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L'earnings management nei bilanci delle società di calcio professionistiche italiane

Il calcio è oggigiorno, in tutto il mondo, non solo uno sport, ma uno dei business con il più grande giro d’affari e il maggior numero di consumatori. Di conseguenza, le società del settore si sono negli anni organizzate per operare alla stregua di tutte le società di capitali, necessitando, per questo, di competenze specifiche e regole contabili ad hoc. Allo stesso tempo, però, quello del calcio è un settore fortemente indebitato, soprattutto a causa dell’elevato costo del lavoro.
Scopo dell’elaborato è quello di effettuare un’analisi delle principali operazioni contabili giudicabili validi esempi di earnings management, che è possibile rinvenire nella documentazione contabile redatta dalle società operanti nel settore calcio in Italia e dovute, appunto, alle pesanti passività registrate in bilancio da molte di esse.
Dopo aver specificato, nel primo capitolo, cosa si intende con l’espressione earnings management, il lavoro prosegue con un breve riepilogo storico dell’evoluzione delle società calcistiche, dalla loro nascita fino alla loro trasformazione giuridica dapprima nella forma di associazioni, poi in quella di vere e proprie società. Di seguito, si discutono le caratteristiche e le performance delle società calcistiche che hanno scelto di quotare proprie azioni nelle Borse valori. Con il quarto capitolo il lavoro entra nel vivo del tema attraverso una trattazione completa delle principali voci contabili che caratterizzano i bilanci delle società calcistiche, nonché del modo in cui esse si prestano ad essere oggetto di pratica dell’earnings management. Nell’ultimo capitolo, infine, si prospettano alcune potenziali future fonti di ricavo per le società calcistiche e le nuove norme varate dall’UEFA per il contenimento dei costi nel settore: misura, quest’ultima, di significativa importanza per risollevare le sorti dello stesso.

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4 INTRODUZIONE “Purtroppo, nel calcio di oggi, conta solo il risultato e nessuno pensa piø a far divertire la gente”. (Z. Zeman) Quando il calcio era solo un gioco, erano la passione e lo spirito di gruppo a far correre gli atleti dietro ad un pallone. In pochi anni quella passione coinvolse milioni di persone in tutto il mondo, tanto da farlo diventare lo sport piø popolare. Ma di fronte ad un entusiasmo ed un coinvolgimento così diffusi il calcio non poteva continuare ad essere un semplice gioco. Cominciarono a nascere numerose associazioni sportive, squadre che si affrontavano in tornei e campionati organizzati con, alle spalle, primitive forme di federazioni. Era oramai uno spettacolo, una fonte di divertimento e di intrattenimento e, come tale, era in grado di attrarre un pubblico numeroso, soprattutto in presenza di campioni capaci di giocate spettacolari. Scrive il semiologo Barthes a commento delle immagini girate all'inizio degli anni Sessanta dal regista canadese Hubert Aquin per il documentario “Lo sport e gli uomini”: «In alcune epoche e in alcune società il teatro ha svolto un'importante funzione sociale: riuniva tutta la cittadinanza in un'esperienza comune, la conoscenza delle proprie passioni. Oggi questa funzione viene svolta, a suo modo, dallo sport 1 ». Il pubblico pagante voleva divertirsi e le squadre cercavano di accaparrarsi i migliori giocatori in circolazione per garantirsi visibilità, popolarità e successo. Il calcio non era ancora diventato quello odierno, ma già il cambiamento cominciava ad avvertirsi e la sua evoluzione era tanto lenta quanto incontrollata. Anche il mondo imprenditoriale vantava numerosi appassionati, che cominciarono ad avvicinarsi a questa nuova realtà investendo denaro per assicurarsi le prestazioni dei migliori atleti, garantendo loro lauti compensi e premi in caso di vittoria. Nel mondo di un gioco divenuto spettacolo e ben presto business, il terreno della competizione si spostò velocemente dal rettangolo verde agli uffici dei maggiori dirigenti. Il calcio offriva una nuova possibilità di guadagno, se pur molto aleatoria, e non tardò a scatenare la corsa degli investitori a caccia di talenti che potessero fare la fortuna propria, di procuratori e squadre, allettate dall’idea di ottenere importanti ritorni, 1 C. Authier, Foot business, Hachette, 2001.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppe Pascalicchio Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.