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Il debito estero dei Paesi in Via di Sviluppo. Il caso dell'Africa sub sahariana.

Informazioni tesi

  Autore: Enrica Ghitti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Commercio estero
  Relatore: Giovanna Vertova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

L’interesse verso l’indebitamento estero dei Paesi in Via di Sviluppo (PVS) è cresciuto nei primi anni Ottanta, come conseguenza dell’esplosione delle crisi debitoria internazionale e della necessità di evitare un collasso del sistema bancario ed economico internazionale. La questione del debito estero riveste tuttora un’importanza rilevante, anche a causa delle difficoltà circa la sua soluzione. In effetti, il cosiddetto “debito” se per alcuni paesi potrebbe essere considerato fisiologico ed utile alla crescita in altri casi si è, di fatto, trasformato in una vera e propria “zavorra”. Le economie, infatti, invece di decollare si trovano “schiacciate” dal peso del debito e del servizio del debito, non riuscendo nemmeno a soddisfare le esigenze primarie della popolazione. E’ questo, per esempio, il caso dei paesi dell’Africa sub sahariana (ASS). A difesa dei PVS sono scesi in campo associazioni, gruppi, Organizzazioni Non Governative (ONG) e singoli individui eterogenei dal punto di vista politico ma accomunati dall’idea che una possibile soluzione sia la cancellazione del debito stesso.
Gli obiettivi di questa tesi sono: l’analisi dell’evoluzione storica del debito dei PVS, la comprensione delle principali cause che determinarono l’esplosione della crisi debitoria internazionale degli anni Ottanta, l’individuazione degli interventi approntati dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalla Banca Mondiale (BM) dalla seconda metà degli anni Novanta nonché i relativi risultati, focalizzando l’analisi sul caso dell’ASS.
La tesi è articolata in quattro capitoli. A parte il primo capitolo introduttivo, il secondo rassegna la letteratura riguardante la relazione tra debito estero e crescita economica. Il terzo capitolo, invece, analizza il caso dell’ASS con riguardo alla situazione economica, sociale e debitoria (storica ed attuale). Un fattore che ostacolò la crescita dei PVS ed in particolare dell’ASS, fu il peso del debito estero, contratto tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Tra i fattori che determinarono l’esplosione della crisi debitoria degli anni Ottanta una causa fu, probabilmente, l’errata valutazione della natura della crisi ed i conseguenti interventi approntati da parte delle istituzioni finanziarie internazionali (aumento e ristrutturazione dei prestiti). Solamente a partire dalla seconda metà degli anni Novanta il focus della questione si spostò verso la riduzione dello stock di debito con l’adozione, inoltre, di politiche volte a promuovere la crescita economica. Grazie, quindi, alle iniziative di riduzione del debito approntate, i paesi dell’ASS, in particolare, assistettero alla diminuzione dello stock e del servizio del debito nonché al miglioramento dei principali indicatori economici e sociali. La riduzione dello stock di debito, tuttavia, sembrerebbe uno strumento non sufficiente a risolvere in maniera adeguata i problemi sociali ed economici dell’ASS. Il divario rispetto ad altri PVS e soprattutto ai paesi avanzati rimane, infatti, ampio.

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3 RIASSUNTO L’interesse verso l’indebitamento estero dei Paesi in Via di Sviluppo (PVS) è cresciuto nei primi anni Ottanta, come conseguenza dell’esplosione delle crisi debitoria internazionale e della necessità di evitare un collasso del sistema bancario ed economico internazionale. La questione del debito estero riveste tuttora un’importanza rilevante, anche a causa delle difficoltà circa la sua soluzione. In effetti, il cosiddetto “debito” se per alcuni paesi potrebbe essere considerato fisiologico ed utile alla crescita in altri casi si è, di fatto, trasformato in una vera e propria “zavorra”. Le economie, infatti, invece di decollare si trovano “schiacciate” dal peso del debito e del servizio del debito, non riuscendo nemmeno a soddisfare le esigenze primarie della popolazione. E’ questo, per esempio, il caso dei paesi dell’Africa sub sahariana (ASS). A difesa dei PVS sono scesi in campo associazioni, gruppi, Organizzazioni Non Governative (ONG) e singoli individui eterogenei dal punto di vista politico ma accomunati dall’idea che una possibile soluzione sia la cancellazione del debito stesso. Gli obiettivi di questa tesi sono: l’analisi dell’evoluzione storica del debito dei PVS, la comprensione delle principali cause che determinarono l’esplosione della crisi debitoria internazionale degli anni Ottanta, l’individuazione degli interventi approntati dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalla Banca Mondiale (BM) dalla seconda metà degli anni Novanta nonché i relativi risultati, focalizzando l’analisi sul caso dell’ASS. La tesi è articolata in quattro capitoli. A parte il primo capitolo introduttivo, il secondo rassegna la letteratura riguardante la relazione tra debito estero e crescita economica. Il terzo capitolo, invece, analizza il caso dell’ASS con riguardo alla situazione economica, sociale e debitoria (storica ed attuale). Un fattore che ostacolò la crescita dei PVS ed in particolare dell’ASS, fu il peso del debito estero, contratto tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Tra i fattori che determinarono l’esplosione della crisi debitoria degli anni Ottanta una causa fu, probabilmente, l’errata valutazione della natura della crisi ed i conseguenti interventi approntati da parte delle istituzioni finanziarie internazionali (aumento e ristrutturazione dei prestiti). Solamente a partire dalla seconda metà degli anni Novanta il focus della questione si spostò verso la riduzione dello stock di debito con l’adozione, inoltre, di politiche volte a promuovere la crescita economica. Grazie, quindi, alle iniziative di riduzione del debito approntate, i paesi dell’ASS, in particolare, assistettero alla diminuzione dello stock e del servizio del debito nonché al miglioramento dei principali indicatori economici e sociali. La riduzione dello stock di debito, tuttavia, sembrerebbe uno strumento non sufficiente a risolvere in maniera adeguata i problemi sociali ed economici dell’ASS. Il divario rispetto ad altri PVS e soprattutto ai paesi avanzati rimane, infatti, ampio.

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