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Traduzione e sottotitolazione di un episodio della serie televisiva "Aquì no hay quien viva: Erase una de miedo''

Aquì no hay quien viva è una serie televisiva spagnola prodotta da Josè Luis Moreno ed ideata dai suoi nipoti Alberto e Luisa Caballero. E’stata trasmessa in Spagna per tre anni su Antena3, dopodichè nel luglio 2006 è stata definitivamente sospesa, dopo ben 5 stagioni per un totale di 90 episodi. Il successo riscosso dalla serie non è indifferente, a tal punto da aver ricevuto un gran numero di premi e registrato share molto alti rispetto anche ad un’altra importante serie televisiva spagnola quale El medico de familia.
Per capire al meglio l’essenza di questa serie si può fare riferimento a una frase che Juan Cuesta (Josè Luis Gil), presidente del condominio in cui è ambientata la serie, pronuncia in una puntata speciale. Definisce la serie “…una tragicomedia urbano-costumbrista” [Una tragicommedia basata su i costumi e gli usi della città].
Aquì no hay quien viva, in italiano Qui non si può vivere, nasce infatti dall’intreccio di storie, situazioni quotidiane con le quali giovani e anziani, genitori e figli, eterosessuali e omosessuali entrano in contatto. La varietà di personaggi fa sì che la serie sia arricchita da espressioni tipiche, frasi idiomatiche ed intercalari della lingua spagnola a seconda della provenienza, dell’età e del bagaglio culturale del personaggio. Proprio per questa ragione ho scelto di indirizzare la mia tesi di laurea verso questa serie televisiva. La prima volta che vidi un episodio pensai che sarebbe stato interessante tradurre in italiano una serie di questo genere, ma allo stesso tempo capii che, se fosse accaduto, sarebbe stata esercitata un’intensa attività di censura poiché nel nostro paese determinate espressioni vengono considerate politicamente non accettabili. Desideravo che l’ilarità e l’ironia dettate dalle battute in spagnolo, potessero essere trasmesse anche ad un pubblico non ispanofono.
Capita spesso che, chi disconosce cosa comporti un processo di traduzione, si affida a traduttori automatici che parola per parola trovano l’equivalente della lingua di partenza nella lingua d’arrivo, ignari che per tradurre bisogna prima analizzare attentamente dal punto di vista linguistico ed extralinguistico il testo di partenza per poi trovare un corrispettivo nella lingua di arrivo.
Dopo aver visionato gli episodi di Aquì no hay quien viva ho scelto di soffermarmi sull’episodio “Erase una de miedo” [C’era una volta un film horror].
1. CENNI SULLA TRADUZIONE AUDIOVISIVA.
Prima di parlare della sottotitolazione, dobbiamo chiarire il concetto di traduzione audiovisiva fornendo una definizione a riguardo.
La Traduzione Audiovisiva, lo dice già la parola stessa, riguarda quei prodotti che vengono definiti audiovisivi e che quindi trasmettono informazioni tramite un canale audio ed uno visivo, come per esempio un film, un documentario.
Oggigiorno la quantità di prodotti audiovisivi che necessitano una traduzione si è moltiplicata e c’è sempre più bisogno di professionisti che possano tradurre prodotti audiovisivi stranieri.
Un tempo la figura del traduttore audiovisivo non era rappresentata da professionisti ma da personale inesperto, costituito per la maggior parte dei casi da traduttori indipendenti e senza adeguate competenze linguistiche che davano alla luce delle traduzioni poco credibili e qualitativamente basse.

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4 1. CENNI SULLA TRADUZIONE AUDIOVISIVA. Prima di parlare della sottotitolazione, dobbiamo chiarire il concetto di traduzione audiovisiva fornendo una definizione a riguardo. La Traduzione Audiovisiva, lo dice già la parola stessa, riguarda quei prodotti che vengono definiti audiovisivi e che quindi trasmettono informazioni tramite un canale audio ed uno visivo,come per esempio un film, un documentario. Oggigiorno la quantità di prodotti audiovisivi che necessitano una traduzione si è moltiplicata e c‟è sempre più bisogno di professionisti che possano tradurre prodotti audiovisivi stranieri. Un tempo la figura del traduttore audiovisivo non era rappresentata da professionisti ma da personale inesperto, costituito per la maggior parte dei casi da traduttori indipendenti e senza adeguate competenze linguistiche che davano alla luce delle traduzioni poco credibili e qualitativamente basse. Oggi queste situazioni sono sempre meno diffuse ed il traduttore audiovisivo va sempre associato alla figura di un professionista con un conseguente miglioramento nella qualità del prodotto. In tal senso, Paola Perego afferma: “Il traduttore audiovisivo rappresenta una figura professionale determinante che necessita di un‟adeguata preparazione per soddisfare le esigenze qualitative richieste.” 1 1 P. PEREGO, “La traduzione Audiovisiva, 2005, Carrocci Editore, Roma, p 13

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabiana Alecci Contatta »

Composta da 135 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.