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Saperi e competenze di una professionalità speciale. Un'indagine sugli insegnanti di sostegno delle scuole primarie della provincia di Massa Carrara

Informazioni tesi

  Autore: Claudia Davini Bertaccini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Dirigente e coordinatore di servizi socio-educativi e scolastici
  Relatore: Tamara Zappaterra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 329

L’argomento della tesi riguarda in particolare la figura dell’insegnante di sostegno per l’importanza che riveste, a mio avviso, nella scuola e nella società tale professionista della formazione. L’insegnante di sostegno, infatti, operando nella scuola, luogo d’elezione per lo sviluppo di apprendimenti, comportamenti e competenze, può contribuire concretamente, insieme ai colleghi curricolari, a far crescere e maturare una nuova cultura della disabilità in una società sempre più plurale e complessa. Infatti nella scuola possono essere intraprese tutte quelle azioni che favoriscono negli alunni, futuri cittadini, lo sviluppo di comportamenti prosociali e solidali, utili a sviluppare una cultura della disabilità in una più generale cultura della diversità o meglio della “normale diversità” (fisica, etnica, linguistica, religiosa, politica, di storie di vita, di DNA). “L’inclusione scolastica e sociale delle persone con disabilità ha costituito un punto di arrivo ineludibile di movimenti di opinione, di impegni sociali e umanitari conseguiti alla maturazione di una “cultura della disabilità” quale espressione delle forze congiunte del diritto, della scienza e della sensibilità umana. Negli ultimi decenni infatti il settore dell’handicap è approdato a svolte significative in ambito culturale, legislativo, formativo e sociale”. Il capitolo primo della tesi “Dall’handicap alla partecipazione sociale” affronta l’evoluzione della percezione e della visione dell’handicap avvenuta nel corso del tempo nella società, dedicando ampio spazio all’ultima Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute dell’OMS che sostituisce al termine handicap l’espressione “partecipazione sociale”. Il capitolo presenta, inoltre, l’importante sottoscrizione, anche da parte dell’Italia, della “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità” che afferma con forza la promozione e la tutela dei diritti delle persone con disabilità. Infine analizza la relazione che sussiste tra il modello della Convenzione ONU e il modello ICF.
Il capitolo secondo “L’integrazione e l’inclusione sociale e scolastica delle persone con disabilità in Italia e in Europa” affronta le radici e la storia dell’integrazione sociale e scolastica in Italia, aprendo una finestra sulla situazione dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità in Europa e sui bisogni educativi speciali a scuola. Il capitolo terzo “L’insegnante di sostegno in Italia e in Europa” tratta gli aspetti che maggiormente contraddistinguono il ruolo e la formazione dell’insegnante di sostegno, cercando di guardare sia entro i confini nazionali, sia volgendo lo sguardo ai percorsi di ricerca e alle pratiche professionali adottate nei vari paesi europei con l’ottica di puntualizzare e riqualificare una professionalità così delicata e nodale responsabile di tenere alto il livello della qualità dell’integrazione e formazione degli alunni con disabilità. “Un’indagine sugli insegnanti di sostegno delle scuole primarie della Provincia di Massa Carrara” è il titolo dell’ultimo capitolo della tesi. Questa ricerca svolta sul territorio provinciale è nata dall’interesse e dalla curiosità di conoscere i pensieri e le opinioni degli insegnanti di sostegno di scuola primaria della Provincia di Massa Carrara su aspetti relativi alla loro professione. Dare e soprattutto ascoltare, attraverso un questionario anonimo, la loro voce allo scopo di tracciarne un profilo-tipo. La ricerca, in particolare, ha tentato di mettere in luce le motivazioni, i percorsi formativi, i percorsi lavorativi, le competenze, le difficoltà, le soddisfazioni, le aspirazioni, le luci e le ombre di questa professionalità speciale.

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1 INTRODUZIONE Per millenni il modello di salute che ci è stato proposto è stato quello dell’uomo greco, il Kuros (figura 1), che nella sentenza kalòs kai agathòs, letteralmente bello e buono, sintetizzava il modello di uomo a cui rifarsi: bello e quindi sano e quindi ideale e appropriato; ciò che è bello doveva essere necessariamente buono e ciò che è brutto doveva essere cattivo. Un concetto antico, oggi ritenuto falso e discriminatorio. 1 Fig. 1 – Kuros. Da settembre 2005 ad ottobre 2007, su una delle colonne della piazza più importante di Londra, Trafalgar Square, è stata posta la statua di Marc Quinn raffigurante Alison Lapper, un’artista inglese disabile ritratta all’ottavo mese e mezzo di gravidanza. 2 1 GRIFFO G.E.A., La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e l’ICF, in BORGNOLO G., DE CAMILLIS R., FRANCESCUTTI C., FRATTURA L., TROIANO R., BASSI G., TUBARO E. (a cura di), ICF e Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Nuove prospettive per l’inclusione, Erickson, Trento 2009, p. 22. 2 Alison Lapper nasce a Burton upon Trent, in Inghilterra, il 7 aprile 1965 completamente priva delle braccia e con le gambe poco sviluppate a causa di una deformazione congenita, la focomelia. La

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