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La critica di Amartya Sen all'istituzionalismo trascendentale

Nel suo libro "L'idea di giustizia", Amartya Sen contrappone un'idea di giustizia di impostazione contrattualistica (un'ideale di giustizia perfetto ma inapplicabile) a un approccio comparativo nei confronti dei problemi etici (una teoria della giustizia imoerfetta e incompleta ma praticabile). Tra i filosofi contrattualisti, si possono rintracciare Thomas Hobebs, Immanuel Kant, Jean-Jacques Rousseau, John Locke e , in epoca contemporanea, John Rawls , col suo libro "Una teoria della giustizia". Per quanto riguarda l'approccio comparativo, si possono fare i nomi di Condorcet, Mary Wollstonecraft, Adam Smith, Karl Marx, Jeremy Bentham e John Stuart Mill. Sen si schiera esplicitamente a favore di quest'ultima tendenza teorica, criticando il carattere trascendentale e fondamentale delle istituzioni, all'interno del contrattualismo. Per questa ragione, Sen chiama il contrattualismo anche "istituzionalismo trascendentale".

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INTRODUZIONE Nel suo libro L'idea di giustizia , Amartya Sen pone un quesito fondamentale per la filosofia politica contemporanea. La giustizia dev'essere concepita come un ideale talmente perfetto da risultare al di fuori della nostra portata, o dev'essere una pratica imperfetta, suscettibile di modifiche nel corso del tempo, ma volta ad eliminare concretamente le evidenti ingiustizie presenti nel mondo? Tutta la tradizione filosofica occidentale ha sempre proposto, nel corso dei secoli, un ideale di giustizia. In particolar modo, la teoria filosofica contrattualistica, inaugurata da Thomas Hobbes, poneva dei principi di giustizia astratti che venivano considerati applicabili in qualsiasi situazione storica e sociale. La versione contemporanea di questa posizione è presente in Una teoria della giustizia di John Rawls, considerato come un punto di riferimento dall'autore. Nonostante la diversa impostazione teorica che caratterizza la teoria di Rawls e il contrattualismo da una parte, e la prospettiva di Sen dall'altra, le due posizioni hanno comune origine. Lo scontro teorico tra queste due posizioni antitetiche può infatti essere rintracciato, per la prima volta, nel periodo dell'Illuminismo europeo (XVIII e XIX secolo), all'interno del quale si possono evidenziare due linee di pensiero contrapposte. La prima è la teoria filosofico-politica del contrattualismo, inaugurata dalla già citata opera intellettuale di Hobbes, ma proseguita anche da altri grandi pensatori come Jean-Jacques Rousseau, John Locke, Immanuel Kant, e in epoca contemporanea da John Rawls. Ciò che accomuna tutte le teorie contrattualistiche è la postulazione di un contratto sociale da parte di individui presenti in un ipotetico stato di natura che, in quanto condizione anteriore allo stato sociale, non può garantire giustizia. La stipulazione del contratto sociale è un atto dettato dalla 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Flavia Corso Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

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