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Analisi di alcuni aspetti della comunicazione Apple Inc. dal punto di vista semiotico

Da cosa deriva il carismatico alone che circonda Apple Inc. e i suoi prodotti? Quali sono i meccanismi che influenzano le scelte stilistiche dei logo e più in generale la comunicazione esterna di una multinazionale dell'informatica? A continuazione della analisi iniziata da Jean Marie Floch si ripercorrono i contributi successivi cercando di completare tale ricerca al fine di aggiornarla. Il punto di vista semiotico con il quale è condotta tale indagine ripercorre il binario scelto dal semiologo francese. Due, infatti, saranno gli aspetti comunicativi presi in esame: il logo ed i suoi cambiamenti; ed alcune delle campagne pubblicitarie del gruppo Apple.
I risultati ottenuti, oltre ad essere specifici per il caso e per il contesto produttivo dell'informatica, non individuano una regola con la quale cercare di riprodurre in altri ambiti tale successo comunicativo, ne prevederne l'andamento futuro. Emerge, invece, come anche per caso si possano generare degli effetti di senso capaci di coinvolgere le coscienze altrui con risvolti imprevisti. Effetti di tale intensità che se non governati possono sfuggire al controllo di chi ha contribuito a generarli e modificare la percezione del contesto nel quale sono stati prodotti.
In conclusione questa tesi evidenzia, sfruttando la risonanza di un caso principe, come un'azienda non possa, al giorno d'oggi, trascurare la dimensione narrativa di uno qualsiasi dei suoi testi visivi. La produzione, la gestione e l'attenzione verso un discorso di marca valido e coerente è imprescindibile per ogni impresa moderna. Un discorso che non deve staticamente fotografare la realtà imprenditoriale, ma che può proporre, rispettando i valori arrogatisi, come sarà tale realtà.

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Capitolo secondo Il Logo: dall'analisi di Jean Marie Floch ad oggi. Cenni sull'approccio semiotico alla marca ed il logo Tutti sanno cosa è una marca, poiché rientra nell'esperienza di ogni giorno averne a che fare. Merci, servizi e non solo: ormai perfino i partiti politici curano il loro nome ed i loro simboli come vere e proprie marche 2 . Quello che interessa evidenziare in questi cenni è l'esistenza di un punto di vista semiotico della marca. «Uno dei tratti specifici della marca è la sua capacità di produrre dei discorsi, dotarli di senso e comunicarli ai destinatari. In una parola, la marca può essere definita come vettore di senso» 3 Prima di essere comunicato il senso deve essere costruito. La concezione semiotica, come abbiamo visto, spinge l'analisi di costruzione del significato fino ad elaborare un sistema semantico organizzato per livelli di profondità, tra i quali opera un meccanismo di generatività. I livelli, in cui si articola il modello generativo di A.J. Greimas, sono stadi attraverso i quali, per arricchimento ed organizzazione progressivi, si manifesta il senso. “Dietro” alla marca, quindi, questi stadi lavorano per produrre il discorso di marca, e lo stesso vale per il logo. Il logo è l'emblema dell'identità visiva della marca e ne concentra la significazione. «Un logo è un condensato di senso... In pochi tratti riassume la filosofia della marca... Esso funziona secondo il principio retorico della metonimia. Come la voce di una persona conosciuta è talvolta sufficiente a restituircela nella sua totalità.» 4 Favorendo un rapido accesso al senso il logo rappresenta una specie di scorciatoia all'identità della marca. Riconoscendolo attiviamo istantaneamente tutto l'immaginario e i valori ai quali rimanda. 2Cfr. A. Semprini, La Marca, Lupetti, Milano, 2003, pp. 130–132. 3 Ivi , p. 45. 4 Ivi , p. 85. 14

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Riccardo Raffaelli Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3501 click dal 24/03/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.