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Unmanned aerial vehicles: business plan per le applicazioni non militari

Obiettivo della tesi è la presentazione di un business plan redatto per la valorizzazione economica di un progetto per un dimostratore tecnologico di tipo unmanned, specificamente volto all'utilizzo nell'ambito non militare. Ai fini di una valorizzazione economica del progetto si considera, nel piano, la costituzione di uno spin off accademico e l'articolazione dell'offerta in due aree di business: il noleggio del dimostratore ad unità di ricerca accademiche in compo aerospaziale e la vendita del velivolo per applicazioni di Protezione Civile nell'ambito della sorveglianza degli incendi boschivi. Il business plan focalizza sugli elementi salienti dello stesso, secondo la letteratura, quali il team manageriale, l'opportunità imprenditoriale, il contesto ed il deal, offrendo inoltre una panoramica in termini economici finanziari sulla redditività e la profittabilità dello stesso, ipotizzando scenari alternativi di vendita e di variazioni esogene di natura macroeconomica.

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13 2. VELIVOLI UNMANNED 2.1 Definizione La genesi dei velivoli di tipo unmanned riflette la tendenza, radicata e costante nell’aviazione, di concretizzare il concetto di velivoli condotti senza necessità di un pilota a bordo. Nonostante l’evoluzione tecnologica, inaugurata in ambito militare sin dagli inizi del Novecento, tuttora la letteratura aeronautica non ha ancora offerto una definizione univoca di Unmanned Aerial Vehicle (UAV). La pluralità di definizioni esistenti riflette, da un lato, la necessità di focalizzare su particolari aspetti tecnici dei velivoli considerati e, dall’altro, le aspettative in termini di utilizzo e di mercati di destinazione dei velivoli stessi. Una definizione di tipo istituzionale, riportata nella Convenzione sull’Aviazione Civile Internazionale, classifica un UAV come “qualunque tipo di velivolo capace di essere pilotato senza necessità di un essere umano a bordo” 1 , definizione in seguito raffinata ed estesa al fine di evidenziarne peculiarità tecniche ed ambiti applicativi. In genere, nel settore aeronautico, è preferito l’utilizzo dell’acronimo UAS, Unmanned Aircraft System, poiché riferito non intrinsecamente al velivolo ma anche a tutte le componenti necessarie per la conduzione e messa in funzione dello stesso. In un’ottica sistemica il velivolo unmanned è dunque “un velivolo modulato per operare in assenza di pilota e gestito da controllo remoto” 2 . In seguito alle ottime performance registrate in ambito militare, la Comunità Scientifica, a partire dagli anni Novanta, intraprese dei progetti di ampliamento degli ambiti applicativi dei velivoli unmanned. Si iniziarono infatti ad elaborare programmi di utilizzo anche in ambito civile e commerciale, con l’effetto di estensione delle modalità di classificazione dei velivoli coerentemente ai potenziali settori di destinazione. In particolare, si è elaborata una classificazione riconducibile a tre macrocategorie di velivoli unmanned: la categoria UAV, comprensiva dei velivoli utilizzati in missioni militari di intelligence e ricognizione, la categoria UCAV, Unmanned Combat Aerial Vehicles, costituita da velivoli da combattimento 1 The International Civil Aviation Organization Convention on International Civil Aviation, art.8, 7/12/1944 [denominata in seguito Chicago Convention]. 2 “Unmanned Aerial Vehicle Operations in U.K. Airspace-Guidance” 2002:2,1,722.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Michela Marzoli Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.