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Non è un film per bambini. Walt Disney nell'era dei new media

Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio Rigante
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Informazione e Sistemi Editoriali
  Relatore: Claudia Attimonelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

Walt Disney, i suoi lati oscuri e come i new media ce l'hanno restituito.
Nell’era dei new media, Walt Disney continua a vivere, immortale come i suoi personaggi, come Topolino, come Paperino, come Pippo, come Biancaneve.
I suoi parchi a tema ospitano ogni anno milioni di visitatori e i suoi film raggiungono i record al botteghino. I film e i fumetti di Walt Disney nono sono per bambini ma per chi vuole tornare a essere bambino, per chi sa sognare come solo i bambini sanno fare. Walt Disney disse: “Si può sognare, creare, progettare e costruire il posto più meraviglioso del mondo ma c’è bisogno di persone che rendano il sogno realtà.” Il sogno è diventato realtà proprio grazie a Walter Elias Disney.

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5 Capitolo 1 Se puoi sognarlo puoi farlo: Walt Disney, l’uomo dei sogni 1.1 Introduzione L’animazione nasce con Walt Disney così come la letteratura nasce con Omero. Con Walt Disney il cinema d’animazione ha smesso di essere la spalla dei film dal vero. È negli anni Trenta che si fa coincidere il periodo aureo della produzione disneyana, sebbene Walt Disney avesse iniziato a occuparsi di animazione già a partire dagli anni Venti con la Laugh-O-Gram e con le Alice Comedies; del 1928 è Steamboat Willie, il primo cortometraggio della serie Mickey Mouse (conosciuto in Italia come Topolino); The Skeleton Dance (1929) è il primo corto della serie Silly Symphonies, produzione parallela a quella di Mickey Mouse, ma è negli anni Trenta che Roosvelt sceglierà Three Little Pigs (1933) come metafora del New Deal (con il lupo che, secondo Ejzenštein, rappresenta la disoccupazione) 1 ; è negli anni Trenta che The Old Mill (1937) segnerà l’introduzione della multiplane camera, che consente di dare profondità all’immagine; Flowers and Threes (1932) sarà il primo cartone animato a colori – e tutto questo senza dimenticare Snow White and the Seven Dwarfs (1937, in Italia Biancaneve e i sette nani), primo lungometraggio animato della storia 2 . 1 È diventata celebre la frase di Roosvelt, pronunciata nel 1932 appena dopo l’elezione a presidente: “L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura”. Nel 1933 due dei tre porcellini cantavano: “Who’s afraid to the Big Bad Wolf?”. Il testo del motivetto fu scritto da Frank Churchill e divenne l’inno del New Deal durante la Grande Depressione. Frank Capra, in Accadde una notte (1934), lo omaggia facendolo canticchiare da Clarke Gable: “C’era una volta un lupo mannaro che mangiò una pecorella.” Capra era amico di Walt Disney. 2 Il primo lungometraggio animato, in realtà, è El Apóstol (1917) di Quirino Cristiani, cineasta argentino di origine italiana. Ma questo film, così come tutti gli altri di Cristiani, a eccezione di El Mono relojero (1938), è andato perduto in due incendi (1957 e 1961). The Adventures of Prince Achmed (1926) di Lotte Reiniger è il secondo lungometraggio animato, realizzato con le silhouettes. Sebbene avesse avuto successo di pubblico e di critica, la fama di questo film non è paragonabile a quella di Biancaneve e i sette nani, che è stato tramandato da intere generazioni per il suo stampo più hollywoodiano e per la maggiore semplicità di fruizione.

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