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Immigrazione e lavoro autonomo. Aspetti e percorsi della nuova imprenditorialità. Il caso della ristorazione

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Rota
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: Luciano Pilotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

Il mercato occupazionale italiano ogni anno manifesta un crescente bisogno di lavoratori immigrati, che, però, vengono spesso inseriti nei settori più marginali, dove subiscono, non di rado, discriminazioni di vario tipo. All’interno del lavoro dipendente le possibilità di fare carriera, di crescita professionale e di mobilità economica rappresentano, per gli immigrati, degli obiettivi difficilmente realizzabili.
Queste sono alcune delle ragioni che spiegano il passaggio, sempre più frequente, dei lavoratori immigrati all’attività autonoma.
Il fenomeno dell’imprenditorialità immigrata è nato negli Stati Uniti agli inizi degli anni Settanta e, successivamente, si è diffuso in tutte le economie più avanzate del mondo . In Europa i principali paesi, in cui le attività autonome promosse da immigrati hanno trovato maggior successo sono il Regno Unito, l’Olanda, la Francia e la Germania. Anche in Italia, paese di nuova immigrazione, soprattutto negli ultimi anni, tale fenomeno si è sviluppato in maniera rilevante. Infatti, nel 2010 sono stati contati quasi 400 mila imprenditori immigrati: un dato significativo se si pensa nel 1999 gli immigrati in Italia (non solo gli imprenditori) erano poco più di un milione.

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1 Introduzione Ho voluto riportare il passo dell‟articolo di Ciavoni (Idem) perché illustra un fenomeno che, negli ultimi anni, sta aumentando in maniera considerevole in Italia: l‟imprenditorialità immigrata. Il mercato occupazionale italiano ogni anno manifesta un crescente bisogno di lavoratori immigrati, che, però, vengono spesso inseriti nei settori più marginali, dove subiscono, non di rado, discriminazioni di vario tipo. All‟interno del lavoro dipendente le possibilità di fare carriera, di crescita professionale e di mobilità economica rappresentano, per gli immigrati, degli obiettivi difficilmente realizzabili. Queste sono alcune delle ragioni che spiegano il passaggio, sempre più frequente, dei lavoratori immigrati all‟attività autonoma. Il fenomeno dell‟imprenditorialità immigrata è nato negli Stati Uniti agli inizi degli anni Settanta e, successivamente, si è diffuso in tutte le economie più avanzate del mondo 1 . In Europa i principali paesi, in cui le attività autonome promosse da immigrati hanno trovato maggior successo sono il Regno Unito, l‟Olanda, la Francia e la Germania. Anche in Italia, paese di nuova immigrazione, soprattutto negli ultimi anni, tale fenomeno si è sviluppato in maniera rilevante. Infatti, nel 2010 sono stati contati 1 Le comunità immigrate nel contesto statunitense hanno creato delle vere e proprie “economie etniche”, che vantano un‟anzianità migratoria trentennale. Basti pensare ai cinesi a New York, ai cubani a Miami e ai coreani nel sud della California. In Europa le comunità più presenti sono i cinesi, i pakistani, i maghrebini e i turchi. Negli ultimi anni le popolazioni dell‟est europeo, soprattutto romeni e ucraini, sono sempre più presenti nei paesi occidentali, dove hanno sviluppato numerose attività imprenditoriali in determinati settori dell‟economia (edilizia e servizi alla persona).

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Parole chiave

immigrati imprenditori
imprenditoria
imprenditorialità etnica
lavoro autonomo
ristorazione esotica
ethnic entrepreneurship

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