Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Conflitti interreligiosi e strategie del terrore

Il presente lavoro ha perseguito l’intento di delineare quali potessero essere i motivi di tensione e gli elementi disfunzionali che inducono la religione ad essere una fonte di divisione, di contrasto, di violenza indiscriminata, nei casi più estremi.
Per poter comprendere l’importanza del fenomeno religioso all’interno dei rapporti interpersonali e dei contesti sociali, era necessario stabilire le sue funzioni, le sue peculiari caratteristiche, il suo percorso di nascita, sviluppo, affermazione nel mondo.
Da ciò è emerso un rapporto di stretta interdipendenza tra la religione e la società. La religione è infatti l’elemento in grado di garantire ad essa una stabilità nel tempo, poiché implica fortemente il concetto di comunità e di condivisione. La nascita della religione ci mostra come essa sia una esigenza dello spirito, una condizione irrinunciabile dell’uomo che, oltre ad essere vissuta singolarmente, deve poter essere condivisa per rafforzarne l’essenza. La religione ha la capacità di mitigare le frustrazioni umane, di offrire una risposta agli interrogativi inquietanti dell’esistenza, di risollevare gli animi garantendo una speranza ultraterrena.
La religione, inoltre ha la forza di consolidare il gruppo, di fornire agli individui un’identità che dia loro la possibilità di autodefinirsi e percepirsi.
Poiché la necessità del sacro e del trascendente investe tutta l’umanità, è inevitabile che i vari popoli della terra, abbiano ricercato le risposte agli interrogativi dell’esistenza in modo diversificato in base alle esigenze. Il filtro etnico e culturale, la collocazione geografica delle popolazioni, hanno contribuito a dar vita ad un gran numero di proliferazioni di fede.

Mostra/Nascondi contenuto.
Conflitti interreligiosi e strategie del terrore Introduzione - 4 - Introduzione Parlare di religione, o meglio, di religioni, è di sicuro un arduo compito: la complessità del fenomeno e la molteplicità delle forme e delle espressioni a cui esso fa riferimento, comportano inevitabilmente un numero illimitato di considerazioni e approcci; questi permettono di cogliere il senso ma, soprattutto il ruolo, che la religione svolge all’interno dei contesti sociali. Attualizzando il concetto possiamo riflettere su una dimensione religiosa destinata a modificarsi poiché in stretta relazione con una società in trasformazione. Nonostante siano caratterizzate da processi di laicizzazione, le società, infatti, sembrano costituirsi sul concetto di religione e sulla volontà di affermare la dipendenza dell’uomo dalla divinità. L’importanza del fenomeno religioso riguarda anche il posto di rilievo che esso occupa nelle dinamiche conflittuali moderne, oggetto privilegiato di questa trattazione. Prendendo in considerazione alcune teorie classiche appartenenti alla sociologia delle religioni, come, ad esempio, quella funzionalista 1 di Durkheim, possiamo considerare il fenomeno religioso come interdipendente dalla società nella quale ha la possibilità di affermarsi e diversificarsi. Per Durkheim, infatti, la religione è l’elemento in grado di creare integrazione e coesione sociale, funzionale alla sopravvivenza della società stessa; essa è il frutto della coscienza collettiva, intesa come «l’insieme delle credenze e dei sentimenti comuni alla media dei membri di una stessa 1 La concezione funzionalista risolve la religione e la sua essenza richiamando, esplorando e interpretando la funzione che essa assolve con riguardo alla società nel suo complesso, in termini di stabilità e di autocoscienza, ai gruppi sociali, specialmente primari come la famiglia, e agli individui stessi. Cfr. FRANCO FERRAROTTI, “ Il contributo dei classici”, in AA.VV. Sociologia della religione, a cura di Domenico Pizzuti, Borla s.r.l., Roma 1985, cit, p. 33.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Valentina Oliva Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 701 click dal 07/04/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.