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Lo spettacolo della disarmonia: il freak e l'Inghilterra Vittoriana

Informazioni tesi

  Autore: Elena Capucci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e culture per l'editoria
  Relatore: Susanna Zinato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

Dal lessema téras (‘mostro’), proveniente dal greco antico, deriva il nome della disciplina che si occupa dello studio delle ‘mostruosità’, ovvero la teratologia, scienza che si sviluppa nell’Ottocento ma che affonda le sue radici nel passato più remoto della storia dell’essere umano. Da questo concetto prende avvio il presente lavoro.
Da sempre l’immaginario collettivo è popolato, infatti, da esseri deformi e mostruosi che trovano la loro origine non solo nella storia antropologica dell’uomo ma anche nei meandri più profondi della psiche umana.
Il principale oggetto d’analisi di questo elaborato è la figura del freak nell’Inghilterra Vittoriana. In particolare, si tratterà il tema della diversità in termini di deformità corporea, in quanto l’incontro con il diverso assume una funzione di limite alla cosiddetta ‘normalità’.
Per una migliore comprensione dell’argomento, prima di addentrarmi nella trattazione della figura ottocentesca del freak, ho ritenuto opportuno effettuare nella prima parte – suddivisa a sua volta in due sezioni – una digressione storica introduttiva del concetto di ‘mostro’ che muove dai tempi più remoti dell’antichità.
Lo studio di questo tema, organizzato sia cronologicamente, dall’antichità all’età contemporanea, sia spazialmente, dall’Inghilterra alle Americhe del Nord, si pone quindi l’obiettivo di rintracciare le modalità attraverso cui la figura del freak e la differenza fisica assumono un significato ideologico. L’approfondimento della figura del freak è dunque preceduto da una panoramica che indaga nella prima sezione l’esistenza di personaggi fisicamente mostruosi già nella letteratura greca e latina interpretati come presagi divini, mentre nella seconda sezione si entrerà nell’Occidente medievale a seguito dell’avvento del Cristianesimo. Si osserverà anche l’atteggiamento del Rinascimento nei confronti della mostruosità e si accennerà al contributo offerto dalla scienza tra XVII e XVIII secolo, periodo in cui si assiste a un incremento dell’interesse scientifico per le anomalie che pone le basi per lo sviluppo del pensiero positivista ottocentesco.
La seconda parte entra nel vivo della trattazione della figura del freak all’interno della società vittoriana; anch’essa è strutturata in due sezioni principali. Nella prima si farà riferimento al contesto storico e sociale dell’Inghilterra dell’Ottocento ottenendo così una serie di tratti peculiari che verranno poi analizzati nel dettaglio in riferimento al topic oggetto di studio in questo elaborato.
Nell’Inghilterra del primo Ottocento si assiste infatti al trionfo della Rivoluzione Industriale che apporta tutta una serie di radicali cambiamenti: anzitutto si solidifica una società capitalista in cui anche gli uomini diventano una sorta di macchine da produzione. Si osserverà nella prima sezione in che modo il “progresso” e il cinismo del capitalismo industriale abbiano condizionato il rapporto con l’alterità e l’incontro con il diverso, il quale diviene elemento di ‘disarmonia’, concetto quest’ultimo che offre la chiave interpretativa più idonea per una corretta messa a fuoco anche della letteratura inglese dell’Ottocento.
Tratto peculiare di una società assediata e terrorizzata dal fantasma del dis-ordine, la lotta alla disarmonia è il tema unificante della cultura vittoriana all’interno della quale si assiste progressivamente alla negazione del mito del progresso e alla cultura in cui i valori si trasformano in disvalori e le certezze in dubbi. Va enfatizzato quindi il diffuso sentimento di precarietà.
Nella seconda sezione della seconda parte si analizzerà in che modo nel mondo utilitaristico dell’Inghilterra industrializzata i ‘fenomeni umani’ divengono meri oggetti da esposizione perdendo la loro dignità di uomini. Si assiste infatti alla nascita del freak show e allo sfruttamento di queste

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8 PARTE I IL MOSTRO DALLE ORIGINI ALLE SOGLIE DELLA MODERNITÀ: L’ANTESIGNANO DEL FREAK VITTORIANO 1. I mostri nell’antichità classica 1.1 L’etimologia di ‘mostro’ e l’antico sentimento del meraviglioso-negativo Si definiscono comunemente „mostri‟, „fenomeni umani‟ o freaks le figure non rientranti nei canoni vigenti della sanità corporea, e quindi i diversi nel fisico, ma anche nel comportamento e nella moralità 2 . Da sempre, nella cultura occidentale, la diversità ha generato timori e paure. Ma diversità rispetto a che cosa? – viene da chiedersi. I processi di teratologizzazione degli esseri anomali che abitano la realtà quotidiana affondano le radici in epoche molto lontane. Per poter quindi comprendere il „ruolo‟ che il freak ha giocato all‟interno della società vittoriana ottocentesca, occorre partire da un passato piuttosto remoto, e ripercorre la sua evoluzione ideologica. Uno dei testi più antichi riguardante i mostri, un lessico babilonese di “mostrologia” risalente al 2800 a.C. circa, insegna a interpretare il monstrum come segno e raggruppa le tre sottoclassi tradizionali dei mostri: „mostri per eccesso‟, „mostri per difetto‟ e „mostri doppi‟, ognuna delle quali ha un significato diverso, fausto o nefasto 3 . Anche i romani 2 L. E. CRATON, The Victorian freak show: the significance of disability and physical differences in 19 th -century fiction, United States of America, Cambria Press, 2009, p. 14. 3 Fiedler ricorda che i primi sono sempre di cattivo auspicio – “quando una donna partorisce un infante che ha sei dita […], gli abitanti del mondo saranno danneggiati” – i secondi presentano più ambiguità: “un bambino […] senza naso, per esempio, significa che l‟esercito del re sarà forte, ma uno […] senza ombelico annuncia discordia in casa”. La stessa indeterminatezza è presente nei mostri doppi, alcuni indicavano un buon presagio, come ad esempio i gianocipiti, mentre gli androgini erano

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