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Rai e il format. Un'analisi economica e giuridica

Il format è un bene riconosciuto e tutelato nella prassi commerciale, oggetto di un volume di affari di livello internazionale sempre più elevato, ma che il legislatore e la giurisprudenza non hanno tuttora ritenuto esplicitamente meritevole di tutela.
La questione circa la tutelabilità del format ha scatenato un ampio dibattito a livello di associazioni di categoria, dottrina, e legislazione che hanno condotto all'accettazione della dichiarazione presso la sezione DOR (Drammatica, Operette e Rivista) della SIAE delle opere comunemente denominate Format (di cui la SIAE stessa ha fornito una precisa definizione), destinate alla utilizzazione sia radiotelevisiva (ai meri fini probatori) e al disegno di legge Carlucci-Giulietti che allo tuttavia non ha avuto sinora sviluppi concreti.
Proteggere il format non significa però proteggere l'idea, ma la “ricetta”, ovvero l'insieme degli elementi invariabili che costituiscono un prototipo di programma TV. Esso può essere riconosciuto ai fini della tutela giuridica laddove sia classificabile come “opera incompleta”, cioè come opera dell’ingegno costituita da alcune parti perfettamente compiute e da altre ancora non del tutto elaborate. È un'analisi che va fatta dunque caso per caso.
Il format è nato con la televisione e la Rai, ed importante dunque, prima di acquistare i diritti di sfruttamento di un determinato format da una società esterna, che si consultino gli archivi di Rai Teche per verificare se già sono stati realizzati programmi uguali o analoghi, così come è auspicabile una maggiore autonomia produttiva da parte dell'emittente televisiva in maniera tale da ridurre i costi totali di produzione in maniera tale di creare una library aziendale più ricca e poter utilizzare al meglio le proprie risorse umane in senso creativo.
La mia esperienza di stage si è svolta presso la Direzione Amministrativa/Ufficio Affari Fiscali della Rai Radiotelevisione Italiana. In questo ufficio ho potuto conoscere e affrontare le problematiche “burocratiche” relative in particolare alla comunicazione interna in un'azienda, approfondire gli aspetti giuridici e fiscali, le criticità di tipo contrattuale concernenti la produzione, la gestione del personale e le transazioni giudiziarie. Le competenze acquisite si legano soprattutto all'aggiornamento relativo alla normativa, alla giurisprudenza e alla prassi in materia fiscale, allo studio dei contratti con particolare riferimento al trasferimento ai diritti e alle prestazioni di servizi nel settore radiotelevisivo.
Ai fini della corretto inquadramento dell'oggetto del trasferimento, il format è stato analizzato in collaborazione con la Direzione Risorse Televisive. Infatti, in materia fiscale è fondamentale individuare l'oggetto del contratto, le caratteristiche tecniche e giuridiche, nonché la territorialità e la collocazione temporale della transazione, al fine di applicare il corretto trattamento fiscale.

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1. - Il rilievo economico e commerciale dello sfruttamento del format televisivo Il termine “format” in ambito televisivo 1 è stato inizialmente associato ai programmi seriali 2 ed può essere considerato come l'insieme degli elementi invariabili all'interno di ciascun episodio di questo tipo di programmi, a partire dal quale produrre elementi variabili 3 . In sostanza si tratta di un'idea da completare, che nei mercati televisivi si suole distinguere in due diverse categorie di format: – il “paper format”: uno schema di programma mai realizzato, neanche in un numero zero o in un programma; – e il “format”: uno schema di un programma che ha avuto almeno una rappresentazione in una forma esterna riconoscibile. Il format può essere oggetto di tutela giuridica e, di conseguenza, di sfruttamento commerciale da parte dei titolari dei diritti. Più esso viene rappresentato in una forma esterna riconoscibile, nel qual caso maggiori sono le possibilità di identificarlo e tutelarlo. È possibile dunque identificare negli archivi televisivi uno strumento utile per contestare un format simile a programmi già trasmessi presenti in archivio. La dottrina giuridica prevalente definisce il format come lo schema di base di un programma, o di una serie di trasmissioni facenti parte di un ciclo coordinato che individua compiutamente i caratteri identificativi del programma e della serie 4 . Il concetto di «format» è riferibile a prodotti che appartengono al mondo delle opere televisive, ma anche a quello dei programmi radiofonici e degli spettacoli di diversa natura la cui realizzazione sia stata effettuata utilizzando uno schema di base altrui 5 . Il format può essere considerato sia un bene che un servizio. Si parla di format-bene quando il titolare non agisce in forma organizzata e con i canoni dell'impresa 6 , e di format-servizio quando è concesso in licenza nell'ambito (e quale prodotto) di un'attività d'impresa. L'outsourcing è divenuta la pratica più utilizzata oggi sia in Italia che all'estero tramite l'appalto. Ciò è conseguenza della forte crescita dell'offerta televisiva che ha dato luogo a un incremento della domanda di programmi pensati per catturare gli ascolti 7 . La prima e fondamentale ragione dell'acquisto di format da parte di 1 Il neologismo «format» non può essere disgiunto dall'aggettivo «televisivo», in quanto l'uso del termine «format» è in funzione delle attività di realizzazione di programmi destinati al mercato televisivo. V. FABIANI, M., Per una tutela del format televisivo, in Bollettino SIAE, Roma, 2002, n. 3, pp. 69-70. 2 Così PERRETTI, F.-NEGRO, G., Il caso Grande Fratello, Milano, 2001. 3 DEMATTÈ, C.-PERRETTI, F., L'impresa televisiva. Principi economici e variabili strategiche, Parma, 2002, p. 93. 4 MARI, G., La protezione del «format» nel sistema della legge sul diritto d'autore. Una riunione del gruppo italiano dell'ALAI, in Il diritto di autore, 2007, p. 89. 5 MARI, G., La protezione …., cit, p. 90. 6 OPPO, G., Principi, in Trattato di diritto commerciale, diretto da V. BUONOCORE, sez. I, t. I, Torino, 2001, pp. 48-51. 7 PROSPERETTI, E.-TOZZI, F.-VISCO COMANDINI, V., I format televisivi tra acquisto di know how e tutela della proprietà intellettuale, in Il diritto dell'informazione e dell'informatica, 2007, pp. 1-36. 3

Tesi di Master

Autore: Giuseppe Piccoli Contatta »

Composta da 24 pagine.

 

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