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La rivoluzione tecnologica nei paesi dell'Europa dell'est - Il caso di Rep. Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia e Slovenia

Il lavoro presenta un'analisi dei processi di convergenza che tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila hanno caratterizzato alcuni Paesi appartenenti all'area dell'ex-blocco sovietico.
In particolare, l'attenzione si sofferma sulle performance di cinque Paesi (Rep. Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia e Slovenia) in relazione al superamento del digital divide con l'Unione Europea a 15 membri, considerata quale benchmark per la valutazione del progresso tecnologico che ha coinvolto i Paesi oggetto di esame.

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SCENARIO ECONOMICO Nel periodo 1996-2007 i cinque paesi dell’ex-blocco sovietico oggetto di analisi, la Romania, l’Ungheria, la Repubblica Ceca, la Slovenia e la Slovacchia, hanno fatto registrare un trend nettamente positivo di crescita economica. In particolare si è avuta un’accelerazione del tasso di crescita del PIL a partire dai primi anni 2000. Ciò dimostra che l’attesa dell’ingresso nell’Unione Europea e l’ingresso stesso si sono rivelati fattori benefici per le loro economie. Essi si sono impegnati notevolmente nel processo di riforma delle istituzioni e dei mercati e hanno saputo liberare le energie e le potenzialità a loro disposizione a lungo rimaste inutilizzate. La spinta più significativa alla crescita dell’economia è arrivata dalla accettazione della domanda di ammissione alla partnership preadesione, preludio all’entrata nell’Unione Europea. Ciò dimostra ancora una volta l’efficacia della strategia seguita dalle istituzioni comunitarie nelle relazioni con i paesi che intendono diventare membri. L’entrata nella UE infatti è l’ultima fase di un lungo processo durante il quale al paese candidato sono richieste una serie di riforme, il raggiungimento di alcuni valori con riguardo a certe variabili macroeconomiche e un insieme di altri obblighi che, se, da un lato, impegnano fortemente il paese, dall’altro lato, sono capaci di suscitare le energie collettive migliori e di proiettare il paese in uno slancio verso il miglioramento delle proprie condizioni sociali ed economiche. Possiamo pensare, ad esempio, al clima che si respirava in Italia nel biennio 1996-1998, quando il nostro paese fu protagonista di una performance in molti campi della politica economica che destò il generale stupore degli analisti, riuscendo a guadagnarsi l’ingresso nel club dei paesi dell’euro in anticipo rispetto a tutte le previsioni effettuate. Tabella 1. PIL pro capite in dollari tra il 1996 e il 2007 Dati in migliaia di dollari. Fonte: ITU World Telecommunication/ICT Indicators 2008. Si può notare come questi cinque paesi nonostante siano piuttosto omogenei dal punto di vista dell’esperienza economico-politica degli ultimi sessant’anni, partano da posizioni estremamente differenziate. I dati sul PIL pro capite ci permettono di apprezzare meglio tali differenze: tutti e cinque i paesi considerati hanno fatto registrare nel decennio 1996-2007 un incremento del PIL pro capite, tuttavia tra la Slovenia e la Romania, i due paesi che fanno registrare rispettivamente i valori più elevati ed i valori più bassi, vi è un notevole divario. Tale divario emerge in modo chiaro dall’analisi dei dati relativi al PIL pro capite percentuale rispetto al PIL pro

Tesi di Master

Autore: Elia Ferrara Contatta »

Composta da 30 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1164 click dal 11/03/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.