Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il patteggiamento. L'evoluzione del rito e i più recenti orientamenti giurisprudenzali.

Il patteggiamento è una procedura di applicazione della pena direttamente fondata sulla volontà delle parti, le quali esonerano il giudice dall'accertamento della responsabilità penale. L'accertamento che viene svolto dal giudice è soltanto "negativo", volto a verificare l'assenza di cause di non punibilità o, più in generale, che l'ipotesi fattuale prospettata dalle parti non sia contraddetta dagli atti del procedimento.

Ci si è chiesti se il rito in questione non contraddica il principio del giusto processo e, sopratutto, il principio del contraddittorio nella formazione della prova, principi che trovano il loro fondamento nella Carta costituzionale (cfr. art. 111 Cost.). Il "giusto processo" si riferisce ad un concetto ideale di Giustizia, che preesiste rispetto alla legge e che è direttamente collegato a quei diritti inviolabili di tutte le persone coinvolte nel processo e che lo Stato, in base all'art. 2 della Costituzione, si impegna a riconoscere. Il principio del contraddittorio in senso "oggettivo", ossia nella formazione della prova, sta invece a significare che una prova attendibile non si ottiene in segreto, bensì in modo dialettico; il principio del contraddittorio soffre di alcune eccezioni costituzionalmente previste, poiché viene bilanciato con altre esigenze ritenute prevalenti in determinati casi.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 Introduzione Il libro VI del codice di procedura penale è dedicato ai procedimenti speciali. Fra di essi, troviamo, al titolo II, l’applicazione della pena su richiesta delle parti, il c.d. "patteggiamento". Esso fu inizialmente introdotto con la legge 689 del 1981, sebbene limitato ad un ambito molto ristretto, tanto che si parlava di “mini patteggiamento”, in virtù del quale il giudice, in presenza di reati puniti con pene detentive non superiori a tre mesi, disponeva una sanzione sostitutiva, senza dibattimento e con una sentenza anticipata di proscioglimento per estinzione del reato, a richiesta del solo imputato e con il consenso del p.m. Solo con il codice del 1988 si giunge ad una compiuta riforma del rito in questione; la stessa relazione al progetto preliminare del codice di procedura penale,m in riferimento ai riti speciali, affermava che le deviazioni che si riscontrano rispetto al modello ordinario “tendono tutte a semplificare i meccanismi processuali o ad abbreviare la durata del processo mediante forme di definizione anticipata rispetto alle forme del giudizio dibattimentale” 1. Lo scopo perseguito dal legislatore era dunque quello di accelerare i tempi del procedimento penale. Esigenze di economia processuale che possono trovare

Tesi di Master

Autore: Fabrizio Flaquinti Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5435 click dal 24/03/2011.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.