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Il cammino patologico e senile: effetti della promozione motoria. Studio sperimentale

Informazioni tesi

  Autore: Laura Marchetti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata
  Relatore: Ernesto Gastaldo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

I disordini del cammino sono frequenti nella popolazione anziana e la loro prevalenza aumenta con l’età, con diverse conseguenze: cadute, riduzione della mobilità e perdita di indipendenza, paura di cadere e riduzione della qualità della vita.
I disordini del cammino sono inoltre un segnale per lo sviluppo di disturbi cardiovascolari e demenza e possono riflettere un sottostante disturbo cerebrovascolare o neurodegenerativo. Sono infine associati ad una ridotta sopravvivenza, che può essere attribuita ad un insieme di cadute fatali, ridotto fitness cardiovascolare e morte per una patologia sottostante.
L’invecchiamento è tipicamente assimilato ad anomalie, e questa associazione vale certamente per la deambulazione. Molti anziani accettano la loro difficoltà nel cammino come normale per la loro età e i loro medici spesso li sostengono in questa prospettiva. Ma i disordini del cammino sono veramente una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento della popolazione? Tale questione è illustrata dall'evoluzione di concetti intorno al cosiddetto disordine senile del cammino: il cammino lento e cauto è una caratteristica comunemente osservata in età avanzata. Poiché l'esame clinico spesso non rivela cause apparenti, il normale invecchiamento è stata ritenuto per molto tempo responsabile per questo disturbo. Tuttavia, recenti risultati hanno contestato tale concetto. Fino al 20% degli anziani cammina normalmente, quindi i disturbi dell’andatura non sono certamente un’inevitabile caratteristica della vecchiaia.
Questa constatazione implica che coloro che hanno un problema nell’andatura in realtà soffrono di una malattia di base. Questa assunzione è appoggiata dal fatto che le persone con un disordine senile del cammino hanno un aumentato rischio di sviluppare demenza e una ridotta sopravvivenza rispetto ad individui di pari età che camminano normalmente.
Lo scopo di questo studio è valutare se un’attività motoria adattata, proposta secondo le indicazioni della promozione motoria in un gruppo disomogeneo di persone di età superiore ai 60 anni, possa avere effetti positivi sul cammino, l’equilibrio e la qualità di vita.

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1 1. INTRODUZIONE I disordini del cammino sono frequenti nella popolazione anziana e la loro prevalenza aumenta con l’età, con diverse conseguenze: − cadute (da lievi contusioni a fratture maggiori o traumi cranici); − riduzione della mobilità, che porta a perdita dell’indipendenza; − paura di cadere, che immobilizza i pazienti e incide notevolmente sulla qualità della vita (Jorstad, 2005). I disordini del cammino sono inoltre un segnale per lo sviluppo di disturbi cardiovascolari e demenza (Bloem, 2000; Verghese, 2002; Marquis, 2002) e, se non sono isolati, possono riflettere un sottostante disturbo cerebrovascolare o neurodegenerativo. Sono infine associati ad una ridotta sopravvivenza, che può essere attribuita ad un insieme di cadute fatali, ridotto fitness cardiovascolare e morte per una patologia sottostante (Wilson, 2002). L’invecchiamento è tipicamente assimilato ad anomalie, e questa associazione vale certamente per la deambulazione. Molti anziani accettano la loro difficoltà nel cammino come normale per la loro età e i loro medici spesso li sostengono in questa prospettiva. Ma i disordini del cammino sono veramente una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento della popolazione? Tale questione è illustrata dall'evoluzione di concetti intorno al cosiddetto disordine senile del cammino: il cammino lento e cauto è una caratteristica comunemente osservata in età avanzata. Poiché l'esame clinico spesso non rivela cause apparenti, il normale invecchiamento è stata ritenuto per molto tempo responsabile per questo disturbo. Tuttavia, recenti risultati hanno contestato tale concetto. Fino al 20% degli anziani cammina normalmente, quindi i disturbi dell’andatura non sono certamente un’inevitabile caratteristica della vecchiaia (Bloem, 1992). Questa constatazione implica che coloro che hanno un problema nell’andatura in

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Parole chiave

anziani
attività fisica
ballo
cammino
disordini del cammino
equilibrio
gioco
neurologico
patologico
promozione motoria
qualità della vita
senile

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