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La migrazione cinese nel comune di Verucchio

Informazioni tesi

  Autore: Luca Ma
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature orientali
  Relatore: Alessandra Brezzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

La presente tesi è dedicata all'immigrazione cinese e ai fenomeni ad essa connessi. Nella prima parte si ripercorrono le tappe storiche di questa migrazione nel mondo e se ne delineano le caratteristiche fondamentali; tali caratteristiche sono talmente ben definite da poter essere circoscritte e ricondotte ad aspetti comuni. Lo studio ha cercato innanzitutto di fornire una dettagliata panoramica su quella che è stata l'origine dell'immigrazione cinese in Italia, le modalità con cui queste persone si inseriscono nelle società ospite e nell'economia nazionale, le motivazioni che spingono i cinesi ad emigrare: l'ambizione personale più che da reali problemi legati al contesto di origine. Ci si sofferma poi sulla nascita delle comunità e sulle difficoltà che un gruppo ad elevata connotazione culturale, come quello cinese, ha nel vivere in un paese tanto diverso da quello natio. L'obbiettivo principale della tesi è stato però, verificare se questi aspetti dell'immigrazione cinese, basati sull'osservazione e sull'analisi di città nelle quali vi è una maggiore concentrazione cinese, come Milano, Prato, Bologna o Roma, potessero rimanere validi anche in quelle realtà che sono molto diverse dai grandi centri urbani. Inizia così il mio lavoro di ricerca su Verucchio, piccolo comune in provincia di Rimini nel quale abito e che ho giudicato interessante osservare. Ho cercato di comprendere se la popolazione cinese di questa piccola cittadina potesse avere avuto un'esperienza migratoria diversa o quantomeno possedere delle caratteristiche mai prima studiate. Verucchio, come molti altri piccoli paesi situati in provincia, ha dimensioni ridotte e non possiede aggregati di stranieri tali da poter essere definiti come comunità percepibili, una situazione, quindi, certamente diversa dalle città che ospitano un numero di cinesi maggiore. Accanto ad un'analisi strettamente statistica del comune, ho tentato di delineare il tipo di rapporto che intercorre tra le famiglie cinesi e la società di accoglienza attraverso le interviste con i diretti interessati e la distribuzione di un questionario. Il mio intento finale è stato comprendere come i residenti cinesi percepiscano e giudichino l'ambiente intorno a loro, e se il fatto di vivere in una zona dove non ci sono strette relazioni con una comunità e non si possa contare sull'aiuto di gruppi di connazionali già stabilmente insediati, possa aver influito sul loro stile di vita, magari rendendolo meno “cinese” e più “italiano”.

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Introduzione In Italia l'immigrazione nel corso degli anni è progressivamente aumentata, e il fenomeno ha portato con se trasformazioni che hanno coinvolto l'intero assetto sociale, culturale ed economico del paese. La convivenza con le popolazioni straniere ha iniziato ad essere quindi oggetto di studio, e i n un contesto sempre più globalizzato e multietnico la possibilità di interagire e cooperare con le comunità immigrate è divenuta una priorità necessaria. Queste sono le esigenze da parte italiana, ma come giudicano e percepiscono la loro presenza gli stranieri stessi? Il mio lavoro tenta da dare risposta al quesito analizzando una tra le maggiori comunità straniere presenti sul territorio, la comunità cinese. I cinesi oggi in Italia sono 188,352 e rappresentano il 5,1% sul totale della popolazione straniera. 1 La loro è una migrazione che ha origine nei primi del Novecento, ma solo negli Ottanta, a seguito dell'apertura della Cina al mondo esterno, si è manifestata in modo consistente. I cinesi sono migranti di tipo economico e percepiscono l'Europa come un luogo dove potersi spostarsi alla ricerca di condizione lavorative vantaggiose, concentrandosi sopratutto in quelle aree che reputano più adatte alle loro esigenze. Non fuggono dunque da situazioni di disagio, come presumibilmente si può supporre per tanti altri immigrati, lasciano la Cina non per necessita di ricominciare un'esistenza in un nuovo contesto, quanto per il preciso intento di accumulare ricchezze utili per sé e per i propri familiari. Facendo leva sul l'opportunità di avere contatti con cinesi già espatriati, organizzano una partenza e si inseriscono con relativa facilità in un mercato favorevole, come quello europeo, con lo scopo di innalzare il proprio status sociale. In Italia l'economia degli immigrati cinesi si è sviluppata in particolar modo attorno al settore della ristorazione, del tessile e nelle imprese conto terziste nelle aree di produzione locale. Nonostante la comunità cinese sia così organizzata e radicata sul suolo italico, sussistono ancora difficoltà non solo integrative ma di vera e propria comunicazione. I rapporti fra italiani e cinesi sono generalmente pochi, e si limitano perlopiù in ambito lavorativo. Negli ultimi anni sembra essersi poi diffuso un sentimento di insofferenza verso di loro, sempre più frequentemente si sente parlare di aziende italiane dislocate in Cina, di concorrenza sleale, di incremento delle importazioni di merce made in China, del successo degli imprenditori cinesi a discapito dei locali. Dall’altra parte però ai cinesi stessi sembra poco importare avere una 1 ISTAT : <http://www.istat.it/>, i dati si riferiscono all'anno 2009, l'ultimo bilancio demografico disponibile. 3

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