di disimpegno da ogni vincolo diplomatico, creando piuttosto alleanze che avrebbero tutelato gli interessi del paese. Si andava verso i patti della Triplice Alleanza che per l‟Italia vedevano più impegni che garanzie, ma che, con la rinegoziazione successiva del 1887, diedero maggiori sicurezze alla nazione. Nel 1882, infatti, lo Stato italiano acquistò la Baia di Assab in Eritrea ed assunse l‟amministrazione sul territorio circostante muovendo così i primi passi verso il colonialismo e diffondendo fiducia nelle politiche che si stavano seguendo. Inversamente arrivò un duro colpo per la nazione e per il governo De Pretis. Il 26 gennaio 1887 una colonna di 500 soldati italiani cade in un‟imboscata e viene annientata. È la “sconfitta di Dogali”, un eccidio dal quale la nazione riuscì a riprendersi grazie ad un clima di ottimismo che veniva dal trattato di Ucialli del 1889 e la successiva proclamazione della colonia d‟Eritrea, seppur l‟opinione pubblica subì un duro scossone. Proprio quell‟opinione pubblica che, come riporta un articolo del 1885 1 G. TOMASELLO, L’Africa tra mito e realtà. Storia della letteratura coloniale italiana, Palermo, Sellerio, 2004, p. 11.

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