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Il ruolo delle agenzie di rating nella recente crisi finanziaria

Informazioni tesi

  Autore: Sheila Scaccia
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cassino
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Francesco Minnetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

Iniziata nel 2007 negli Stati Uniti ed esplosa nel 2008, la crisi finanziaria in breve tempo ha assunto dimensioni globali mettendo in ginocchio l’intera economia.
Trae origine dalla “bolla” immobiliare che nella prima decade di questo secolo ha avuto il suo epicentro negli Stati Uniti, estendendosi poi a macchia d’olio anche in altri paesi avanzati come Gran Bretagna, Irlanda e Spagna. Ad amplificare il disastro economico-finanziario è stato anche il forte proliferarsi nel mercato globale di nuovi strumenti finanziari, non regolamentati e poco trasparenti, i cosiddetti mutui subprime. Un fenomeno degenerato poi con la diffusione di un nuovo business model, l’originate-to-distribuite, presto adottato da numerose banche per erogare prestiti e trasferire il rischio di credito all’esterno della banca. La frammentazione e il trasferimento del rischio sono stati possibili attraverso il ricorso alla cartolarizzazione, tecnica che trasforma attività finanziarie non negoziabili in titoli negoziabili e liquidabili sui mercati finanziari. I mutui sono così stati ceduti dalle società di intermediazione che li avevano emessi a delle società veicolo, cosiddette Spv (special purpose vehicle), e tenute fuori dai propri bilanci e quindi anche fuori dalla regolamentazione e dai controlli delle autorità di vigilanza.
I veicoli, ha fronte dei mutui acquisiti, hanno emesso degli strumenti finanziari simili alle obbligazioni, gli asset backed securities e nel caso dei mutui, mortgage backed securities, che consentono all’emittente di disporre di liquidità immediata e agli investitori di cedole prefissate, “finanziate” in parte dagli interessi passivi pagati dai mutuatari. Si è venuto così a creare un sistema bancario sommerso che ha permesso lo svolgersi indisturbato delle speculazioni.
La perdita di sfiducia sul valore reale di questi titoli, l’eccessivo ricorso delle banche ai titoli subprime senza rispettare i vincoli delle loro riserve, la cattiva sorveglianza degli istituti di vigilanza e il beneplacito delle agenzie di rating che assegnavano un valore decisamente più elevato a questi titoli rispetto a quello effettivo, hanno provocato, in definitiva, la crisi del sistema creditizio.
Per descrivere tutti questi aspetti, l’esposizione del presente lavoro è così strutturato:

Nel primo capitolo viene prima analizzato il contesto generale in cui la crisi si è sviluppata, riprendendo l’analisi delle politiche monetarie adottate in Europa e in America nel periodo pre-crisi, nonché le problematiche connesse alla regolamentazione degli intermediari. La trattazione del capitolo segue con l’analisi dell’evoluzione della recente crisi finanziaria ripercorrendo le tappe principali ed analizzando le conseguenze prodotte sull’economia reale e monetaria.

Nel secondo capitolo, l’attenzione si sposta sulle caratteristiche dell’industria del rating e sul ruolo giocato nella recente crisi finanziaria. Le agenzie di rating fungono principalmente da intermediari di informazioni tra coloro che emettono titoli e gli investitori, permettendo quindi di ridurre i problemi legati all’asimmetria informativa dei mercati finanziari. La causa della crisi finanziaria 2007-2008 è stata ricondotta proprio al cattivo operato delle agenzie di rating che assegnando rating troppo alti rispetto a quello effettivo, hanno favorito il proliferarsi sui mercati finanziari di titoli tossici. Inoltre, le agenzie di rating ai primi sentori della crisi non hanno saputo modificare prontamente i giudizi di rating, modificandoli invece solo a crisi annunciata.

Nel terzo capitolo, infine, sia ha descrizione dettagliata di un processo di rating assegnato ad un’obbligazione adottato dall’agenzia più antica del mondo: la Moody’s. Viene messo in evidenza la storia, l’organizzazione interna e le politiche adottate.

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4 Introduzione Iniziata nel 2007 negli Stati Uniti ed esplosa nel 2008, la crisi finanziaria in breve tempo ha assunto dimensioni globali mettendo in ginocchio l’intera economia. Trae origine dalla “bolla” immobiliare che nella prima decade di questo secolo ha avuto il suo epicentro negli Stati Uniti, estendendosi poi a macchia d’olio anche in altri paesi avanzati come Gran Bretagna, Irlanda e Spagna. Ad amplificare il disastro economico- finanziario è stato anche il forte proliferarsi nel mercato globale di nuovi strumenti finanziari, non regolamentati e poco trasparenti, i cosiddetti mutui subprime. Un fenomeno degenerato poi con la diffusione di un nuovo business model, l’originate-to- distribuite, presto adottato da numerose banche per erogare prestiti e trasferire il rischio di credito all’esterno della banca. La frammentazione e il trasferimento del rischio sono stati possibili attraverso il ricorso alla cartolarizzazione, tecnica che trasforma attività finanziarie non negoziabili in titoli negoziabili e liquidabili sui mercati finanziari. I mutui sono così stati ceduti dalle società di intermediazione che li avevano emessi a delle società veicolo, cosiddette Spv (special purpose vehicle), e tenute fuori dai propri bilanci e quindi anche fuori dalla regolamentazione e dai controlli delle autorità di vigilanza. I veicoli, ha fronte dei mutui acquisiti, hanno emesso degli strumenti finanziari simili alle obbligazioni, gli asset backed securities e nel caso dei mutui, mortgage backed securities, che consentono all’emittente di disporre di liquidità immediata e agli investitori di cedole prefissate, “finanziate” in parte dagli interessi passivi pagati dai mutuatari. Si è venuto così a creare un sistema bancario sommerso che ha permesso lo svolgersi indisturbato delle speculazioni. La perdita di sfiducia sul valore reale di questi titoli, l’eccessivo ricorso delle banche ai titoli subprime senza rispettare i vincoli delle loro riserve, la cattiva sorveglianza degli istituti di vigilanza e il beneplacito delle agenzie di rating che assegnavano un valore decisamente più elevato a questi titoli rispetto a quello effettivo, hanno provocato, in definitiva, la crisi del sistema creditizio. Per descrivere tutti questi aspetti, l’esposizione del presente lavoro è così strutturato:

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