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Il ruolo delle cooperative nell'economia e il problema dell'accesso al credito

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Reolon
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Francesco Zen
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

La nascita della cooperazione coincide con l’avvento della rivoluzione industriale, ma il solidarismo nasce in realtà già molto prima: da quando nel Medioevo le città svilupparono una struttura istituzionale inclusiva, in cui i rappresentanti dei ceti produttivi crearono organizzazioni che amministravano in modo collaborativo i loro interessi e, allo stesso tempo, organizzazioni che si prendevano cura di coloro che non potevano far parte dei ceti produttivi.
Ho scelto di trattare questo tema perché lavorando in una cooperativa- più precisamente in una cooperativa di garanzia delle Provincia di Belluno- FINIMPRESA SOC. COOPERATIVA- ho avuto modo di interessarmi molto al mondo della cooperazione e allo stesso tempo al mondo del credito bancario: grazie a questa tesi ho trovato il modo di coniugare entrambi gli interessi.

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3 INTRODUZIONE La nascita della cooperazione coincide con l’avvento della rivoluzione industriale, ma il solidarismo nasce in realtà già molto prima: da quando nel Medioevo le città svilupparono una struttura istituzionale inclusiva, in cui i rappresentanti dei ceti produttivi crearono organizzazioni che amministravano in modo collaborativo i loro interessi e, allo stesso tempo, organizzazioni che si prendevano cura di coloro che non potevano far parte dei ceti produttivi. La storia delle cooperative inizia ufficialmente in Inghilterra sotto la spinta delle tensioni innescate dalla Rivoluzione industriale. In questo scenario un gruppo di tessitori, con l’obiettivo di dare una risposta alle loro difficoltà economiche, diede vita alla “Società dei Probi Pionieri”, poi riconosciuta come la prima cooperativa di consumo. Era il 1844 e da allora cooperazione si è diffusa in tutto il mondo. L’attività cooperativa ebbe inizio nello scenario economico italiano fin dalla seconda metà del XIX secolo con il “Magazzino di previdenza” dell’ Associazione generale degli operai e, in seguito, con l’”Alleanza cooperativa Torinese”. Le legislazioni nazionali accompagnarono l’affermarsi del movimento cooperativo: in alcuni casi riconoscendone la diversità, in altri garantendo sgravi fiscali a fronte del ruolo sociale rivestito. La libertà di associazione fu sancita, in Italia, già dallo Statuto Albertino: fu cosi che le prime associazioni di Mutuo Soccorso poterono liberamente costituirsi, e su queste fondamenta sorsero poi le Società cooperative. Secondo quanto disposto dall’art. 45 della Costituzione italiana “ La repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità […]”. Il primo riconoscimento delle Società cooperative è quindi a livello costituzionale. Come si può ben comprendere dalla lettura dell’art. 45 Cost. la Carta Costituzionale si limita solamente a riconoscere la funzione sociale della cooperazione, lasciando poi ad altre fonti, prima tra tutte il Codice Civile, la specificazione e la disciplina delle Società cooperative. Il Codice Civile dedica il Titolo VI del Libro V (Libro dedicato al lavoro) alla disciplina “delle Società cooperative e delle Mutue assicuratrici”. Già nel testo previgente alla riforma del

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