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''Stalking''. Il nuovo delitto di Atti persecutori

La tesi sul nuovo delitto di atti persecutori, volgarmente chiamato Stalking, è integrata da una ricerca extracurriculare condotta tra gli operatori del settore (carabinieri e polizia) discussa già in sede di esame di laurea e in qualità di relatore, presso l'aula consiliare del Comune di Palermo in occasione dell seminario "Atti Persecutori: tra fenomeno sociale e ipotesi di reato" organizzato dall'associazione World Wide Crime nel gennaio 2011

La sua recente emanazione spiega il perdurare di dubbi e incertezze riguardanti la fattispecie, dovuti anche alla ancora scarsa giurisprudenza.

La tesi è così strutturata
Capitolo I: In questo primo capitolo si è voluto spaziare un pò nei concetti generali con particolare attenzione all'aspetto definitorio non semplice. Un pò di spazio è stato dedicato alla figure dello stalker e della vittima per cercare di capire verso chi si rivolge questa nuova figura delittuosa inquadrando i soggetti dal punto di vista psicologico, psichiatrico e sociale avvalendosi di numerosi studi, spesso in lingua inglese.

Capitolo II: Approfondito sguardo alla normativa preesistente ( art. 660, 610, 612 c.p. in particolare) e valutazione di questa per capire le ragioni e modalità della riforma. Sguardo anche alle legislazioni straniere, in particolare quella americana e inglese, e ai programmi di formazione degli operatori del settore

Capitolo III: Lavoro minuzioso sui lavori preparatori alle camere del nuovo disegno di legge (anche di precedenti legislature). Analizzate le proposte più significative e le principali differenze col testo definitivo.

Capitolo IV: Qui viene analizzata approfonditamente la struttura del reato. Elementi soggettivi, elementi oggettivi e tutte le problematiche interpretative che il nuovo delitto porta con se e che si manifestano nella pratica degli uffici giudiziari.
Dopo le conclusioni è stata aggiunta la relazione di cui sopra

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CAPITOLO I CONCETTI GENERALI SUL REATO DI STALKING 1. Stalking: problemi definitori “Any person who willfully, maliciously, and repeatedly follows or willfully and maliciously harasses another person and who makes a credible threat with the intent to place that person in reasonable fear for his or her safety, or the safety of his or her immediate family is guilty of the crime of stalking,….” 1 Così per la prima volta nel 1992 (nello stato della California), venne definito legislativamente lo stalking. Un punto di partenza importante, al quale è stato dato seguito via via, in numerosi altri paesi. Sono seguite anche numerose definizioni in vari ambiti. Il fenomeno interessa infatti trasversalmente più discipline, dalla giurisprudenza, alla letteratura, passando dai vari ambiti scientifici della psicologia, sociologia, psichiatria e criminologia. In Italia il termine “stalking” ha cominciato a circolare soltanto negli ultimi anni, dapprima in abito psicologico e criminologico per 1 California Penal Code 646.9, disponibile all’indirizzo www.leginfo.ca.gov Trad.: Qualsiasi persona che volontariamente, maliziosamente e ripetutamente molesta o segue un'altra persona e rende la minaccia credibile, con l'intento di mettere la persona in un ragionevole stato di timore per la propria sicurezza, o per la sicurezza del suo nucleo familiare è colpevole del reato di stalking.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Dario Sconduto Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8877 click dal 31/03/2011.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.